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La Storta, fioccano multe per abbandono rifiuti causa cassonetti stracolmi

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Via Cassia, altezza Olgiata Sud, il 7.7.2019

Fioccano multe a Roma Nord, e questa volta non si tratta di indisciplinati alla guida ma di sanzioni sui rifiuti. La notizia è di questi giorni e riguarda alcuni residenti de La Cerquetta, a La Storta, che nel giro di poche settimane si sono visti recapitare verbali redatti dalla polizia locale e dagli ispettori dell’Ama per  “abbandono di rifiuti in strada”, accanto ai cassonetti.

Bene, verrebbe da pensare, finalmente un passo avanti contro l’inciviltà, contro l’ignoranza che molto spesso porta il cittadino ad abbandonare sacchi di spazzatura in strada. D’altronde, la linea dura contro gli “zozzoni”, oltre ad essere una battaglia che la Sindaca Virginia Raggi porta avanti ormai da tempo, è prevista anche nel nuovo regolamento del Campidoglio sui rifiuti.

Invece no, o perlomeno non proprio, perché i verbali recapitati, una quarantina in tutto, si riferiscono al mese di giugno, periodo in cui in tutta la Capitale viveva la grande crisi dei rifiuti, con i cassonetti strabordanti, i sacchi che invadevano i marciapiedi e i cittadini esasperati.

La storia in pillole

Ma andiamo per ordine: quest’estate, come ampiamente raccontato anche dal nostro giornale, il XV Municipio, come molte altre zone di Roma, si ritrova letteralmente invaso dai rifiuti. Interi quartieri con cassonetti stracolmi, marciapiedi e strade occupati da sacchi in terra, topi, ma anche cinghiali e gabbiani al pascolo per le strade.

A peggiorare la situazione un caldo asfissiante che per giorni interi provoca un fetore insopportabile tale da costringere i residenti di molte vie a tenere le finestre delle abitazioni sbarrate.

I cittadini, esasperati, fanno segnalazioni e denunce: all’Ama, alla Polizia Locale, alle amministrazioni locali, sui social, sopportano la situazione e aspettano con pazienza che qualcosa si muova. Nel frattempo, senza molte altre alternative, provano ogni giorno a “sistemare” i propri sacchi di rifiuti alla bene e meglio nei cassonetti stracolmi o vicino a questi.

Passano i giorni, e i primi di luglio, anche a seguito dell’ordinanza della Regione Lazio a firma Zingaretti, la situazione migliora. Al rientro dalle ferie però l’amara sorpresa: nelle cassette postali di molti residenti di Via Capacelli, a La Cerquetta ecco le multe: 63,88 euro di sanzione per aver abbandonato i rifiuti in strada. In alcuni casi anche più verbali per lo stesso residente.

Oltre il danno anche la beffa quindi: nello stesso periodo in cui i cittadini esasperati denunciavano lo stato in cui versava il loro quartiere sommerso dai rifiuti implorando una soluzione rapida, gli stessi, ripresi da una telecamera installata su un palo, venivano multati per abbandono di rifiuti.

La discussione sui social

“Volevo avvisare gli abitanti della Cerquetta che hanno iniziato a fare le multe a chi abbandona i sacchi della spazzatura fuori dai cassonetti … peccato però fosse il periodo in cui l’immondizia non veniva ritirata e c’erano montagne di rifiuti ovunque …” scriveva pochi giorni fa un residente di zona su “Sei della Cassia se …”, il gruppo facebook che con più di 11mila iscritti è ormai un punto di riferimento per tutti coloro che vivono lungo la consolare.

E proprio su facebook nel giro di poche ore si scatena un acceso dibattito, che per tutto il weekend scorso anima numerosi cittadini: c’è chi trova assurdo ricevere multe di questo genere e chi invece severo condanna qualunque tipo di abbandono in strada dei sacchetti, invitando addirittura gli altri a “tenere la spazzatura in casa se non si sa dove buttarla” o a “fare qualche centinaio di metri per trovare un cassonetto più capiente”.

Dal severo “Pagate e zitti” a chi ipotizza addirittura di avere i super poteri per “aver trovato sempre il modo di gettare civilmente i rifiuti”. I più ricordano che in quei giorni, da fine maggio ai primi di luglio, era davvero impossibile riuscire a trovare un cassonetto nelle vicinanze della propria abitazione che potesse contenere anche un solo sacco in più di spazzatura e se la prendono con il Comune di Roma e l’Ama che “invece di passare regolarmente a svuotare i cassonetti” ha trovato il modo “di rimpinguare le casse” o di “dare la colpa al cittadino delle inefficienze comunali”.

Scorrendo i commenti, la questione multe diventa anche un problema di viabilità e di privacy, oltre che, come spesso accade, bagarre politica: qualcuno ricorda che se le telecamere installate non sono segnalate allora il verbale non può essere considerato valido, altri però fanno notare che l’avviso c’è ma si tratta di “un piccolo cartellino attaccato al palo” non visibile ai più.

C’è chi invita “a gettare i rifiuti nella propria via e non in quelle degli altri”, e chi invece puntuale risponde di sentirsi libero di buttare la spazzatura dove vuole perché “pago la tassa sui rifiuti”, e perché “è assurdo che per gettare un sacchetto bisogna essere costretti a trasportarlo in macchina per chilometri e chilometri alla ricerca di un cassonetto meno pieno”.

C’è anche chi propone la soluzione più semplice: “uscire a buttare la spazzatura a piedi visto che le multe le fanno riprendendo la targa della macchina”, chi alla fine se la prende con “gli zingari che passano e tirano fuori tutto dai cassonetti, mentre le multe le prendono i cittadini “civili”, e chi esagera con insulti pesanti.

La voce del XV Municipio

La questione insomma, dopo aver provocato rabbia, indignazione, e in alcuni casi anche ironia tra i cittadini, resta comunque complessa, ed oltre essere affrontata sui social è arrivata in Municipio.

“La decisione di installare una telecamera a La Cerquetta è frutto di una scelta quasi obbligata, dovuta purtroppo all inciviltà di molti cittadini che anche venendo da fuori abbandonano proprio in quella zona rifiuti di ogni tipo, anche ingombranti, in strada. Purtroppo è possibile, visto la situazione critica della scorsa estate, che alcuni verbali siano stati recapitati a residenti che in buona fede si sono visti costretti a sistemare i sacchetti in terra accanto ai cassonetti perché non avevano altra alternativa” – chiarisce a VignaClaraBlog.it il Presidente del Municipio, Stefano Simonelli, specificando di seguire la questione delle multe da vicino e di accogliere l’idea del riscorso perché “venga valutata ogni singola situazione e nel caso possa esserci un annullamento del verbale”.

Non è un caso isolato quello de La Cerquetta, per il momento le telecamere sono state installate solo in quella zona, ma purtroppo ci sono molti quartieri del nostro municipio in cui la situazione rifiuti resta critica. È giusto che ognuno faccia la sua parte, al cittadino deve essere garantita una raccolta regolare, ma è necessario anche che i residenti rispettino le regole, è una questione di educazione e civiltà” – ha concluso

Fioccano le multe ma pioveranno i ricorsi

Così, come promesso sui social, e confermato da Simonelli, pioveranno ricorsi. Ed è della stessa idea anche Daniele Torquati, Capogruppo Pd nel XV, che interessatosi personalmente alla questione, dopo aver incontrato con un avvocato alcuni residenti multati, assicura che i ricorsi ci saranno e che una volta formalizzati saranno sottoposti all’amministrazione locale per la verifica del ritiro in autotutela delle multe.

La lotta all’inciviltà passa anche e soprattutto per delle giuste sanzioni, ma quando queste sono ingiuste, come nel caso di Via Capacelli a La Cerquetta, l’unico obiettivo che si raggiunge è la sfiducia da parte dei cittadini nei confronti dell’amministrazione. Voglio ringraziare personalmente l’avvocato che gratuitamente ha incontrato i residenti multati, è davvero bizzarro che il numero dei verbali corrisponda praticamente al numero delle segnalazioni fatte da parte degli stessi cittadini e il più delle volte coincidano anche i nominativi: questo vuol dire che le multe sono state fatte proprio negli stessi giorni in cui i residenti facevano le segnalazioni all’Ama e al Comune di Roma per la mancata raccolta; è evidente che la questione vada approfondita” – ha commentato Torquati.

Intanto anche la sindaca Raggi sembrerebbe aver fatto un passo indietro sulle multe, dal Campidoglio infatti arriva all’AMA l’appello a una maggiore attenzione nelle sanzioni: è necessario accertarsi che i cassonetti siano effettivamente “disponibili e fruibili”, procedendo a multare solo i “comportamenti ingiustificati e ripetuti di abbandono dei rifiuti” e non chi si vede costretto a depositare rifiuti fuori dai contenitori perché il servizio di raccolta non è regolare.

Ludovica Panzerotto

VignaClaraBlog.it

2 COMMENTI

  1. Trattandosi di rifiuti si potrebbe dire che questa è una esemplare vicenda di ordinario degrado estetico della città, ma nel caso specifico il vero degrado che emerge è quello politico-istituzionale e amministrativo di un paese e di una capitale in cui negli ultimi anni la gestione della cosa pubblica ( manutenzione delle strade, scuole giardini pubblici, raccolta rifiuti etc) ha purtroppo subito un crollo verticale. In tal senso il caso di via Cassia ( ma la stessa cosa accade anche in altre zone) è esemplare. Come noto una ” tassa “è il corrispettivo stabilito ab origine per l’erogazione di un servizio dello Stato che, laddove non venisse erogato, potrebbe costituire il presupposto per non pagarlo. A roma, invece, si arriva addirittura al paradosso per cui, oltre a non erogare il servizio, lo stato ( Comune di Roma) incassa una sorta di “Tassa” ulteriore derivante dalle sanzioni erogate nei confronti di chi non vedendosi garantito il servizio, è costretto ad assumere comportamenti non del tutto corretti. Però non stiamo parlando di veri e propri incivili che scaricano rifiuti di ogni tipo e dimensione nelle aree di sosta, nei campi o comunque in zone non adibite al conferimento, ma di persone che in buona fede si recano con il loro sacchetto rifiuti presso i cassonetti per i quali pagano appunto una tassa allo stato, ma che di fatto non sono utilizzabili. Se non è degrado istituzionale – amministrativo questo, qualcuno mi dica come chiamarlo!!!!!

    • Tra l’altro la quantità di rifiuti “per bidone” o per zona/via e per periodo (giorno, settimana, mese) è misurabile con facilità, basterebbe solo la volontà di farlo.
      Non ci sarebbero sorprese di sorta nella raccolta che sarebbe pianificabile con un dettaglio quasi certosino. Non sono flussi che raddoppiano da un giorno all’altro.

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