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    Lazio, una Regione Bene Comune

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    In una conferenza stampa tenutasi nella piazzetta del Mercato Testaccio, mercoledì 13 marzo Marta Leonori, consigliera in Regione Lazio e Vice Presidente della  Commissione Cultura, spettacolo, sport e turismo, ha presentato la proposta di legge regionale n.128 in tema di “promozione dell’amministrazione condivisa dei beni comuni“.

    La proposta, attualmente in corso di analisi nelle apposite commissioni e di cui Leonori è firmataria, intende promuovere l’amministrazione condivisa dei beni comuni anche attraverso l’applicazione del principio di sussidiarietà. Si propone infatti di incentivare forme e modalità di collaborazione e condivisione tra e istituzioni e la cittadinanza attiva per la cura, gestione, valorizzazione o la rigenerazione dei beni comuni.

    Sul. tema dei beni comuni si è tenuto un dibattito diffuso negli ultimi 25-30 anni; la definizione è stata ed è oggetto di un’ampia riflessione in campo sia giuridico che economico.

    Il termine, che deriva dall’inglese “commons“, secondo il premio Nobel 2009 per l’economia Elinor Ostrom indica beni materiali o immateriali condivisi, non esclusivi e non rivali, fruiti o prodotti da comunità, con una definizione che contestava l’impostazione del primo studioso moderno della materia Garret Hardin, secondo il quale questo tipo di beni erano destinati alla distruzione per l’intrinseca tendenza allo sfruttamento da parte dell’uomo.

    In Italia il dibattito ha riguardato prevalentemente il punto di vista giuridico, anche grazie al suo più approfondito studioso Stefano Rodotà. Fu proprio lui nel 2007 a guidare una Commissione presso il Ministero di Grazia e Giustizia incaricata di proporre una riforma del codice civile che tenesse conto del beni comuni.

    Il risultato del lavoro di questa commissione fu un disegno di legge – mai discusso in Parlamento – che tentava di superare la classica dicotomia bene pubblico/bene privato, individuando nei beni comuni “cose che esprimono utilità funzionali all’esercizio dei diritti fondamentali nonchè al libero sviluppo della persona“, stabilendo inoltre che “i beni comuni devono essere tutelati e salvaguardati dall’ordinamento giuridico, anche a beneficio delle generazioni future“. Un testo incentrato, dunque, più sulla funzionalità di tali beni o risorse, piuttosto che sulla loro titolarità.

    Nel corso degli anni diverse amministrazioni comunali hanno adottato regolamenti per disciplinare la gestione condivisa dei beni comuni.

    La proposta di legge a firma Marta Leonori, in attuazione e conformità al principio di sussidiarietà contenuto nell’articolo 118 della Costituzione, si occupa di stabilire alcune procedure per la cura e la gestione del beni comuni attraverso forme di collaborazione e condivisione tra le istituzioni più prossime e i cittadini raccolti in comunità autorganizzate.

    Un testo che si propone di incentivare forme e modalità di condivisione, anche attraverso il riconoscimento di vantaggi economici e sostegno alla realizzazione di collaborazioni istituzioni/cittadini, secondo il concetto di amministrazione condivisa dei beni comuni che fa emergere quella che il rapporto Labsus 2017 chiama la “società responsabile“, cioè gruppi di cittadini che si vogliono prendere cura di beni comuni presenti sul proprio territorio: dal verde a beni culturali, dalle scuole agli edifici pubblici.

    Edoardo Cafasso

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