Home AMBIENTE Labaro, “Regina Ciclarum”? Macchè, regina del degrado

Labaro, “Regina Ciclarum”? Macchè, regina del degrado

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La gigantesca discarica abusiva scovata nei pressi della diga di Castel Giubileo ampiamente documentata sulle nostre pagine e successivamente dalle telecamere del  TGR-Lazio a quanto pare si trova in buona compagnia perché è sufficiente scavalcare il Tevere e inoltrarsi sulla pista ciclabile per imbattersi in un’altra, vergognosa discarica.

La situazione è ben nota e va avanti da anni; chi percorre la pista ciclabile in direzione Labaro sa bene che al termine del tracciato, sulla sponda del fiume, c’è un grande insediamento abusivo circondato da montagne di rifiuti.

La situazione sembra però essere arrivata al suo culmine perché tutta l’area adiacente alla ciclabile è ridotta ad una discarica: altro che “orizzonte di campagne lontano dalla frenesia della città” come recita un bel cartello colorato che parla di incanto della “regina ciclarum”.

Qua siamo in presenza di una vergognosa situazione di degrado che si trascina da tempo e che peggiora ogni giorno di più complice un vecchio capannone distrutto dal fuoco e una fontanella che eroga acqua potabile alla comunità che vive nell’insediamento.

Tante le baracche costruite con materiali trovati in altre discariche e tantissimi i rifiuti, molti dei quali ingombranti come lavatrici o divani sfasciati; il tutto condito da un acre odore di fumo prodotto sicuramente da roghi accesi non certo per preparare bruschette.

Quasi duecento metri di sponda trasformati in discarica dove perfino gli alberi, che un tempo mascheravano questo scempio, sono ridotti a poveri scheletri.

Abbiamo provato ad immaginare quale deve essere lo sconcerto di un qualsiasi romano che volendo godere delle meraviglie della “regina ciclarum” dopo aver assaporato la visione di una straordinaria campagna alla fine del suo percorso si ritrova con il naso in una schifosissima discarica affacciata su di un fiume le cui sponde sono invase da cumuli di rifiuti.

Passato lo sconcerto questo nostro concittadino senz’altro si chiederà: “Come mai se mi dimentico di pagare il balzello istituito con le strisce blu la multa non me la leva nessuno mentre se decido di trasferirmi in riva al Tevere, di costruirmi una baracca di legno e stracci, di bruciare cavi elettrici smontando lavatrici e frigoriferi e di fare i bisogni in riva al fiume nessuno mi dice niente”?

Ogni volta che dalle nostre pagine abbiamo denunciato un insediamento abusivo lo abbiamo fatto sempre  con cautela, nel rispetto della dignità umana di chi vi abitava (non sempre si tratta di sbandati o di persone che vivono ai confini della legge), ma questo insediamento con relativa discarica ai bordi della pista ciclabile è una situazione assai degradante che non può essere tollerata.

Come l’enorme discarica di sei ettari di Via del Baiardo a Tor di Quinto o quella immonda di Castel Giubileo, l’insediamento della ciclabile è un disastro ambientale davanti a cui nessuno può permettersi di voltare la testa.

Francesco Gargaglia

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