Home LA GIUSTINIANA “Muri Aperti: l’arte unisce le diversità” a La Giustiniana

“Muri Aperti: l’arte unisce le diversità” a La Giustiniana

street-artist gipa

Con il patrocinio del Municipio XV e con il supporto del Comitato di Quartiere “La Giustiniana e dintorni” nei prossimi giorni prenderà il via a La Giustiniana il progetto “Muri Aperti: l’arte unisce le diversità”, un’opera realizzata a cura dell’Associazione di promozione sociale “Gipa Fuori dalla stanza”.

Durante la settimana dal 26 al 30 novembre, Giampaolo Angelini (in arte Gipa), 8 street artist e 10 writer si dedicheranno alla pulizia del muro adiacente la stazione Giustiniana, e che delimita il Parco Luciano Ricca, per poi decorarlo entro il 30 sera con loro opere.

I nomi degli artisti saranno esposti su una targa di plexiglass all’ingresso del parco. L’opera pittorica sarà descritta su un’altra targa posizionata accanto alla prima e domenica 2 dicembre, alla presenza degli autori e delle autorità locali, alle 11 si terrà l’inaugurazione.

Il tema

Il tema prescelto è “La Famiglia Adams nel Paese delle Meraviglie”. Un tema misto, con l’unione di due soggetti completamente differenti per esprimere il concetto di integrazione e unione nella diversità.

Abbiamo scelto di rappresentare la Famiglia Adams, soggetto tetro ma divertente e ironico. I suoi protagonisti vengono discriminati per le loro stranezze. Alice nel Paese delle Meraviglie invece l’abbiamo scelto per portare il parco e le persone che lo visiteranno in un’altra dimensione, una realtà in cui tutte le creature hanno diritto di esistere, insieme, e di non essere giudicate per le loro diversità e/o specialità” dichiarano gli organizzatori spiegando che “I diversi disegni si ‘terranno per mano’ fondendosi l’uno con l’altro, creando così una forte cooperazione tra artisti di strada, writer e Gipa stesso che apporterà il proprio contributo nell’opera di ognuno“.

Il progetto

Il progetto prende vita da un’idea della famiglia di Giampaolo Angelini (in arte Gipa) e dai professionisti che da tempo condividono un percorso comune, con l’obiettivo di promuovere un’iniziativa che rappresenti un momento di condivisione, di cultura, di inclusione e di partecipazione attiva alla comunità locale.

Ad ispirare il progetto, anni di esperienza e convivenza insieme a Gipa, un ragazzo di 44 anni con disabilità psicofisica cha ha a cuore la cultura della bellezza in ogni sua forma, in particolare nell’espressione artistica ed ambientale.

La famiglia da sempre ha lottato per vedere riconosciuti i propri bisogni, pretendendo e dando molto più di quello che le etichette diagnostiche avrebbero lasciato sperare. A Gipa non è stato chiesto l’impossibile ma tutto il possibile, e questo ha fatto sì che Giampaolo diventasse negli anni un giardiniere, un artista e un appassionato e studioso di storia, astri, pianeti ed attualità.

La vita di Giampaolo è fatta anche dai rapporti con le figure professionali che lo seguono da anni. La relazione con loro è ricca di peculiarità e specificità, è frutto di uno scambio di pensieri e di emozioni reciproci, che fanno nascere ogni giorno qualcosa di nuovo. Si rinforza così l’idea che gli stimoli possano avere varie forme e che coglierli sia sempre, per tutti, un privilegio!

L’amore di Gipa per la bellezza e la sua attenzione alla tutela del bene comune hanno fatto nascere l’idea di fare del Parco Ricca – luogo isolato ai margini della stazione Giustiniana e a rischio di degrado e abbandono – uno spazio gradevole e vivido per tutto il quartiere.

L’intento è quello di “dar colore” a temi come l’integrazione e l’inclusione, attraverso un progetto che vede la collaborazione tra Gipa, writer e artisti di strada, per uscire tutti dalla propria individualità e interagire in modo attivo e sinergico con altre realtà, spesso sconosciute.

Fusione tra street art e graffiti

Le organizzazioni dei Festival in genere tendono a non prendere in considerazione le opere dei graffitari e finiscono così per coprirle con i nuovi disegni: le organizzazioni legali, infatti, riconoscono gli artisti di strada ma non i writer. Si crea dunque una “faida” in cui i writer coprono a loro volta le opere commissionate dalle istituzioni e realizzate dagli artisti di strada, rivendicando la proprietà artistica del posto.

Generalmente questi posti sono da anni abbandonati e sottoposti solo alla legge del più forte e del più bravo per cui i prodotti artistici dei migliori non sono mai “toccati”, mentre gli altri si contendono gli spazi rimanenti con colore e impegno, e all’ombra della legalità.

Col nostro progetto – aggiungono gli organizzatori dell’Associazione di promozione sociale “Gipa Fuori dalla stanza” – intendiamo coinvolgere gli uni e gli altri, creando un’opera legale e duratura nel tempo: la “comunione” tra street artist e writer si auspica possa essere garanzia di tutela di quanto realizzato. Punto di partenza è riconoscere la paternità artistica acquisita da chi per lungo tempo ha fatto di quel posto il proprio “laboratorio”, soggiacendo alle regole non scritte de “l’arte di strada”, creando così un nuovo equilibrio che abbatta muri e costruisca ponti“.

1 commento

  1. E’ una bellissima iniziativa, che dimostra ancora una volta come l’arte, in tutte le sue espressioni non conosce limiti o ostacoli ma rappresenta uno strumento di inclusione e integrazione.

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