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L’Oratorio di Sant’Andrea a Ponte Milvio

oratorio S.Andrea Ponte Milvio

Passeggiando da un lato all’altro di Ponte Milvio può capitare di imbattersi in piccoli gioielli dell’architettura, unici e singolari, benché poco conosciuti e valorizzati. L’Oratorio di Sant’Andrea a Ponte Milvio (o anche Sant’Andrea a Ponte Mollo) ne è un esempio.

Siamo in Piazzale Cardinal Consalvi, nel quartiere Parioli. Per quanto nell’immaginario collettivo e nella quotidianità questa parte di Roma sia considerata parte del quartiere Flaminio cui è probabilmente più affine, a livello toponomastico essa fa invece parte, per pochissimo, del quartiere Parioli.

E qui, in un fazzoletto di verde, c’è questa piccola chiesa, un basso edificio fose un po’ anonimo, solitamente circondato da auto in sosta anche di fronte all’ingresso nonostante il divieto.

Le origini della costruzione

Le origini dell’Oratorio sono da ricondurre al 1462 quando la reliquia della testa di Sant’Andrea venne condotta a Roma da Patrasso, per timore che potesse cadere nelle mani dei Turchi.

Lungo la via Flaminia, all’altezza di Ponte Milvio, venne consegnata a Papa Pio II e da lì portata nella Chiesa di Santa Maria del Popolo e successivamente nella Basilica di San Pietro, dove trovò definitiva collocazione in uno dei quattro pilastri principali che sorreggono il tamburo della cupola.

Per celebrare l’evento Papa Pio II fece costruire questo Oratorio, dedicato a Sant’Andrea, proprio nel luogo dove ricevette la reliquia.

L’edificio è estremamente semplice ed è circondato da un piccolo cimitero (cosiddetto “cimitero dei pellegrini”) risalente al periodo appena successivo a quello di costruzione dell’oratorio e destinato ai forestieri morti a Roma durante il pellegrinaggio nella città santa.

Del cimitero restano oggi alcune lapidi murarie e un ossario, il cui accesso si trova proprio al centro del piccolo giardino antistante. Su uno dei muri esterni dell’Oratorio è posta una Croce in memoria del Giubileo del 1975.

oratorio S.Andrea Ponte Milvio

L’importante è averne cura

Allo sguardo del passante l’Oratorio si presenta come un modesto casaletto di campagna dalle forme estremamente semplici.

Oltre il muro che recinta l’annesso cimitero, si intravede un’edicola e una statua con una croce a forma di X che ricorda quella alla quale sembra essere stato legato l’Apostolo Andrea in occasione del suo martirio il 30 novembre 60 d.C.

Oggi l’Oratorio – un tempo custodito dalla Arciconfraternita della Trinità dei Pellegrini – è luogo di culto sussidiario della vicina Parrocchia di Santa Croce al Flaminio ed è accessibile all’interno solo in occasione della celebrazione della messa o concordando una visita con l’Ufficio Parrocchiale.

Sia la Chiesa di Sant’Andrea al Flaminio (edificata dall’architetto Vignola nei pressi di Ponte Risorgimento) che questo piccolo Oratorio (posto nelle immediate vicinanze dell’antico Ponte Milvio) sono purtroppo sottoposti agli effetti del traffico incessante delle auto provenienti dalle strade limitrofe.

E in corrispondenza della facciata sono presenti alcuni reperti archeologici, presumibilmente di scarso rilievo, posti a malinconico ornamento dell’incolta aiuola comunale.

Una manutenzione adeguata e costante dell’architettura nel suo complesso e, prima ancora, il controllo e la prevenzione dei suoi possibili decadimenti possono senz’altro garantire la vitalità del costruito storico, oltre la valorizzazione culturale del territorio che lo circonda. Per l’Oratorio di Sant’Andrea a Ponte Milvio, come per tutti i piccoli e grandi gioielli dell’architettura italiana.

Chiara Meoli

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