Home PONTE MILVIO Ponte Milvio, al liceo Pascal vogliono fare più Chimica

Ponte Milvio, al liceo Pascal vogliono fare più Chimica

Ragazzi e genitori chiedono che non sia soppresso l’indirizzo di Chimica. “Noi studenti ci vediamo privati della possibilità di perseguire la nostra vocazione e i nostri sogni”

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Gli Esami di Stato si sono conclusi  anche per quest’anno all’ITT-LS B Pascal, istituto che abbraccia un’utenza varia situata nel quadrante di Roma nord fra Labaro e Ponte Milvio. Fra i ragazzi  frequentanti l’ultimo anno  non c’è stato nessun respinto e i 100 sono stati  5, fra cui una lode.

I docenti e il Dirigente, prof. Antonio Volpe, si dichiarano abbastanza soddisfatti ma soprattutto intenzionati a considerare le prove di questi ragazzi come uno stimolo a migliorare ancora le performance della scuola, sia per quanto riguarda gli alunni del Liceo che del Tecnico. Fra questi ultimi  spicca la classe del corso di Chimica situata nella sede di Ponte Milvio, nello storico edificio noto agli abitanti del quartiere come “l’ex Bernini”.

La classe si è presentata a sostenere gli esami articolata nei due percorsi di Biotecnologie e Chimica dei materiali, come succede ormai da più di un quinquennio. Purtroppo però per il prossimo anno scolastico 2018-19 è stata riconfermata l’articolazione  solo delle classi  quarta e quinta nei due indirizzi di Chimica dei Materiali e di Biotecnologie Ambientali, mentre per la classe terza è stato concesso dall’Ufficio Scolastico Regionale  soltanto l’indirizzo di Biotecnologie ambientali, nonostante le numerose richieste per entrambe le specializzazioni.

L’eventuale soppressione dell’indirizzo di Chimica dei materiali – ci dice il Presidente del Consiglio di Istituto  dottor  Roberto Maddalena, facendosi portavoce dei genitori della sede di via dei Robilant –  determinerà un impoverimento  dell’offerta formativa dell’Istituto, proprio in un ambito con positive ricadute in termini di sbocchi professionali e le numerose  collaborazioni avviate in questi anni con  soggetti di rilevanza nazionale quali l’Istituto Superiore di Sanità, la Facoltà di Biologia e Chimica dell’Università  Sapienza di Roma, l’ACEA, l’Università di Tor Vergata con il piano lauree Scientifiche , l’AIDIC e  la FEDERFARMA”.

La classe in oggetto inoltre avrebbe dovuto partecipare al progetto di Alternanza Scuola Lavoro finanziato con un bando PON denominato “Esperienza in filiera: percorsi e strategie per il recupero ambientale” in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità e il CNR .

I genitori e il Dirigente Scolastico si sono attivati presso  i responsabili degli Uffici del Provveditorato, invitandoli a  considerare l’assenza nel territorio di Roma di un equivalente percorso di studi, poiché anche l’Istituto Giovanni XXIII, posto comunque lontano dal territorio di riferimento, nella zona Est di Roma, tra Via Tiburtina e Via Prenestina, non prevede l’indirizzo di Chimica dei materiali.

La soppressione dell’indirizzo di Chimica dei materiali contribuirà a cambiare ancora di più  la fisionomia di Ponte Milvio dove lo storico Bernini ha formato per oltre 50 anni  tante generazioni di chimici che si sono distinti in vari campi professionali, riuniti in un ‘associazione di ex allievi.

Irene, iscritta alla terza aggiunge “Noi studenti ci vediamo privati della possibilità di perseguire la nostra vocazione e i nostri sogni, tra l’altro in un ambito dove le possibilità di trovare lavoro alla fine del diploma sono molto elevate “.

Questa affermazione trova riscontro in  una ricerca di Confindustria dell’agosto 2017, secondo la quale 9 studenti su 10 fra laureati e diplomati  in Chimica con voti alti  trovano lavoro entro il primo anno.

Il DS Antonio Volpe e il Responsabile della sicurezza della scuola hanno segnalato all’Ufficio Scolastico anche il problema della sicurezza. I 28 alunni infatti si troverebbero a frequentare  più di due terzi del loro orario scolastico presso i laboratori dell’Istituto  che, nonostante  recentemente rinnovati  e sottoposti a messa in sicurezza, con un progetto finanziato dalla Fondazione Roma, si troverebbero a non rispondere ai requisiti minimi  di sicurezza.

Il prof. Volpe parlando con Vignaclarablog.it si dimostra però ottimista: “Anche lo scorso anno  un’analoga richiesta è stata accolta positivamente dai dirigenti preposti, che hanno da sempre a cuore le situazioni di eccellenza”.

Edoardo Cafasso

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