Home POLITICA Valle Muricana, “no ai container del campo nomadi River”

Valle Muricana, “no ai container del campo nomadi River”

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“Con tutti gli spazi disponibili, proprio a Valle Muricana devono mettere queste unità abitative per ben 90 giorni? Possibile che la nostra zona debba essere sempre penalizzata per tutto? Siamo ignorati completamente, siamo abbandonati a noi stessi…”

“Vogliamo organizzare una civile e pacifica manifestazione davanti al municipio, invece di parlare solo qui su Facebook?” In questi due post estrapolati dal gruppo facebook dedicato a Valle Muricana c’è tutta la preoccupazione che pervade quel territorio e la volontà di manifestarla martedì 12 giugno davanti alla sede del Municipio XV, in occasione del prossimo Consiglio. Cosa preoccupa i residenti di Valle Muricana ormai è noto: l’ipotesi, che apparirebbe assai concreta, allo studio del Campidoglio di posizionare in un lotto libero nel cuore della zona 50 moduli abitativi che saranno sgomberati dal campo nomadi River nei prossimi giorni.

Da quel che si apprende, i moduli verrebbero accoppiati ed accatastati in modo tale da non poter essere occupati abusivamente e lo stoccaggio dovrebbe durare solo 90 giorni. Ma il timore che la situazione si protragga nel tempo è forte: nel nostro paese non c’è nulla di più duraturo di ciò che viene annunciato come provvisorio.

Sul tema, dichiarando che “L’ipotesi, non ancora smentita dalla maggioranza 5 Stelle al governo del Municipio, è demenziale”  intervengono con una nota Marco Tolli, dirigente del PD di Roma, e Luigina Chirizzi, consigliere PD del Municipio XV, sostenendo che “Non si capisce la ragione per la quale il Comune di Roma, proprietario di un infinità di terreni, parcheggi e magazzini, debba ipotizzare un’attività di stoccaggio nel cuore di un quartiere. Sembra un dispetto: a Valle Muricana vivono circa 10.000 persone in assenza totale di sevizi pubblici e privati. Ad eccezione del centro anziani di Via Pomponesco, della realizzazione in Via Sulbiate della Chiesa e di un centro polivalente, iniziative promosse dalla giunta Veltroni, nessuno degli obiettivi pubblici previsti dai piani attuativi è stato realizzato.”

Dopo due anni di amministrazione – incalzano i due esponenti PD – è lecito aspettarsi novità positive per un quartiere che nel 2016 votò in massa per il nuovo corso pentastellato. Invece siamo costretti a difenderci e rigettare quella che è una vera e propria provocazione. Le strade continuano ad essere dissestate, il centro polivalente è ancora abbandonato, il parco è solo un miraggio, nessuna misura è stata presa per ridurre il traffico veicolare, così come nessuna iniziativa è stata presa per portare a compimento i progetti di eliminazione dei tralicci dell’alta tensione.

Assieme ai cittadini che si stanno organizzando ci aspettiamo una presa di posizione ufficiale che rigetti questa folle ipotesi e l’apertura di un serio cantiere per programmare le necessarie soluzioni alla vivibilità della zona” concludono Marco Tolli e Luigina Chirizzi, quest’ultima firmataria – assieme agli altri consiglieri PD Agnese Rollo, Marcello Ribera e Daniele Torquati – di un documento che verrà presentato martedì 12 giugno in seno al Consiglio e con il quale si chiede, anzichè di stoccare e poi demolire i container, di donarli alle associazioni di volontariato e di protezione civile del territorio.

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