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Vigna Clara, giochi proibiti in via della Maratona: richiesta precisazioni

nino parco Atleti Azzurri d'Italia (1)
foto di repertorio

In relazione al nostro articolo dal titolo “Vigna Clara, giochi proibiti in via della Maratona” pubblicato lo scorso giugno e nel quale veniva messo in risalto  lo stato di abbandono del parco “Atleti Azzurri d’Italia” di via della Maratona, a Vigna Clara, riceviamo e pubblichiamo – ai sensi dell’articolo 8 della legge sulla stampa – la seguente richiesta di precisazioni da parte dell’avvocato Roberto Colica.

Scrivo la presente in nome e per conto del sig. Mario Fabbri, gestore delle giostre private all’interno del Parco “Atleti Azzurri d’Italia” ed in relazione all’articolo “Vigna Clara, giochi proibiti in via della Maratona” a firma di Francesca Romana Papi, e pubblicato dalla Vs. rivista on line in data 5 giugno 2017.

In detto articolo, giustamente critico per lo stato di degrado e di abbandono in cui versa il parco a causa dell’incuria del Municipio e del Servizio Giardini, dopo aver dato atto che in effetti l’area gestita dal mio cliente è l’unica non interessata alla trascuratezza e all’abbandono circostante (peraltro solo grazie al costante intervento di pulitura, innaffiamento e conservazione attuato esclusivamente a sua cura e spese da parte dal sig. Fabbri) tuttavia si affermano circostanze che oltretutto non essendo precisate nel loro contesto, danno luogo a facili illazioni che devono essere perciò smentite.

Mi riferisco alla chiusa del servizio ove si insinua che il mio cliente fumerebbe nell’area riservata ai bambini, e parcheggerebbe la propria auto all’interno del giardino. A corredo di tali informazioni risultano pubblicate due fotografie.

Ora a prescindere dalla mancata autorizzazione alla pubblicazione delle foto della persona ritratta, c’è da dire che in una appare una persona che parrebbe fumare (in effetti la foto non è nitida) al di fuori della giostrina, e in orario di chiusura della stessa – visto che all’interno non figurano bambini né altre persone – mentre nell’altra vi è effettivamente riprodotta l’auto del mio cliente, ma solo perché lo stesso deve necessariamente (anche se molto saltuariamente, in media non più di una volta al mese) avvicinarsi al proprio luogo di lavoro quando è costretto a scaricare merce attinente lo stesso, e ciò perché soffrendo di una forma di artrosi ad entrambe le braccia, non può trasportare pesi per lunghe distanze. Va da sé che una volta terminate le operazioni di scarico la vettura viene riportata immediatamente al di fuori dell’area verde.

Vi prego pertanto, invitandovi anche ai sensi della legge sulla stampa, a pubblicare queste precisazioni onde non causare una cattiva reputazione ad una persona che da oltre quarant’anni esercita in zona la sua attività, e che ha visto crescere generazioni di bambini col sorriso sulle labbra senza che mai alcun inconveniente sia stato lamentato“.

Le nostre osservazioni

E’ vero. Abbiamo pubblicato la foto di una persona che fuma all’interno delle giostrine. Ma nella foto la persona è volutamente irriconoscibile e pertanto, a nostro avviso, la pubblicazione della stessa non è soggetta al preventivo consenso.

La persona fumava in orario di chiusura delle giostre. Ci permettiamo di far osservare che nelle giostre  non è esposto alcun orario e che comunque la foto è stata scattata alle ore 11.27, come possiamo dimostrare grazie ai dati exif presenti nelle proprietà del file immagine.
11.27 può essere considerato orario di chiusura?

Auto parcheggiata nel parco. Sottolineiamo che nell’articolo non si dice che la stessa sia di proprietà del signor Mario Fabbri e che nella foto la targa è stata doverosamente oscurata. Quindi nessuna relazione fra lo stesso e la violazione commessa.
Prendiamo atto che il signor Fabbri ammette che l’auto parcheggiata nel parco è la sua e pur spiaciuti per le sue condizioni fisiche riteniamo che entrare e circolare con un’auto all’interno di un parco giochi per bambini sia difficilmente giustificabile, foss’anche solo – tralasciando ogni aspetto inerente la sicurezza – per il pessimo insegnamento che ne traggono i piccoli utenti del giardino.

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