C’era una volta un’oasi sulla Cassia

C’era una volta un’oasi sulla Cassia

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Per diverso tempo il parco pubblico di via Barbarano Romano, una traversa di via Cassia a ridosso del GRA, è stato un piccolo gioiello. Frequentato prevalentemente dai residenti, era pulito e ordinato, un’oasi di tranquillità. Panchine, cestini per i rifiuti regolarmente puliti, prati curati e alberi potati.

Suo punto di forza le piante e gli arbusti, una tale varietà da farlo essere un vero e proprio “orto botanico”; accanto a sughere centenarie, nel tempo vi furono piantati numerosissimi alberelli, specie tipiche locali come olmi o lecci.

Ma la vera ‘chicca’ erano le numerose piante di Prunus Padus o Ciliegio a grappoli, un albero non frequente nei parchi (alcune piante si trovano a Villa Borghese); il Pado, simile al ciliegio, produce un piccolo frutto che a maturazione assume un colore nero opaco. Commestibile e dal gusto piacevole è molto apprezzato dagli uccelli che ne sono ghiotti.

Questo era il Parco di via Barbarano Romano, una superficie di circa 6mila metri quadri, in una zona di pregio ambientale all’interno del Parco di Veio.

Oggi lo scenario è del tutto diverso

Nonostante sia da inizio 2016 che i cittadini lanciano appelli e segnalazioni sui social per chiedere una bonifica,postando foto che testimoniano rifiuti e degrado, il parco è stato abbandonato a se stesso.

Già all’ingresso è facile rendersene conto: transenne davanti i cancelli e rifiuti sul piazzale. Per non parlare di un manufatto in muratura situato in prossimità dell’ingresso lasciato all’incuria più totale e fino ad alcuni mesi fa accessibile e fruibile da chiunque tant’è che all’interno erano ben visibili le tracce degli occupanti: materassi, suppellettili, un tavolo.

Oggi alla porta è stato apposto un lucchetto ma le ante risultano essere socchiuse e ciò non rende totalmente impraticabile la struttura.

All’interno del parco il prato si presenta abbandonato, con alberi secchi, erba incolta e bruciata. Bruciata a causa delle recente siccità, è vero, ma non è che prima dell’estate il prato fosse in migliori condizioni con tronchi e rami caduti e lasciati marcire da mesi e mesi.

Poche le panchine, alcune delle quali divelte o ricoperte dalla vegetazione, e a ricordar la polemica sulla siccità con  la minaccia da parte Acea di chiudere tutti i nasoni ci pensa l’unica fontanella presente ed ovviamente chiusa.

Non potevano mancare anche qui rifiuti, materiali edili, tubi di plastica e travi abbandonati in diversi punti dell’area.

Una piaga di tanti parchi romani ma il mal comune mezzo gaudio non è certo la risposta attesa da chi vorrebbe fruire del parco che ancora oggi, sul sito capitolino 060608, viene definito un “giardino botanico con area verde attrezzata per bambini“.

Della protesta dei residenti si era fatto portavoce, a marzo 2016, Giuseppe Mocci, attuale capogruppo Lista Marchini in XV Municipio. In un comunicato aveva denunciato lo stato di degrado di questa preziosa area verde chiedendone la bonifica.

Ma, a campagna elettorale già iniziata, nessuno raccolse la denuncia che cadde subito nel dimenticatoio. Nello stesso dimenticatoio dove giace il parco, visto che da due anni è in quella situazione.

E la via non è da meno

Situazione che, tuttavia, non riguarda esclusivamente il parco in quanto degrado e abbandono sembrano una caratteristica di tutta via Barbarano Romano.

Calcinacci, erbaccia, scooter e rifiuti abbandonati non mancano in diversi punti della strada, che pur è di pregio con ville e abitazioni eleganti. E c’è pure un hotel.

Ma nonostante ciò, l’abbandono dei rifiuti, piaga della capitale, non risparmia nemmeno questa via.

Francesca Romana Papi

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Via Barbarano Romano, Roma, RM, Italia

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1 commento

  1. Faccio presente che nel parco esisteva una zona con dei giochi per bambini con altalene ed altre attrazzioni andate al macero ormai da tempo e che dei dodici pini che c’erano all’interno ne son rimasti in piedi sei di cui uno ormai morto e secco da anni e due che stanno per cadere perche non potati ed è la stessa fine che han fatto gli altri caduti perche mai potati

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