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Cala il sipario sui marciapiedi fai-da-te a Ponte Milvio

via-flaminia

Con la pubblicazione della sentenza del Consiglio di Stato che conferma la precedente del Tar Lazio, si chiude definitivamente la lunga vicenda durata oltre sei anni.

In via Flaminia, a pochi passi da Ponte Milvio, due dehors devono essere rimossi e gli ampliamenti dei marciapiedi su cui insistono devono essere smantellati.

La vicenda

Si tratta di un caso che anni fa ha occupato per diverso tempo le pagine dei quotidiani romani in quanto, a seguito di una direttiva emessa a marzo 2011 dall’allora Presidente del XV Municipio Gianni Giacomini, in via Flaminia, a Ponte Milvio, videro per la prima volta la luce quelli che vennero soprannominati “marciapiedi fai-da-te”.

La direttiva prevedeva che gli allargamenti dei marciapiedi da parte degli operatori commerciali potevano essere effettuati “su basi cementizie”, fatto invece non contemplato dall’analoga delibera emessa qualche tempo prima dal Campidoglio, e della quale la seconda era figlia, che parlava invece di “pedane mobili”.

Inoltre, la delibera madre diceva che tali pedane potevano essere installate solo in aree pedonalizzate o soggette a limitazioni del traffico mentre via Flaminia, allora come oggi, non è né area pedonale né a traffico limitato.

Anche il VII Dipartimento del Comune, l’Ufficio Tecnico Municipale e la Polizia Locale di Roma Prima dell’emissione della “direttiva Giacomini” espressero perplessità dovute al fatto che eventuali opere cementizie non removibili avrebbero sottratto posti auto ai residenti e deviato i percorsi di raccolta delle acque piovane.

Ma, nonostante ciò, a Marzo 2011 venne emessa tale direttiva e a cavallo fra il 2011 e il 2012 in via Flaminia, con una concessione di durata triennale e scadenza 31 dicembre 2014, due marciapiedi vengono allargati, naturalmente a spese dei due locali di somministrazione.

Tre anni dopo…

Nel 2013 cambia l’amministrazione municipale, Daniele Torquati (PD) vince le elezioni e succede a Giacomini nell’incarico di Presidente del XV. E col cambio di giunta c’è anche un cambio di visione.

Arriviamo così ad aprile 2014 e  Torquati, con l’ok del Consiglio municipale, revoca la “direttiva Giacomini” sicché, a novembre, ai titolari dei due esercizi il Municipio comunica di non voler procedere al rinnovo della concessione in scadenza al 31 dicembre successivo e dà formale disdetta della stessa.

Dal TAR al Consiglio di Stato

Ma i titolari, o meglio, le due società a cui fanno capo le due attività commerciali, fanno ricorso al TAR che però ritiene sufficientemente motivato il provvedimento impugnato e quindi respinge i due ricorsi giudicando “infondati i motivi di censura sollevati, imperniati sull’eccesso di potere per illogicità e irragionevolezza, difetto di presupposti, motivazione insufficiente e violazione dei principi di affidamento del terzo“.

Le due società, Asanisimasa srl per via Flaminia 450 e Shasy Srl per via Flaminia 475, si rivolgono quindi al Consiglio di Stato chiedendo l’annullamento della sentenza del TAR in quanto, secondo i loro legali, non corretta.

Ma anche al secondo e ultimo grado di giudizio della giustizia amministrativa la loro tesi viene respinta.

La sentenza per la prima e la sentenza per la seconda dicono infatti la stessa cosa: “Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta), definitivamente pronunciando sull’appello, come in epigrafe proposto, lo respinge“.

Cala il sipario

Cala così il sipario. Ora i dehors dovranno essere smontati – presso il locale di via Flaminia 475 le operazioni sono in corso da ieri mentre in quello del 450 hanno preso il via oggi – e i marciapiedi dovranno tornare alle loro originarie dimensioni.

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17 COMMENTI

  1. La direttiva è un atto di indirizzo dell’organo politico ( Presidente Municipale ) e non atto di gestione (Dirigente). Il problema, a mio modesto parere, è che l’atto di indirizzo dovrebbe limitarsi ad indicare obiettivi di carattere generale che l’organo politico intende legittimamente raggiungere; Spetta però all’organo gestionale, quindi ai dirigenti dell’amministrazione, stabilire le modalità operative per raggiungere tali obiettivi, nel rispetto delle leggi, dei regolamenti etc. Nel caso della direttiva emanata dal Presidente Municipale invece si specifica addirittura il materiale da utilizzare (basi cementizie peraltro non previste dalla delibera comunale) oltre ad altri aspetti specifici che avrebbero dovuto attenere alla sfera gestionale e, quindi , del dirigente.

  2. … e spero che lo spazio lasciato dai dehors smantellati non venga subito rioccupato dalle bancarelle dei mutandari più o meno abusivi, che già hanno degradato abbondantemente il largo marciapiede su piazzale Ponte Milvio.

    • Sono d’accordo co Marco.
      Questo è un primo piccolo passo verso il ripristino della legalità a Ponte Milvio.
      Ora via le bancarelle ed i relativi furgoni parcheggiati sulla piazza, i parcheggi in doppia o tripla fila, il ripristino del parcheggio e più controlli serali come l’ultimo fatto dai carabinieri.

  3. La decisione del Consiglio di Stato e il ripristino della legalità che ne deriva con la demolizione dei “marciapiedi-fai-da-te” indurrebbero a lunghi commenti, che pure assolutamente meritano.

    Ne abbiamo già scritto innumerevoli volte, ora si rischierebbe di ripetere concetti già espressi, anche se declinati, nell’occasione, non più in termini di legittima aspettativa, ma per celebrare l’avvenuto ripristino della legalità.

    Insomma, un po’ come il “lieto fine” di quei film melensi dove sempre il bene trionfa sul male (senza esagerare nello smuovere queste categorie).

    Quindi saltiamo questa parte, risparmiandola a noi stessi e ai lettori.

    Ci limitiamo a ricordare quanto abbiamo lottato contro questa inaccettabile situazione come Comitato Abitare Ponte Milvio

    Anche perchè non dovremo continuare ad esaltarci di fronte a quella che altro non è – o meglio, dovrebbe essere – la normalità.

    Il punto, ahimè, è proprio questo, la supina abitudine al degrado, alla sopraffazione dell’interesse di pochi su quello dell’intera comunità, alla ostinata cancellazione del rispetto del bene comune.

    Ormai, tanto hanno fatto – gli amministratori e i furbetti, ossia i conniventi, perchè di connivenza si tratta e si è trattato, in senso morale e non materiale – che questo “stato di cose” rappresenta per tutti noi (con poche ed insufficienti esclusioni) la normalità.

    Quando poi arrivano il TAR e il Consiglio di Stato come il 7° Cavalleggeri a trombe e sciabole spiegate (ma senza esagerare), allora ci risvegliamo dal nostro torpore drogato ed applaudiamo al ripristino della legalità, anche spingendoci per pochi attimi ad elencare i pericoli ancora incombenti.

    Subito dopo, fortunatamente, torniamo al nostro quotidiano vissuto, “tanto che vuoi fare, così va il mondo”.

    E ci scrolliamo di dosso, dimentichi, l’unica enorme forza ed arma che possediamo, quella di essere cittadini.

    Che vuole dire essere custodi della democrazia e delle sue (poche e molto semplici) regole.

    Dunque via Flaminia Vecchia torna alla sua normalità e alla legalità, ma sono normalità e legalità queste che vengono ripristinate ben sei anni dopo, proprio per via di questo lungo lasso di tempo tragicamente consumato?

    Sei anni per rimettere “le sedie a posto”??!!

    Ma si può accettare una situazione del genere?

    Si può accettare che in questi sei anni c’è chi ha guadagnato da una attività esercitata su suolo pubblico, cioè di tutti, occupato illegalmente, mentre altri cittadini hanno pagato il prezzo del sopruso, del fastidio, della mancanza di parcheggi, del chiasso incontrastato in tutte le ore della notte?

    E questo solamente per il fatto che chi doveva amministrare ha deliberatamente e smaccatamente tradito il patto d’onore stretto con i cittadini nel momento in cui si è fatto eleggere.
    Privilegiando altri patti stretti sotto traccia, o per assoluta insipienza ed incapacità e mancanza di coraggio politico per rimettere in linea le colpevoli aberrazioni di chi ha amministrato prima.

    Ce n’è per tutti e no, sicuramente non è accettabile!

    Non è accettabile la sussidiarietà della magistratura a fronte dell’incapacità, quando non addirittura la colpevole malafede, di chi amministra.

    Fantastico Paese questo poi, dove i responsabili la fanno sempre franca.

    Anche in questo caso, i responsabili dove sono?

    Il conto chi lo paga?

    Perchè il “chi sbaglia paga” deve valere sempre e solamente per noi cittadini?

    In verità, dunque, non c’è molto di cui rallegrarsi per la demolizione dei “marciapiedi-fai-da-te”, prendiamo semplicemente atto che, con un inaccettabile ritardo, è stata ripristinata la situazione che doveva rimanere tale sei anni fa.

    Quindi, via calici di spumante, girandole, coriandoli e tric-ballac, non c’è da fare festa.

    Viceversa moltissimo da rattristarsi di fronte ad un teatrino desolante, nel quale per smantellare due marciapiedi abusivi ed illegali ci sono voluti sei anni, nel quale qualcuno “più uguale degli altri” (nobilito il qualcuno citando Orwell) ha allegramente guadagnato dalle attività esercitate su uno spazio occupato abusivamente ed illegalmente, molti, troppi cittadini hanno subito qualsiasi tipo di sopraffazione e disagio, non tutelati nei loro minimi diritti da parte di nessuno, nel quale alla fine della commedia, more solito “tutti liberi e todos caballeros”, non ci sono responsabili e se ci sono che ci importa, non è affar nostro.

    Manteniamo, allora, alta la nostra partecipazione, vigile e attenta.

    Riappropriamoci, con consapevolezza e determinazione, della nostra coscienza di cittadini e non dismettiamo, e non deleghiamo, il nostro unico potere che da questo status ci deriva.

    Esercitiamolo costantemente con attenzione e con passione sul territorio in cui viviamo e nel quotidiano che affrontiamo.

    Paolo Salonia
    Portavoce del Comitato Abitare Ponte Milvio

  4. @Salonia ma pacatamente e umilmente,
    seguo le vicende da VCB e capita vivendo da queste parti di toccare con mano gli argomenti di attualità, sono stato più volte a Ponte Milvio e faccio raffronti con VCB ed i suoi commentatori, seguo perché sollecitato le questioni anche dal punto di vista politico per una visione la più completa possibile che mi serve per evitare di dire cose non vere sopratutto per capire.
    Detto questo l’epilogo di questa particolare vicenda è per me un epilogo triste, molto triste e trionfo di modestia.
    Le contesto diverse affermazioni, a Ponte Milvio ho trascorso delle piacevolissime serate, oserei dire le migliori uscite degli ultimi anni, per dire che ci ho guadagnato anch’io e molto da quello che ho visto e da quello che ho avuto, nuovo, inaspettato, divertente e piacevole, bravo bravissimo Giacomini che ha saputo ascoltare e parlare alla gente, scevro di immagini archetipiche o archetipe ossesive di decoro e di legalità, direi per concludere di andare a vedere lo spettacolo a Viale tor di Quinto che dicono essere sublime ed incantevole. (non mi va di consultare il vocabolario….prossima volta)

    • Oddio. Dire di Giacomini che è stato “nuovo, inaspettato, divertente e piacevole, bravo bravissimo” mi sembra eccessivo.
      Inaspettato e divertente ci può stare ma bravo e bravissimo non direi visto che nello specifico caso dei marciapiedi fai da te è stato “bocciato” sonoramente.
      Come lo hanno bocciato gli elettori oortando per la orima volta da anni la sinistra al potere nel xv municipio.

      Le sue piacevolissime serate caro leosc non lo sono forse state e non lo sono per i residenti di ponte milvio e via flaminia che si devono sorbire il caos generato dalla movida ed al quale nessuno ha oosto e pone rimedio.

  5. So bene che parlare di denaro è sempre un’azione volgare, ma… un piccolo locale bistrot che si accolla le spese di un ricorso al Consiglio di Stato (gli avvocati non sono gratis) e lotta per ben sei anni … ma quanto guadagnano questi locali per “ggiovani” ??? E fiscalmente, sono a posto ??? Nel senso: pagano tasse, occupazione suolo publico, insegne, Tari, Inail ed Inps per i dipendenti ??? Perchè i ristoratori sono tutti a piangere miseria, ma poi … non fatemi pensare male ! … 🙂

    • Signora Monica perché non scrive nome e cognome? No perché qui ci sono tutti i presupposti per una bella querela!!! Giusto o sbagliato, bene o male non si deve permettere di fare tali illazioni io starei attenta quando scrive perché diventa pericoloso aprire bocca e dargli fiato a cervello spento!

      • La querela la merita lei, che mi insulta!!! Maleducata !!!! Io ho fatto una domanda : “sono a posto sul piano fiscale ???” Lei i punti interrogativi non li sa leggere ??? Lei querela chi fa domande ???
        E poi avevo ragione a farmi questa domanda , infatti la settimana scorsa le Forze dell’Ordine hanno sanzionato UNDICI locali su 25, quindi si vede chiaramente che qualcosa non va nella gestione di quei locali (non tutti, ovvio). Uno di loro impiegava DIECI lavoratori in nero. Di questo dobbiamo indignarci, non delle mie osservazioni.
        A lei va bene che ci siano locali in cui sono state rilevate “numerose carenze di igiene”??? ben QUATTRO locali, in una zona che dovrebbe essere essere una salotto, e che invece rischia di essere abbandonata in mano a speculatori, non seri imprenditori. E che diano lavoro vero, quello che produce benessere, non lavoro in nero.
        Questi sono i problemi che io ho sollevato, e spero che le Forze dell’Ordine risanino una zona peraltro molto piacevole.

  6. Non mi piace esultare per le disavventure altrui, ma l’eliminazione di queste occupazioni su sede stradale era un atto dovuto, in quanto derivavano da una direttiva inopportuna, priva dei necessari pareri, creavano un restringimento della sede stradale e un impatto ambientale negativo, determinando un forte disappunto tra i cittadini
    Inoltre queste concessioni a 2 imprenditori creavano una situazione di disparità, perchè altri locali si trovavano nelle stesse condizioni e non hanno ricevuto il medesimo privilegio.
    Su questa vicenda ha contribuito senz’altro la protesta dei cittadini, alla quale io mi sono associato fin dall’inizio, ma dobbiamo dare atto all’ex Presidente Daniele Torquati di essersi impegnato per poter motivare adeguatamente la revoca di queste concessioni, emessa alla loro prima scadenza, nel dicembre 2014, ed ottenere così un pronunciamento favorevole della Giustizia Amministrativa, che è stato abbastanza rapido, se si considera il grande numero di procedimenti giacenti, solo 2 anni e mezzo.
    Carmine Perrone Comitato Ambiente e Legalità – Ponte Milvio

  7. Cara Monica , quanto guadagna quel bistrot non credo sia motivo di discussione anche perché il proprietario si è messo in gioco e ha investito dei soldi a suo rischio e pericolo , non voglio entrare in merito ai marciapiedi , ma credo che la categoria dei ristoratori sia una delle piu tartassate da tasse e leggi varie (alcune volte assurde) e nonostante diano lavoro a molti ragazzi sono sempre trattati da banditi sia dai ben pensanti sia dai giornali che a volte diffondono notizie degne di querela in quanto non veritiere . Io non credo che lei possa fare illazioni di questo genere , per i pagamenti di tasse ecc. ecc. ecc. ci sono organi preposti per tali controlli quindi farei attenzione a gettar fango su imprese o imprenditori per non incorrere in rischio di querele . Sono sicuro che lei sia una persona intelligente quindi non faccia l’errore di parlare per invidia e per sentito parlare evitando chiacchiere da bar . Cordiali saluti

  8. una decisione apprezzabile cui non siamo abituati da tempo. Speriamo di vederla realizzata e che lo spazio recuperato non venga immnediatamente occupato da bancarelle sotto l’occhio miope dei vigili.

  9. Sinceramente non comprendo la soddisfazione con cui si commenta la distruzione di due attività commerciali; non comprendo nemmeno in che termini si parli di legalità; da quanto è dato leggere il “marciapiede fai da te” all’atto della sua realizzazione è stato autorizzato.
    Allora ciò che dovrebbe inquietare è che ciò che in un determinato momento storico viene legittimamente autorizzato può, in un batter di ciglia, essere revocato senza che nessuno risponda a chi, sulla base di quelle autorizzazioni ha fatto affidamento e conseguenti investimenti. Incredibile è che un tavolino legittimo per F.I. sia ideologicamente insostenibile per PD o M5S; su questo occorrerebbe riflettere.
    Per chi ha a cuore gli incassi di detti esercizi dico solo che ognuno può cimentarsi nel commercio, quslivoglia settore, investire e diventare ricco… A nessuno è preclusa la strada…

  10. Gentili Emanuele e Gabriele, solo due locali hanno avuto la possibilità di appropriarsi di uno spazio pubblico (una strada) restringendone la carreggiata, una autorizzazione che difficilmente può essere giustificata con le esigenze (?) del commercio e della imprenditoria. A suo tempo, la decisione di Giacomini era stata ampiamente criticata, al punto che un Municipio che tradizionalmente era di destra alle successive elezioni votò in massa per Torquati. E Torquati tolse questa assurda autorizzazione, perchè se lo facessero tutti, non avremmo più strade e piazze, ma solo un immenso trogolo come alle fiere di paese.
    Quanto alla minaccia velata del signor Emanuele “gettar fango su imprese o imprenditori per non incorrere in rischio di querele”, lo invito a rileggere con calma il mio post. Io non ho accusato nessuno, nè potrei – non avendo prove nè indizi – in virtù dei miei principi etici, ancor prima che per le vuote minacce di uno sconosciuto.
    Tuttavia, il resoconto dell più recente controllo avvenuto ad opera delle Forze dell’Ordine apre squarci di verità su come si fanno i soldi: UNDICI locali su 25, oltre il 40% hanno avuto sanzioni per 32mila euro complessive, un locale che aveva DIECI dipendenti in nero, e poi il meglio, come riportato dalla stampa: “In altri 4 tra ristoranti e bar i Carabinieri del Nas di Roma hanno riscontrato numerose carenze in materia di igiene”.
    Lavoro nero, locali sudici… vedo una grande imprenditoria all’opera, 🙂 … di cui non sono affatto invidiosa, stia tranquillo.
    Mi piacerebbe solo, magari, sapere quali sono i locali sudici per evitarli quando mi reco la sera a Ponte Milvio.

  11. @Leosc,
    Lei avrà pure trascorso piacevolissime serate a Ponte Milvio e questo ci rallegra, ma davvero pensa che questo sia merito di due ampliamenti di marciapiedi e di chi li autorizzò con modalità che oggi, alla luce dell’ultima sentenza, possiamo definire quantomeno anomalo se non illegittimo? Provi a tornare a Ponte Milvio in una bella serata estiva dopo che saranno rimossi i due basamenti abusivi e vedrà che trascorrerà comunque una piacevolissima “uscita” …..ancora migliore di quelle degli ultimi anni.

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