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Caritas in cifre: a Roma sempre più italiani chiedono aiuto

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foto di repertorio

Tra le persone accolte nel 2016  nei Centri di ascolto della diocesi di Roma e nei 110 Centri di ascolto parrocchiali  il 57% è rappresentato da cittadini origine straniera e il restante 43% è di nazionalità italiana. Questo dato per la prima volta colloca la componente italiana oltre quei valori che storicamente si attestavano intorno al 30-35%”.

È quanto emerge dal rapporto “La Caritas in cifre”, diffuso dalla Caritas diocesana di Roma in queste ore, in occasione della Settimana della carità.

Non un bilancio, né tantomeno l’ostentazione di numeri “impressionanti” per attirare l’attenzione attraverso l’emotività” avverte nella prefazione Mons. Enrico Feroci, Direttore Caritas di Roma, sottolineando invece che si tratta solo di “gesti concreti e quotidiani che ci invita a fare il nostro vescovo Francesco per formare i cuori all’incontro con Dio attraverso l’amore verso il prossimo e con l’impegno concreto nella solidarietà.”

I dati del rapporto

Nel corso del 2016 sono state più di 48mila le famiglie che a Roma si sono rivolte ai centri Caritas, di queste il 43% sono italiane. Un dato che rispetto all’anno precedente è cresciuto di quasi il 10%.

Per queste 48mila famiglie nel 2016 sono stati serviti 360mila pasti – quasi mille ogni giorno – 40mila visite domiciliari a malati e anziani e 16mila prestazioni sanitarie.
Un’intensa attività che ha visto all’opera 6mila volontari di ogni età e 5mila studenti.

L’età media per gli stranieri si attesta intorno ai 45 anni mentre per gli italiani è di circa 53 anni.
Anche in questo dato c’è un avvicinamento anagrafico tra le due aree che vede l’abbassarsi dell’età media degli italiani e l’innalzamento (sia pure lieve) di quella degli stranieri.

Per oltre il 42% le richieste di aiuto provengono da famiglie che vivono in affitto; per il 16% da convivenze con altri nuclei e per un 10% da coloro che vivono in ricoveri di fortuna o in occupazione collettiva. Solo un 7% vive in casa di proprietà.

Le problematiche presentate sia dai singoli che dalle famiglie coinvolge disagi molteplici: la malattia mentale, la precarietà alloggiativa, la mancanza di un lavoro, le dipendenze, in particolare dal gioco d’azzardo che è sempre più diffuso.

Il rapporto registra un aumento degli utenti che usufruiscono dell’assistenza Caritas per un tempo più lungo rispetto agli anni precedenti (sempre più spesso superiore ad un anno).

Durante i colloqui – si legge nel documento – si riscontrano gli effetti psicologici della crisi: si registra molta fatica, anche emotiva, un forte senso di frustra­zione perché nonostante gli sforzi, le rinunce e i sacrifici, le persone non vedono una via di uscita.

Sempre molto alto è il numero dei nuclei familiari con figli minori e adolescenti che vivono forti difficoltà legate al basso reddito e alla mancanza di lavoro con sfratti e inde­bitamenti; famiglie costrette a vivere separatamente o ad abitare in case fatiscenti, senza luce e acqua calda, e/o a condividere con altre persone case e addirittura camere.

Anche nel 2016 vi è stata un’ele­vata presenza di persone con problematiche sanitarie e con evidente disagio psichico, legato anche alle condizioni di disagio sociale, che faticano o non riescono ad accedere al Servizio Sanitario Nazionale.

E da oggi, a cura della Caritas romana, nella capitale ha preso il via la Settimana della carità. Due le iniziative: questa mattina in tutte le chiese di Roma si è tenuta una colletta a sostegno dei 49 centri di accoglienza.
Giovedì 6 aprile nella Basilica di San Giovanni in Laterano, alle 19.30 il cardinale Agostino Vallini presiederà la veglia di preghiera con la consegna del mandato pastorale agli animatori della carità.

Per leggere l’intero rapporto è sufficiente cliccare qui.

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