Home ATTUALITÀ Senza valori viviamo una società accartocciata

Senza valori viviamo una società accartocciata

società accartocciata

Lungi da noi l’idea di trasformarci in strizzacervelli da salotti televisivi, ma è innegabile che – e magari anche il lettore potrà confermarlo – la nostra società si sta accartocciando su se stessa. Verrebbe da dire la “famiglia” e non la “società”, visti e annotati i fatti di cronaca che stiamo monitorando in questi giorni, ma non sarebbe giusto nei confronti di chi il nucleo familiare lo salvaguarda, lo rispetta, lo ama.

E forse neanche sarebbe giusto mettere alla berlina il termine “società”, ma c’è da ammettere che pur senza fare di un unico fascio tutta l’erba, i fatti di cronaca nera che si accavallano oltre a lasciar sbigottiti debbono per forza di cose radunarsi in un unico sistema.

A Ferrara un sedicenne massacra a colpi d’ascia madre e padre facendosi aiutare da un amico, minorenne pure lui, al quale aveva promesso mille euro, e la mente ritorna indietro ai casi delle famiglie Maso, Carretta e De Nardi, i primi tre che riaffiorano nella mente.

A Rosarno, in Calabria, per spartirsi l’eredità, si ammazza un fratello, dici ma pure Romolo e Remo non se le mandarono a dire per spartirsi Roma, ma quelli erano altri tempi.

A Roma una madre scioglie barbiturici nel latte della figlia di tre anni per ucciderla solo perché litigava spesso col marito. Assurdo? Sì, ma reale.

Matti da legare, verrebbe da aggiungere, ma quando ci si comincia a render conto che gli episodi non sono sporadici, allora c’è davvero da ammettere che c’è un sistema che non funziona.
Altro caso, quel padre che per giocare d’azzardo ha lasciato il figlio in macchina, al freddo, col rischio assideramento, e per fortuna che qualcuno è intervenuto in tempo per salvare la vita al pargolo.

Vorremmo avere la bacchetta magica per cancellare tutto, per dire “ma no… è frutto della fantasia malandrina di qualche sceneggiatore pronto ad acchiappare il pubblico quando il film sarà da prima visione”.

No, è tutto maledettamente vero, e di casi come questi ce ne sono a iosa, con cadenza quotidiana, tipo l’ex miss sfregiata (da un ex o meno poco importa, la notizia è questa) o dell’altra ragazza cui è stato dato fuoco e che difende il suo ex, sul quale c’è in ogni caso già l’indice puntato contro al momento da parte della giustizia.

Qua non abbiamo voglia di dare giudizi, né la capacità di fornire risposte e soluzioni; ma proviamo a ragionare su una riflessione unica e univoca da parte del lettore, fermo restando il fatto che in un sistema-Italia dove una certa classe politica pare aver dimenticato la famiglia, e di conseguenza la società nella quale quella famiglia vive (o sopravvive, a volte), pare che certe storie siano destinate a non restare un unicum.

Perché mancano soldi e lavoro, una classe politico-dirigenziale pronta a rendersi conto che i cittadini sono in costante difficoltà (non solo economica) e che, forse, ci si è dimenticati di sottolineare – in tv, nei salotti buoni, a scuola, al bar, ovunque – che i valori sono una peculiarità indiscutibile del nostro vivere quotidiano.

E adesso, dopo aver letto l’ennesimo fatto di cronaca (il caso di un sospetto omicidio nel milanese), provo a “dare il la” alla mia giornata lavorativa, fermo restando che resta l’amaro in bocca.

Ma fin quando verranno postati in Rete filmati come quello del marito messicano che “becca” la moglie in macchina con l’amante e continuiamo a ridere, non ci sarà l’opportunità di riprendere in mano quel cartoccio di una società sempre più ispida da gestire.

Massimiliano Morelli

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