Home FORMELLO Cinghiali, a Formello si corre ai ripari: “Non possiamo più aspettare”

Cinghiali, a Formello si corre ai ripari: “Non possiamo più aspettare”

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immagine di repertorio

Non passa giorno a Roma Nord senza che giungano segnalazioni su avvistamenti o incontri ravvicinati con cinghiali in libertà in prossimità di abitazioni, soprattutto nei quartieri sulla Cassia che confinano con la Riserva Naturale dell’Insugherata e con quelli che ricadono all’interno della vasta area del Parco di Veio che, per i pochi non al corrente, prende inizio addirittura dalla fine di Corso Francia.

Neanche Formello, cittadina al confine di Roma Nord, è esente da tale fenomeno tanto da indurre il Sindaco, Sergio Celestino, ad adottare motu proprio un provvedimento locale in attesa che gli enti preposti prendano atto della situazione che non è certo nuova.

“Quello dei cinghiali è un problema sempre più incalzante, non possiamo più aspettare” dichiara Celestino in una nota.

“In diverse occasioni ho interessato gli enti sovraordinati sulla questione, dato che la competenza comunale in materia di fauna selvatica è fortemente limitata. Nel corso dell’anno ho contestualmente interessato la Città Metropolitana, la Regione, la Prefettura e l’Ambito Territoriale Caccia Roma 1 ma le lungaggini burocratiche e i rimpalli di competenze ci hanno fatto perdere tantissimo tempo“.

Così dichiara Celestino annunciando che a Formello si è resa necessaria l’adozione urgente dell’unico provvedimento in suo potere, una ordinanza sindacale per l’“Adozione di misure per la gestione dei cinghiali a tutela della sicurezza urbana e della incolumità pubblica.”

“L’Ordinanza – spiega il Sindaco – coniuga le necessità dei cittadini minacciati dalla sempre più massiccia presenza degli ungulati in ambienti urbani e le sensibilità di chi si impegna ogni giorno nella difesa degli animali selvatici nei loro ambienti naturali.
In conseguenza di ciò ho ritenuto necessario disporre che la cattura e la reimmissione vengano svolte da una ditta specializzata, sotto la supervisione degli organi competenti per legge, affinché la cattura avvenga per mezzo di attrezzatura e con modalità idonee ad evitare rischi per la pubblica incolumità e sofferenze per gli animali.”

È chiaro che l’ordinanza non risolverà definitivamente il problema, ma è tutto ciò che è nelle possibilità del Sindaco: gli animali catturati verranno trasportati in altra località, non avendo i Comuni poteri né in materia di abbattimento né di sedazione degli animali selvatici.

“In conclusione – sostiene Celestino – lancio una sfida agli organi sovraordinati: con questo passo vogliamo anche spronare gli altri enti a fare la propria parte. Perciò, essendo le mie richieste scritte cadute nel vuoto, sarò io a convocare in comune un tavolo di concertazione con tutti gli organi competenti – Regione, Città Metropolitana, ATC Rm1, Parco di Veio – e tutti avranno la possibilità di vedere chi vuole davvero risolvere il problema.”

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3 COMMENTI

  1. Aspettiamoci una tragedia, come un bambino attaccato o qualche altra situazione del genere. Poi sicuramente, come sempre accade, qualcuno che doveva decidere si muoverà per risolvere il problema. Ma allora sarà troppo tardi.

  2. Siamo sempre alle solite ma a Formello non cambia nulla per l’icompetenza di pochi.
    Come ogni anno in cerca di consensi elettorali e popolari non chè di sovvenzioni statali il sindaco di Formello e il Commissario straordinario del Parco di Vejo e ( Presidente capogruppo per l’ambiente e territorio del Comune di Formello) invocano lo sterminio dei cinghiali e convocarono allora , esperti balistici per istruire, in data 17/02/2015 , corsi di formazione per selecontrollori ,finalizzato a formare personale esterno , del quale avvalersi per l’abbattimento dei cinghiali nel Parco di Vejo e fuori da esso,anche (in un cotesto urbano),senza considerare che oltre ad aver sprecato soldi dei contribuenti, questo tipo di caccia non è attuativa nel nostro territorio,per le leggi che regolano e ostacolono sapientemente questi Sniper improvvisati,pagati coi nostri soldi.
    Sarebbe innovativa invece proporre con fermezza ,l’applicazione della Legge n.4 del 2015 sui danni da fauna selvatica,ancora ferma perchè la Regione non ha dato corso ai regolamenti che tutela le imprese e non solo a detrimento degli animali.
    Sarà , ma eradicazione e controllo sono termini ricorrenti ormai anche per i lupi.Nel testo regionale si menziona l’eventualità di realizzare recinzioni a protezione di colture e armenti,affiancata dalla realizzazione di sistemi di alimentazione complementare per gli animali selvatici,quali le coltivazioni a perdere e il foraggiamento dissuasivo,ma non si dice che la doverosa tutela dell’agricoltura non è legata alla persecuzione della fauna selvatica,bensì alla riconquista di equilibri naturali che solo i Parchi Nazionali e in particolare momento il Parco di Vejo,deve darne simbolico esempio quale custode e garante della biodiversità del Parco, ricordando anche che la fauna italiana è definita nella nostra Costituzione Patrimonio Indisponibile dello Stato. Non proprietà politica di qualche sindaco in cerca di voti.
    Questo dovrebbe escludere e bandire squadroni di Rambo in mimetica che conficcano proiettili nell’ambiente e accidentalmente prima o poi nel corpo di qualche malaugurato passante,o catture selettive e riemissione dei Cinghiali in altri territori ,vorrei conoscere qualche sindaco che accolga i cinghiali in esubero di Formello!!!!!!!!!!!!! la verità la conosciamo sarà un eccidio di massa fatto nel mattatoio di Viterbo altro che” rischi per la pubblica incolumità e sofferenze per gli animali.”
    Pericolosi sono loro non qualche cinghiale di Formello gironzolone e pacifico,e a mia memoria non ho ancora sentito di fantomatici attacchi all’uomo nelle nostre zone .
    Ora i Sig.ri delle armi e delle gabbie loro…custodi incontrastati della Biodiversità e della sicurezza dei cittadini,forse non sanno che il Lazio è la terza regione italiana in assoluto quanto a randagismo : fra esemplari abbandonati che ben più dei cinghiali causano incidenti stradali, e branchi di cani inselvatichiti i quali per sopravvivere ormai puntano alle pecore e chissà un domani prossimo anche agli umani ,non è illogico supporre che politiche migliori e meno scellerate per far cassa , gioverebbero a tutti soprattutto alla fauna selvatica regionale!
    Per quanto tempo ancora la nostra Regione e i nostri Comuni devono essere governati da persone saccenti e male informate,incapaci di gestire le più elementari funzioni organizzative solo perchè avide e narcisiste del loro incontrastato potere?
    Franco

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