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Come fare rete d’impresa a Ponte Milvio con il finanziamento della Regione

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Otto milioni di euro per il 2017 e due milioni per il 2018. Il contributo massimo per ogni progetto è di 100mila euro.
E’ quanto stanziato dalla Regione Lazio con Decreto della Giunta Regionale n.94 dello scorso 15  marzo finalizzato a favorire la costituzione e l’avvio di reti d’impresa tra Attività Economiche su strada.

L’avviso, di cui è possibile prendere visione cliccando qui, è finalizzato alla costituzione di reti d’imprese territoriali o di filiera tra attività economiche su strada, per il miglioramento dell’attrattiva delle aree urbane interessate e per lo sviluppo di un modello di partenariato pubblico/privato (soggetto promotore/comune) sostenibile nel tempo.

Del tutto ne ha dato notizia il sito web del XV Municipio lo scorso 12 agosto spiegando che i soggetti promotori hanno il compito di individuare e delimitare territorialmente la rete, elaborarne il programma, denominazione e logo. Possono essere costituiti o costituendi in forma societaria, consortile – società consortile o contratto di Rete – e devono essere composti da un numero di attività economiche su strada tra quelle presenti nella rete non inferiore alle 30 unità.

I programmi di rete predisposti dai soggetti promotori che insistono sul XV Municipio devono essere approvati dallo stesso, che è soggetto beneficiario diretto e responsabile dell’approvazione del programma di Rete, della sostenibilità nel tempo del progetto, della gestione e utilizzo del finanziamento regionale e della certificazione e rendicontazione della spesa.

Ma quali sono le aree d’interesse nel XV Municipio? Essenzialmente l’area di Ponte Milvio e più esattamente Largo Maresciallo Diaz, Piazzale Ponte Milvio, Via Cassia, via Flaminia, via Riano e viale Tor di Quinto come meglio dettagliato nella tabella cliccabile qui.

Un’area complessa ma dalla estrema vivacità sulla quale, oltre al mercato rionale, insistono oltre 120 attività commerciali e che potrebbe trarre vantaggio da questa iniziativa per recuperare e migliorare il decoro, riappropriarsi della sua identità storica, culturale e sociale, armonizzare le diverse attività con uno stile omogeneo come meglio indicato cliccando qui. Questo è lo spirito del fare rete d’impresa.

Le domande di finanziamento devono essere inoltrate all’indirizzo pec protocollo.mun20@pec.comune.roma.it entro il prossimo 15 settembre.

Il XV Municipio – spiega ancora l’avviso – tramite una commissione formata da funzionari di diversi dipartimenti capitolini e funzionari del municipio – sceglierà i progetti ritenuti meritevoli e li invierà alla Regione Lazio entro il 30 settembre.
Per ogni ulteriore dettaglio cliccare qui.

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4 COMMENTI

  1. Ci sono degli aspetti che mi lasciano perplesso: si dice che l’area è attrattiva perché c’è… “Ponte Milvio, il più antico dei ponti storici di Roma, il complesso del Foro Italico e il Ministero degli esteri la Farnesina. Ma anche l’Auditorium Parco della Musica, il Maxxi museo delle arti contemporanee e l’area sportiva del Flaminio“, non capisco cosa c’entrino il MAXXI e l’Auditorium con Ponte Milvio, non capisco quale sia l’area sportiva “del Flaminio“…. io sono forse malizioso, ma mi sembra che la vera attrattiva sia una forte concentrazione commerciale in una zona ad alta residenzialità, e (la sera) la facilità di reperire alcolici con la possibilità di abbandonare impunemente i veicoli in mezzo alla strada…
    Un lungo elenco di pie (ma spesso lodevoli) buone intenzioni, vanificato da un altrettanto lungo elenco di precedenti fallimenti.

  2. Si, va bene, come dice sor Chisciotte, forse il MAXI e l’Auditorium non sono direttamente collegati a Ponte Milvio, ma il documento Unioncamere, di cui per la verità finora ho potuto vedere solo le slides qui pubblicate (tra l’altro datate aprile 2016), mi sembra che descriva bene la situazione di Ponte Milvio e indica numerose e interessanti linee strategiche di intervento, che recepiscono in gran parte le istanze del territorio, in merito ad interventi sul traffico, sulla sosta, sui vari aspetti di inquinamento ambientale e sul decoro. e in particolare recepisce integralmente le indicazioni di un documento presentato dal Comitato Ambiente e Legalità – Ponte Milvio alla Commissione Commercio del XV Municipio il 15 aprile 2016.
    Diamo atto anche alla nuova Amministrazione del Municipio di essersi attivata in pieno agosto con la pubblicazione dell’avviso, e a VignaClaraBlog che ci informa sempre con molta attenzione.
    Può darsi che sia la volta buona di ottenere qualche risultato, non ci scoraggiamo prima ancora di cominciare, mi sembra che le indicazioni del documento e le intenzioni del Municipio XV siano buone, cerchiamo di partecipare come Cittadini e Comitati e di ottenere il miglior risultato possibile.
    Vorrei chiedere però ad Unioncamere e al Municipio di indire una riunione, per consentire ai cittadini di partecipare al progetto in corso. Non vorrei che tutto avvenisse nel chiuso di uffici regionali e comunali e che la cittadinanza venisse poi informata a cose fatte, perché in questo caso sarebbe più che giustificata una sonora protesta.
    Carmine Perrone Comitato Ambiente e Legalità – Ponte Milvio

  3. Sostanzialmente ci troviamo davanti ad un semplice fenomeno meteorologico, nel senso che si è diradata la nebbia nella quale era sprofondato il tanto declamato “progetto pilota per la riqualificazione della piazza commerciale di Ponte Milvio” che aveva occupato le cronache del XV Municipio come “battage pubblicitario” pre-elezioni.
    Molto rumore per nulla, avrebbe scritto Shakespeare.
    Allora.
    E adesso siamo agli esiti dello studio del “progetto pilota”, con otto milioni di euro per il 2017 e due milioni per il 2018 stanziati dalla Regione Lazio con Decreto della Giunta Regionale n.94 dello scorso 15 marzo (indubbiamente belle cifre che, se non bene indirizzate, potrebbero anche farci preoccupare).

    Che l’Amministrazione del XV Municipio ne abbia dato pubblicità in pieno mese di agosto, non mi sembra poi evento straordinario e meritevole di plauso, trattandosi semplicemente di dovere d’ufficio.

    Ma entrando nel merito e guardando le slides (datate aprile 2016) non sembra di poter riscontrare differenze con il materiale che era stato distribuito nella conferenza stampa del 18 marzo scorso presso la Libreria Pallotta.

    E questa circostanza preoccupa, anche evitando di notare polemicamente il fatto che sia stata completamente disattesa la promessa di partecipazione (conferenza stampa del 18 marzo scorso: “E ci arriveremo tramite un processo condiviso” ha confermato Alessandro Pica annunciando che fin dal prossimo lunedì – ndr 21 marzo – tutte le realtà locali coinvolte – comitati cittadini, associazioni e operatori commerciali – saranno chiamati a tavoli di lavoro per fornire il loro contributo).

    Oggi, come allora, infatti le domande rimangono le stesse:

    – su quale modello di città si basa il progetto?

    – su quale idea culturale di questa delicata parte di città si baserà l’intervento?

    Inoltre, a fronte della innegabile gravissima compromissione dell’area sotto diversi aspetti, tutti riconducibili ad un’unica definizione di profondo degrado diffuso, la domanda fondamentale rimane:

    – si inciderà chirurgicamente sulla realtà attuale o l’esistente sarà dato per scontato, limitandosi ad aggravarlo con operazioni di cosmesi?

    Il contenuto delle slides non risponde a queste domande e non offre nessuno spunto innovativo, si limita a fotografare, in modo assai piatto, una situazione a tutti ben nota, proponendo soluzioni scontate e piuttosto invecchiate nel dibattito, contrabbandandole per innovative e “sostenibili” (mi raccomando, non poteva mancare il riferimento alla sostenibilità!) mettendoci sopra l’etichetta “Progetto Smart City” (hai visto mai con queste paroline magiche non ci pigliamo qualche €urino anche dalla Comunità Europea).

    Per favore, smettiamola con gli slogan, le parole “à la page”, le formule ammuffite per continuare a non risolvere i problemi e limitarsi a mandare in onda sempre lo stesso filmetto del quale siamo veramente piuttosto stanchi.

    Mettiamo mano, viceversa, ad un serio programma partecipato e trasparente, con i funzionari dell’Amministrazione (Comunale e Municipale) che, invece di chiudersi in Commissione di Valutazione di progetti (nati dove e come e per mano di chi?), vengono a confrontarsi con i cittadini, i commercianti, gli operatori, con la comune finalità di individuare e realizzare soluzioni compatibili e condivise che restituiscano dignità, decoro e qualità della vita a questa area di Città Storica (non dimentichiamolo!) martoriata.

    Hai visto mai che esca fuori anche il PMO, questo “oscuro oggetto del desiderio”?

    Paolo Salonia, portavoce Comitato Abitare Ponte Milvio

  4. Per ottomilinidieuro credo sia possibile attivare una rete d’impresa (che ricordiamo essere un modello economico nuovo che l’amministrazione della Puglia ha adottato e che ha consentito di ottenere ottimi risultati in termini economici e di occupazione. La rete d’impresa ha come obbiettivo principale quello della partecipazione dei cittadini alla vita economica sociale del proprio territorio, conservazione dei saperi e delle competenze occasioni di occupazione stabile garantita da una caratterizzazione fortemente solidale dell’economia, cosa che per i vecchi operatori economici non è più possibile fare). il bando ad una prima lettura individua l’area di riferimento come obbiettivo di progetto ma in realtà una rete d’impresa è l’insieme di tante piccole realtà economiche che fanno capo ad una rete dove il successo economico e la difesa dell’occupazione sono garantiti proprio dalla suferfice economica della rete, meglio, se una rete è costituita da un bar, un parcheggio, un negozio di musica, una pizzeria ed un ristorante pittosto che una palestra o un’agenzia autoscuola, a prescindere dal successo del singolo è possibile mantenere occupazione e gestione proprio scaricando sulla rete i mancati pareggi e attingendo dalla rete i passivi.
    il finanziamento serve appunto a realizzare una rete di soggetti tutti in regola sotto tutti i punti vista anche strutturali assumere in regola l’individuato numero di operatori. Mi ha fatto pensare la cifra del 2018 messa a disposizione per le eventuali correzioni ampliamenti o modifiche già previste necessarie.
    I comitati, e grossomodo la popolazione interessata dovrà fare la propria parte e mettere a disposizione di questo progetto di rete d’impresa quanto più ritiene necessario dagli edifici ai soldi va tutto bene.

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