Home ATTUALITÀ XV Municipio, Mocci: “No al nuovo campo rom a Roma Nord”

XV Municipio, Mocci: “No al nuovo campo rom a Roma Nord”

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Il clamore della vicenda del bando per il reperimento di un’area attrezzata nel territorio del XV Municipio “e municipi limitrofi” per l’accoglienza di 120 nuclei familiari di etnia rom sta montando giorno dopo giorno per i modi e i tempi con il quale il bando è stato gestito (emesso il 14 giugno ma pubblicato solo l’8 luglio sul sito web capitolino) ma soprattutto per i contenuti.

Ad insorgere oggi è Giuseppe Mocci, capogruppo della Lista Alfio Marchini Sindaco del XV Municipio il quale in una nota sostiene che questo bando “indetto in piena campagna elettorale lo scorso 14 Giugno, lascia molti dubbi e perplessità nei modi e nelle forme con le quali si è deciso di operare.  Non è giusto e rispettoso avviare un intervento sociale così importante, in un momento delicato, senza la partecipazione attiva del Municipio interessato.”

“Per queste e molte altre ragioni ho presentato un documento per chiedere al Presidente del XV Municipio Stefano Simonelli di attivarsi presso il Sindaco di Roma per far ritirare il bando. Considerato che la scadenza dello stesso è prevista per il 22 agosto, nei prossimi giorni – conclude Mocci – chiederò che il nostro documento venga calendarizzato al più presto.”

 

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5 COMMENTI

  1. Se questo è il modo in cui Mocci e la sua lista pensano di fare opposizione, allora anche il neo presidente Simonelli potrà vivere sonni tranquilli. Mocci chiede la partecipazione attiva del Municipio? di per sé è giusto e sacrosanto. Ma per dire semplicemente no al campo in XV Municipio ( Allora tanto vale dirlo chiaramente)? o scegliere insieme al comune una zona idonea nel Municipio XV? o forse punta ad evitare che venga messo in XV, per scaricarlo sui municipi limitrofi? Ci dica caro Consigliere Mocci come intende governare questo fenomeno dei campi rom, anziché limitarsi a dire NO.

  2. Complimenti a Mocci !!!! da anni i cittadini di Prima Porta ( e la stragrande maggioranza delle forze politiche municipali, compreso lei immagino) chiedono di chiudere il Campo Rom Comunale sulla Tiberina, e lei invece oggi chiede di annullare il bando comunale che finalmente porterebbe alla chiusura di questo scempio, ripristinando decoro e sicurezza in una zona già priva di molti servizi essenziali.. Poteva dirlo prima delle elezioni che questa era la sua posizione ( il bando era già noto) così chi l’ha votata ci avrebbe pensato due volte. Ma ne terremo conto alle prossime elezioni, se lei sarà candidato da qualche parte. Sono certo che i cittadini di Prima Porta, a differenza sua, chiedono che il bando comunale vada avanti e con la massima celerità.

  3. ha ragione Mocci! Già la città di Roma coincide con la Provincia di Roma che per via tali iniziative presto coinciderà con la regione Lazio che presto per via di tali iniziative coninciderà con la Nazione Italia tutto a carico del Comune di Roma.

  4. Troppi interessi e preoccupazioni per i ROM. Pensiamo ai problemi della città, i ROM hanno le loro risorse e le loro ideologie che non coincidono con le nostre. Pura utopia e etnocentrismo il nostro di credere di poter recintare o ammaestrare un cavallo selvaggio

  5. Il bando, per come è costruito, non produrrà cambiamenti significativi perché le strutture che hanno i migliori requisiti per soddisfare le esigenze poste sono il River stesso, oppure il campeggio lì vicino. (sempre che intendano presentare proposte!) L’iniziativa credo che nasca per dare legittimità alla gestione che deve essere scelta attraverso procedure di evidenza pubblica, superando le procedure di affidamento. Probabilmente il villaggio rimarrà sulla Tiberina in un quadro di indiscussa formalità. Tuttavia ciò che rende il bando monco è la mancanza della descrizione del percorso sociale e amministrativo attraverso il quale si intende raggiungere l’obiettivo (dichiarato in premessa) di superare i campi. Bene, ora non solo perché c’è stato un impegno in tal senso, ma soprattutto perché il tema non è più rinviabile, penso che qualcosa la nuova amministrazione la debba dire. E fare.

    Marco Tolli

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