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Nazione Rom diffida il Sindaco Raggi: “Ritirare il bando per nuovo campo nomadi”

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Con una lettera indirizzata al Sindaco Virginia Raggi e all’Assessore al Sociale Laura Baldassarre, Marcello Zuinisi legale rappresentante dell’Associazione Nazione Rom (ANR) ha diffidato Roma Capitale a proseguire nella strada di aprire nuovi campi ed aree attrezzate per cittadini Rom, Sinti e Caminanti (RSC) a Roma Capitale.

In particolare si chiede il ritiro del bando di gara emesso il 14 giugno 2016 per il reperimento di un’area attrezzata nel territorio del XV Municipio o municipi limitrofi per l’accoglienza e soggiorno di 120 nuclei familiari.

Secondo l’Associazione, “Il bando di gara è in aperta violazione della comunicazione della Commissione Europea 173/2011 e della Strategia Nazionale di Inclusione dei RSC 2012-2020 che prevede il superamento dei cosi detti “campi” o “villaggi/aree attrezzate”.

Usando la stessa cifra economica – spiega Zuinisi – tutte le famiglie del Villaggio River possono affittare una casa ed avviare un reale e concreto percorso di inclusione sociale.”

ANR ha quindi intimato al Campidoglio di ritirare il bando in questione entro i prossimi 15 giorni e contestualmente di implementare localmente il Tavolo di Inclusione dei RSC mai attivato.

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3 COMMENTI

  1. Questo è carissimi cittadini Italiani un altro modo per non tutelare noi Italiani e dare più diritti ai Rom, mi va bene tutto pur chè questa gente si comporti in maniera civile ed educata, non possiamo più permetterci delle spese così alte per favorire l’incremento della criminalità locale che gli stessi ogni giorno mettono in atto, parliamo dall’abusivismo dei parcheggi, dai furti in casa, da tutte quelle forme di piccola criminalità gli stessi mettono in atto quotidianamente, Egregio Signor Marcello, che tanto parla della Commissione Europea 173/2011, nella stessa si evince anche dei piccoli ed esaustivi particolari nei quali vengono chiamati “cittadini”, ma sono cittadini Italiani che contribuiscono a cosa con tasse e servizi che dovrebbero essere pagati da tutti i “Cittadini Italiani” secondo alcune regole, nelle quali tutti ma proprio tutti dovremmo usufruire in quella giusta misura per il quieto vivere, tanto che Lei parla di una giusta integrazione nel nostro Stato, mi sembra che con questa Politica gli unici indiscriminati e poco tutelati siamo noi regolari “Cittadini Italiani” dove le nostre famiglie vengono sorpassate dai cosiddetti “Rom”, tanto per fare chiarezza in alcune cose, la mondezza fuori dai cassonetti chi la leva per cercare abiti o altro? Signori miei fino a qualche anno fa solo i Rom andavano a frugare negli stessi per racimolare qualcosa che potesse servirgli, oggi purtroppo vediamo anche altre etnie come Nigeriani ho extracomunitari. Per favore cerchiamo di fare del nostro Paese un Paese per tutti si, ma per tutte quelle persone e famiglie che vogliono in maniera onesta contribuire allo sviluppo dello stesso, ma non come parassiti di questa Società, se le nostre leggi e le nostre regole non sono da loro per viste possono tornare ai loro paesi d’origine, perché l’Italia e solo noi dovremmo cambiare il nostro modo e la nostra cultura, quando nei loro paesi per noi immigrati nulla è stato mai cambiato. Spendere tanti soldi per un campo Rom lo trovo assurdo, uno schiaffo a noi cittadini Romani che paghiamo tasse ed imposte con il nostro lavoro, contribuendo in maniera onesta al nostro Stato. Ma i nostri diritti quando arrivano? Non posso credere che abbiamo solo dei doveri! Basta con questo buonismo che favorisce solo chi vuole delinquere, le regole e le leggi devono essere severe per chi non rispetta nel nostro Paese il nostro territorio e la nostra gente.

    • Caro sig. Mario, come rappresentanza dell’Associazione Nazione Rom stiamo costruendo una strada che porti tutti i cittadini a vivere in questo paese con eguali diritti e doveri. Vogliamo che questo bando venga ritirato. Il denaro pubblico deve essere usato per garantire a tutti, partendo dai cittadini piu’ poveri il diritto alla casa ed il lavoro. Solo cosi anche i poveri potranno pagare le tasse. Vogliamo contribuire alla ricostruzione del paese sconfiggendo le peggiori malattie che lo affliggono: corruzione e razzismo. Possiamo percorrere questa strada tutti insieme, italiani, rom ed immigrato. Un nuovo paese umano, giusto e rispettoso della vita di tutti gli esseri viventi

      • Egregio Sig. Marcello, le sue iniziative sono altamente rispettose, ma la realtà e ben diversa dai fatti, nella nostra zona ultimamente i furti sono triplicati e in un contesto generale siamo noi gli emarginati, purtroppo il sistema Italiano penalizza di fatto noi cittadini d’Italia e non chi vuole rappresentare Lei, il concetto da lei espresso non solo non rappresenta e non rappresenterà mai la realtà in un contesto Sociale che garantisca uguaglianza tra i vari ceti. Il diritto alla casa, se mi consente dovrebbe essere per tutte le famiglie italiane un diritto senza ostacoli, ma in concreto il diritto ad un bene viene elargito ai ceti Sociali da Lei elencati. Da alcune indagini di P.G. emerge di fatto un alto tasso di corruzione che coinvolge i Rom e alcuni esponenti delle varie amministrazioni locali, in concreto solo l’Italia risulta penalizzata da un sistema che danneggia la nostra cultura e la nostra identità Nazionale, abbracciando tutto ciò che riguarda la nostra storia. Mi consenta inoltre di esprimermi in una esperienza vissuta da vicino, una famiglia italiana con 6 figli a carico ha ottenuto una casa popolare dopo 20 anni di domande largamente documentate, dove per il nostro sistema non è mai riuscita ad entrare in graduatoria per fare spazio ai cosiddetti emarginati “Rom”, qua non si parla di razzismo, ma bensì di diritti e doveri e non vedo giusto che io cittadino Italiano debba pagare canoni, luce e acqua, trasporti e servizi ecc ecc, e alcuni parassiti di questa etnia debbano avere tutto gratis, perché considerati emarginati, ma se andiamo a vedere i loro portafogli sono in grand larga misura più pieno di euro rispetto ad un pensionato, per non parlare delle auto in loro possesso. Non voglio pertanto allargarmi in altre strade nell’esprimere altre situazioni, che mi creda avrei molto da dire e documentare, anche in maniera personale e diretta.

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