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Caccia agli evasi in tutta la Capitale

posto-di-blocco240.jpgE’ caccia in tutta la Capitale ai due detenuti evasi nel pomeriggio di ieri dal carcere di Rebibbia. Si tratta di due romeni, Ciobanu Catalin e Florin Mihai Diconescu, definiti “molto pericolosi”. Sono evasi nel modo più classico, ossia calandosi con delle lenzuola dalla finestra della cella.

Carabinieri e polizia, coordinati dal magistrato che conduce l’indagine, hanno avviato ricerche e controlli per rintracciarli. Verifiche mirate in queste ore sono state eseguite su familiari, amici e conoscenti dei due uomini.

L’attenzione è alta e su tutte le autoradio di polizia e carabinieri sono presenti le loro foto segnaletiche. Posti di blocco sono stati istituiti   sulle principali arterie della Capitale.

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Ai due evasi è stato lanciato un appello questa mattina dai loro difensori perché si costituiscano al più presto.

L’avvocato Andrea Palmiero, che assiste Ciobanu Catalin, ha detto: “Resto perplesso, stupito del suo comportamento. Forse ha ceduto alla tentazione, frutto del momento, non penso che l’evasione fosse premeditata. Per questo lo invito a costituirsi per dimostrare la sua innocenza e questo non è certo il modo per farlo”. Il legale ha ricordato poi che la settimana scorsa aveva avuto un colloquio con il suo cliente, che gli aveva manifestato l’intenzione di fare delle dichiarazioni domani durante il processo.

L’avvocato Palmiero ha aggiunto: “si deve costituire urgentemente visto che abbiamo ancora la possibilità di dimostrare la sua innocenza nel processo che lo vede accusato di sequestro di persona e morte come conseguenza non voluta”. Si tratta della morte di un commerciante egiziano, vittima di estorsione prelevato da casa e deceduto per infarto nel 2013. Secondo l’avvocato Palmiero questa è una “vicenda in cui possiamo dire la nostra”.

Anche l’avvocato Cristiano Brunelli difensore di Florin Mihai Diconescu, l’altro evaso, rivolge un appello al suo assistito: “Spero che Florin si metta presto a disposizione delle autorità e delle forze dell’ordine – ha detto l’avvocato – Negli ultimi giorni era molto agitato per un residuo di pena che era arrivato, di ulteriori due anni e mezzo ma non immaginavo che prendesse una decisione di questo genere”.

La pena che stava scontando era riferita a precedenti per rapina e ricettazione. L’avvocato ha aggiunto che Diaconescu è anche accusato di un’evasione dagli arresti domiciliari e in proposito ha detto: “Non è definitiva e può essere stata frutto di un malinteso. In ogni caso da quando è in carcere non aveva avuto problemi, era un ragazzo che si stava avviando verso il recupero”.

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