Home ATTUALITÀ #perROMA, SEL non ci sta. Torquati:”Non serve chiudersi in un recinto”

    #perROMA, SEL non ci sta. Torquati:”Non serve chiudersi in un recinto”

    business240.jpgSEL si sfila dall’iniziativa pubblica che si terrà sabato 23 gennaio al Teatro Brancaccio in vista delle prossime elezioni amministrative. Indetto dai presidenti dei municipi per chiamare a raccolta il popolo del centrosinistra e preparare un programma per la città da consegnare ai candidati sindaci, l’incontro non vedrà la presenza degli uomini di Vendola.

    Rammaricato, Daniele Torquati, presidente del XV, dichiara “di essere sorpreso di tale decisione, soprattutto per il prezioso lavoro che abbiamo fatto insieme nei Municipi, in Regione e, al di là delle polemiche, anche in Comune. Pur nelle nostre differenze, abbiamo restituito a Roma la normalità contabile persa negli anni precedenti e anche la certezza progettuale per il futuro. Un lavoro di squadra che non andrebbe sprecato, ma anzi, se vogliamo, raffinato e migliorato. Le primarie e una coalizione larga potrebbero permettere tutto questo, sapendo che c’è ancora tanto lavoro da fare, ma evidentemente a prevalere sono altre logiche. Logiche nazionali, lontane da Roma, dai suoi territori, dai suoi cittadini e dai loro bisogni soprattutto.”

    “Chiudersi in un recinto non è utile per Roma, dove nessuno può pensare di governare da solo” sostiene Torquati affermando che “il Cesarismo a Roma non funziona e non ha funzionato neanche ai tempi di Giulio Cesare. Non è utile neppure rinnegare, con spiacevoli attacchi personali, lontani anche qui dalla politica, il lavoro che ancora andrà avanti in Regione: chi, nel PD, partecipa alle Primarie e aiuta un candidato non obbedisce a nessuna logica, ma partecipa insieme ai cittadini alla scelta del futuro candidato Sindaco. È un modo democratico per evitare quei “caminetti” che non sempre hanno scelto il meglio per Roma e per il Paese.”

    “Il linguaggio di questi giorni non mi piace, i recinti possono essere utili a livello nazionale. A livello locale rischiano invece di veder spazzata via un’intera classe dirigente dai territori. Una responsabilità assurda – conclude Torquati – che non tiene conto di nulla, se non delle ambizioni di pochi. #perRoma poteva essere un’occasione per ribadirlo”.

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