Home ATTUALITÀ Caro anno nuovo, portaci un briciolo d’educazione

    Caro anno nuovo, portaci un briciolo d’educazione

    educazione240.jpgChissà sei i Negramaro e Bennato dal palco del concerto di Capodanno intravederanno qualche pizzardone al lavoro la notte a cavallo fra il 31 dicembre e il primo di gennaio. E chissà se sarà risolto, nei mesi che verranno, il problema del guano sul Lungotevere che crea scene da kolossal hollywoodiano quando scivolano i motociclisti lungo l’asfalto.

    Sono due fra i grattacapi di fine anno, quelli che a sentir dire non fan dormire la notte i romani. Due fra i tanti arcani irrisolti, certamente quelli che acchiappano più lettori quando s’è in prossimità del cambio di calendario e le notizie latitano, un po’ perché il “volemose bene” impera pure nei confronti del vicino di casa che non ti fa dormire la notte e di quel parente odioso che però non si può fare a meno di evitare anche per il più falso degli auguri natalizi; e un po’ perché le redazioni, a parte quelle che pagano la “palla” per la presenza in redazione quando è festa, si svuotano.

    Di storie da raccontare ce ne sarebbero a iosa, ma se si insiste sulla crisi economica e su quei nove milioni di italiani che vivono sotto la soglia della povertà c’è il rischio di sentirsi additare come dietrologi; e se si punta l’indice verso i governanti, qualcuno potrebbe accusare il colpo del qualunquismo, se non del populismo.

    Noi preferiremmo puntare allora le attenzioni su altri argomenti, tipo quel “no ai botti, si ai biscotti” che fa sorridere scorrendo i post dei social network, con cani (e padroni) preoccupati dagli scoppi che nella notte di San Silvestro faranno rintanare l’amico più fedele dell’uomo sotto i letti o in qualche angolo della casa, tremante e impaurito come non mai.

    Come dite? Troppo scontato? Banale? Si, no, forse… ma allora ditelo, che partiamo ancora più dal basso, cercando spunti più terra-terra e per lo meno logici.

    E allora, puntiamo sull’educazione civica, quella che veniva insegnata a scuola tanti anni fa e che scomparve da un giorno all’altro dai programmi del ministero dell’istruzione. Sembrava inutile, invece serviva, serviva eccome. Ma non perché si stava meglio quando si stava peggio. Semplicemente perché c’era più educazione.

    Ecco, con l’augurio e la speranza di avere un 2016 più educato, rivolgiamo ai lettori stavolta un sentito buon anno. Tutto qui, nulla di trascendentale.

    Fabrizio Azzali

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    2 COMMENTI

    1. il clima natalizio a me personalmente piace moltissimo, infatti quando penso che “l’Epifania tutte le feste si porta via” ci rimango sempre male, con l’occasione mi godo questo Natale 2015 così com’è, ho ancora una situazione egregia, in più ci siete Voi VCB e non è poco, avrei voluto fare di più per le tante iniziative di cui si legge ma va bene lo stesso.
      Buone Feste e grazie infinite.
      leosc

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