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    Il rischio di mattanza dietro l’angolo

    tour240.jpgC’è rabbia nelle esternazioni di molti, sensazione di impotenza in quelle di tanti, sensazionalismo allo stato puro per altri ancora. Gli attentati parigini hanno scatenato un po’ tutti, anche quelli che generalmente restano dietro le quinte, spettatori impassibili davanti a qualsiasi evento.

    Forse perché stavolta c’è percezione diversa rispetto a quel che accadde qualche mese fa in Francia. All’epoca il bersaglio era un giornale satirico che aveva offeso la religione islamica.

    Stavolta è diverso, gli attentati sono stati indirizzati su più obiettivi e senza un apparente filo conduttore: la platea di una partita di calcio, quella di un concerto rock, quella di un ristorante asiatico.

    C’è paura, ovvio. Ma c’è anche la voglia di non abbassare la testa, di non perdere tracce d’una identità graffiata nell’anima.

    L’Italia osserva e commenta, Roma sa di essere inevitabilmente nel centro del mirino e il Giubileo ormai alle porte pare un obiettivo fin troppo facile da centrare.

    Ma c’è anche da dire che in Europa, contrariamente a quanto accaduto l’11 settempre 2001, chi voleva attaccare l’ha fatto sparando nel mucchio: la stazione parigina di Saint-Michel nel 1995; le spagnole Atocha, El Pozo e Santa Eugenia nel 2004, la metropolitana di Londra nel 2005, l’isola di Utøya, in Norvegia; Charlie Hebdo a Parigi nel 2011 e quest’anno, Tolosa nel 2012, Londra nel 2013, il museo ebraico museo di Bruxelles nel 2014. Insomma, non il grande obiettivo, ma solo l’obiettivo.

    Come a dire che il mercato rionale può essere colpito esattamente come potrebbero essere colpiti piazza Navona, l’Altare della Patria o il Vaticano. Il rischio è identico. Sena preavviso, la mattanza è dietro l’angolo. Per chiunque, nessuno escluso.

    Massimiliano Morelli

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    4 COMMENTI

    1. >>C’è paura, ovvio. Ma c’è anche la voglia di non abbassare la testa, di non perdere tracce d’una identità graffiata nell’anima.

      Sono 3.000 anni che l’uomo si comporta cosi e per 3.000 anni la soluzione è stata una sola: arrivare nella patria del “nemico” e cospargerla di sale, disperderlo, cancellare il suo nome dalle colonne, distruggere i suoi idoli e proibirne la religione, alimentando cosi un’altra generazione che crescerà a pane ed odio.

      E’ anche vero che In 3.000 anni un popolo ricco e sano si è sempre distinto per essere portatore di pace e di conoscenza e mai di guerra è quindi possibile che l’unica risposta al sangue sia altro sangue e che il concetto di “Pace Romana” sia sconosciuto in questo mondo iper-informatizzato?

      Quello che è successo è orribile senza giustificazione ed i responsabili devono essere messi in stato di non nuocere, ma sarà finalmente possibile in un’era in cui buttiamo il cibo dalla finestra e siamo coperti dall’inutile ed il superfluo provare, dico, almeno provare a portare pace in “quelle note zone” ?

    2. Ci vogliamo mettere in testa che le forze dell’ordine ci devono tutelare sempre? Quando nelle periferie si chiece aiuto ci sono i motivi non possono far finta di nulla e rispondere siamo in pochi ! Chiaro? Non si campa piu’, devono mettere controlli in tutte le zone e forse tanti furti , tanti incidenti mortali, tante violenze o angherie non accadrebbero , e quant’altro , vogliamo essere tutelati e protetti dalle forze dell’ordine , ma non solo in questo momento , ma ripeto 365 giorni l’anno senza scuse altrimenti e’rischioso sempre notte e giorno e ripeto anche nelle periferie e la dove non se ne esce fate posti di blocco costanti, identificate le persone …ma se tutto cio’accade si e no 10 volte l’anno , non se ne uscira’mai e gli onesti pagano per i disonesti….speriamo che ascoltino ………non ci inventiamo nulla e ripeto lo sanno ma non vogliono intervenire .cosa molto grave ……..

    3. Dei fatti elencati (e ne mancano molti), tutti (tranne uno) sono opera di terroristi che si autodefiniscono islamici. senza mettersi a discutere se l’islam sia o meno una religione di pace, mi pare un po’ da cretini importare migliaia di giovani musulmani del terzo mondo in età militare, come sta facendo attivamente tutta l’Europa. è statisticamente certo che tra centinaia di migliaia di persone pacifiche (almeno per inziale presunzione di innocenza) si infiltreranno pochi ma decisivi fanatici, già attivi o in formazione.

      Faccio anche notare altre due perle di questo post:
      a) in quale mai senso l’11 settembre 2001 sarebbe diverso dallo sparare nel mucchio della gente normale ?
      b) “All’epoca il bersaglio era un giornale satirico che aveva offeso la religione islamica”… essendo, nel mondo civile, del tutto normale sterminare 12 persone a colpi di mitra per delle vignette offensive. Giusto ?

    4. Giuseppe: “E’ anche vero che In 3.000 anni un popolo ricco e sano si è sempre distinto per essere portatore di pace e di conoscenza e mai di guerra”

      Scusa, ma non capisco di chi stai parlando. Perchè se per caso (anche se ne dubiterei dal riferimento a “3000 anni”) stai parlando dell’Islam, ti informo che il suprematismo islamico è un fatto storico pressochè ininterrotto dal 700 (espansione nel nord Africa fino in Spagna e in Sicilia e a Roma, e fino alla battaglia di Poitiers) al 1700 (ultimo assedio di Vienna, 1683), e ben oltre in forma più moderata (impero ottomano, pirati barbareschi nel Mediterraneo fino alla metà del 1800) fino alla prima guerra mondiale. Ed è particolarmente notevole perchè trasversale e non “etnicamente” caratterizzato, sia storicamente che geograficamente (dagli arabi agli ottomani, che arabi non sono; nel subcontinente indiano; oggi anche in mezza Africa fino al tropico meridionale, perfino alle Maldive e nel sud-est asiatico).

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