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Ponte Milvio, invalido in carrozzina fa il parcheggiatore abusivo

fabio240.jpgDa playmaker in A1 a parcheggiatore abusivo; su una sedia a rotelle perché affetto da poliomielite dalla nascita, è riuscito a vivere del suo sport fino a quando ha dovuto smettere. Senza lavoro e senza l’uso delle gambe, si è arrangiato come poteva e oggi fa il parcheggiatore abusivo a Ponte Milvio.

Era solo lo scorso luglio quando il parcheggio era stato chiuso per la cessata concessione della cooperativa Il Granellino di Senapa che lo aveva in gestione dal 2009. E’ rimasto chiuso per poco però, si è deciso di riaprirlo anche e soprattutto per le numerose lamentele dei residenti, di chi lavora in zona, di chi deve andare al mercato piuttosto che alla ASL o all’Ufficio Postale.

Chiuso il 13 luglio, vene dunque riaperto il 22 dello stesso mese in modo gratuito, senza servizio di guardiania, lasciato alla mercé di parcheggiatori improvvisati.

Ed è così che oggi ad occuparsene c’è lui, Fabio. Ha 47 anni, sta su una sedia a rotelle da sempre; affetto da poliomielite dalla nascita, è passato da un ospedale all’altro. Ed è proprio in uno di questi ospedali che conosce il basket, sport praticato anche da chi come lui non può usare le gambe.

Inizia a giocare con il Don Orione a soli 13 anni, arriva fino in A1 con il Santa Lucia. E’ playmaker nella squadra di “pallacanestro in carrozzina” e guadagna abbastanza per mantenersi. Si sposa e ha anche un figlio.
Ma dopo pochi anni Fabio divorzia e arriva anche il momento che deve lasciare il basket: è diventato grande, non può più competere con i giovani.

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Da quando è nato percepisce un assegno di invalidità di 280 euro mensili. All’inizio, grazie alla pallacanestro, servivano per arrotondare, oggi sono la sua unica entrata.

Tra un lavoretto e l’altro, è poco più di un mese che tutti i giorni, dalle 7 della mattina fino alle 16, lo si può trovare al parcheggio di Ponte Milvio.
Con addosso una pettorina, indica agli automobilisti i posti da occupare.

“Non chiedo soldi a nessuno, come ho scritto sul cartello che porto addosso; pulisco il parcheggio pieno di bottiglie vuote lasciate a terra dai ragazzi che la sera frequentano la piazza, cerco di far parcheggiare le macchine in modo tale da mantenere l’ordine, senza che qualcuno lasci la vettura in malo modo. Sono le persone a volermi dare qualche spicciolo, io non chiedo nulla” , così ci racconta Fabio che oggi vive con la sua compagna in una casa in affitto che ogni mese gli costa 700 euro.

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“Ogni tanto alle 280 euro di pensione, me ne danno altre 400 per pagare l’accompagnatore di cui ho bisogno, ma anche sommando le due entrate, come arrivano se ne vanno per l’affitto. La mia compagna trova saltuariamente lavori come badante o donna delle pulizie, ma alla fine del mese non ci arriviamo mai”.

Fabio dice di riuscire a racimolare circa 30 euro al giorno e che al parcheggio ora ci viene tutti i giorni e con qualsiasi tempo.
“Non posso permettermi di non venire, quello che riesco a guadagnare come parcheggiatore ci permette di fare la spesa; so bene di essere un abusivo ed è per questo che ho messo il cartello dove specifico che non obbligo nessuno a pagarmi. Se non mi danno nulla non rigo le macchine, non mi arrabbio, non mando nessuno a quel paese. Prendo solo quello che mi danno, e dico sempre grazie, grazie mille”.

Lo guardiamo mentre “lavora”, si muove sulla sua carrozzina con la stessa agilità di un motociclista di formula 1. Fa lo slalom tra le macchine, corre veloce da una parte all’altra del parcheggio. Tutti gli danno qualche moneta, lo salutano, ormai è conosciuto.

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“So bene che non potrei stare qua, ma non trovo lavoro e devo pur vivere; sono stato tantissime volte in Municipio, per chiedere un lavoro ma nessuno può fare nulla, dicono che non è di loro competenza; io e la mia compagna abbiamo fatto domanda per le case popolari, ma la lista è infinita”.
Fabio dice che più volte si è rivolto ai servizi sociali del XV Municipio chiedendo di avere qualche contributo; “in effetti – sottolinea – mi sono arrivati un paio di volte ma sempre dopo tanto tempo e di piccoli importi, ci pagavo qualche bolletta e poi di nuovo ero al verde”.

Un parcheggio incustodito quindi da quattro mesi e chissà per quanto ancora. Una manna per Fabio che nonostante sappia di essere abusivo il suo lavoro lo fa bene e spera di farlo per un bel po’.
“Spero di poter star qua almeno fino a Natale, ho bisogno di questi soldi per vivere” ci dice alla fine della nostra chiacchierata.

Valentina Ciaccio

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5 COMMENTI

  1. In realtà fa anche un altro servizio che nessuno nota: evita che ALTRI parcheggiatori abusivi (quelli che rigano) prendano il suo posto

  2. In realtà la realtà è un’altra, Fabio quando fa buio giustamente se ne va e lascia il campo libero agli altri parcheggiatori abusivi, quelli che rigano.

  3. comunque la mettiamo…una situazione francamente indecente.
    tutto ciò dovrebbe spingere ad una rapidissima emanazione del nuovo bando.
    Anzi, dirò di più, se si trattasse di aiutare persone che come Fabio vogliono vivere e lavorare io sarei propenso anche per l’affidamento diretto, magari impiegando personale di cooperative legate a soggetti con disabilità ma che non vogliono sentirsi vittime ma parti attive.
    per una volta, se svolto con seri controlli, sarebbe un affidamento diretto virtuoso…

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