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Derby Roma-Lazio “ad alto rischio”, Foro Italico blindato e strade chiuse

derby240.jpgDomenica all’Olimpico il derby Roma-Lazio. Il calcio d’inizio è alle 15 ma i cancelli verranno aperti alle 13. Pur non essendo un incontro dal tutto esaurito – sono previsti infatti circa 35mila spettatori – saranno imponenti le misure di sicurezza. Oltre al clima che si annuncia caldo tra le opposte tifoserie, viene segnalato l’arrivo di diversi gruppi “Hooligan”.

Solo 35mila spettatori

A causa delle proteste indette dalle due curve dell’Olimpico nei confronti delle norme di sicurezza adottate dal prefetto Franco Gabrielli, le tifoserie hanno deciso di disertare gli spalti e di radunarsi all’esterno dello stadio. Per questo motivo è stato stimato che assistere all’incontro non saranno più di 35mila gli spettatori.

La protesta contro le misure restrittive adottate dalla Prefettura ha fatto sorgere il timore di un’alleanza fra le due tifoserie, con manifestazioni che potrebbero sfociare in scontri con le forze dell’ordine.

Incontro ad alto rischio

I cancelli d’ingresso dello stadio saranno aperti alle 13, quando scatteranno le chiusure al traffico previste in zona Foro Italico più avanti descritte.

Nell’Olimpico, a garantire la sicurezza, saranno impiegati 800 steward e per tenere impegnati gli spettatori fino alla 15, quando inizierà il derby, sul maxischermo dello stadio sarà trasmessa l’ultima e decisiva gara della MotoGp.

Il Questore di Roma Nicolò D’Angelo ha presieduto nel tardo pomeriggio odierno il tavolo tecnico per la programmazione del piano sicurezza e sulla base delle informazioni acquisite, l’incontro è stato ritenuto “ad alto rischio”.

Da un monitoraggio effettuato in ambito internazionale, si è appreso che potrebbero giungere esponenti di tifoserie straniere gemellate con i supporter capitolini, provenienti dall’Inghilterra (West Ham), dalla Spagna (Real Madrid) e dalla Polonia (Wisla Cracovia).

In considerazione dell’apertura dei cancelli decisa per le 13, è stata pianificata una capillare operazione di bonifica dell’area stadio già dalle prime ore di sabato 7 novembre. Il piano di sicurezza scatterà poi dal pomeriggio per arrivare al suo massimo sviluppo alle prime ore di domenica.

Nell’area di massima sicurezza dello stadio sarà attuato lo sgombero dei veicoli in sosta e la rimozione dei cassonetti, campane e cestini gettarifiuti.

Oltre mille gli agenti impegnati. Nel teatro delle operazioni opereranno reparti mobili, pattuglie in abiti civili per evitare eventuali episodi di illegalità, squadre di artificieri, unità cinofile ed una squadra della Polizia Fluviale, per controllare il bacino del Tevere.

In particolare sarà sotto stretto controllo una area vasta attorno allo stadio, da Ponte Milvio al Ponte della Musica.

A monitorare le operazioni elicotteri della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri.

La viabilità

Dalle 10 scatteranno i divieti di sosta in tutte le strade limitrofe allo stadio: viale della Macchia della Farnesina, viale Giuseppe Volpi, piazzale della Farnesina, piazza Lauro De Bosis, lungotevere Maresciallo Diaz, piazzale Maresciallo Diaz, via dei Robilant, largo Maresciallo Diaz, piazzale dello Stadio Olimpico, viale dello Stadio Olimpico, via Edmondo De Amicis, via del Campeggio, largo Ferraris IV, viale Tommaso Tittoni, viale Paolo Boselli, via Mario Toscano, via Salvatore Contarini, viale Antonino di San Giuliano, via dei Monti della Farnesina, lungotevere Maresciallo Cadorna, via Roberto Morra di Lavriano, viale dei Gladiatori, viale delle Olimpiadi, Ponte Duca D’Aosta, piazzale Maresciallo Giardino, via Capoprati (tutta).

Nelle stesse strade, dalle 13 scatterà anche il divieto di transito, ad eccezione di via dei Monti della Farnesina, viale della Macchia della Farnesina, via dei Robilant, piazzale e viale dello Stadio Olimpico e viale Antonino da San Giuliano, dove il divieto sarà applicato in base alle necessità. Dal divieto sono esclusi i taxi, i veicoli dei residenti, nonché del soccorso pubblico e del pronto intervento.

Dalle 10 a cessate esigenze verranno disattivati i capolinea dei bus di largo Maresciallo Diaz, le fermata in lungotevere Maresciallo Diaz e in lungotevere Cadorna altezza “Aula Bunker”.

Per quel che riguarda la viabilità, alla fine della partita verrà istituito il senso unico di marcia in viale di Tor di Quinto, da largo Maresciallo Diaz a via del Foro Italico in direzione del raccordo anulare, per agevolare il deflusso degli spettatori dallo stadio e dalle aree di parcheggio.

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1 commento

  1. Non c’è che da rallegrarsi nel constatatre nuovamente come la muscolosa presenza dello Stato proteggerà ancora una volta i cittadini, soprattutto garantendo loro il normale svolgimento della quotidianeità.

    Quanto continua ad accadere è semplicemente indecente!

    Sono anni che denunciamo l’insostenibilità di questa gravissima situazione, per altro tragicamente confermata dai continui pestaggi, accoltellamenti, quando non addirittura dalle tragiche morti.

    Quale sia il grado di civiltà di questa città, e soprattutto di chi l’amministra, Sindaco o Commissario che sia, forse è meglio non chiederselo più, tanto sconfortante è la risposta.

    Sono anni che denunciamo l’insostenibilità di questa gravissima situazione e chiediamo finalmente grazia per questo quartiere, già sufficientemente martoriato dal degrado dilagante, dai fine settimana all’insegna della movida, dal commercio ambulante, dalla sosta selvaggia, dall’apertura compulsiva di locali di somministrazione cibi e bevande, dalla mancanza di regole certe, dallo spavaldo abuso di chi può impunemente fare tutto ciò che vuole.

    Le domeniche di calcio (ma non solo, ormai quasi tutti i giorni della settimana sono destinati a quella o a quell’altra coppa, campionato o simili) in un’area vasta intorno a Piazzale Ponte Milvio viene sospeso lo Stato e le regole della Repubblica.
    Bande di falsi tifosi, ma di veri teppisti spesso adeguatamente supportati da ben noti gruppi politici, spadroneggiano, rivendicando il loro esclusivo potere sul territorio, frequentemente poi arrivando al confronto fisico.

    I cittadini residenti, ma anche quelli che vorrebbero transitare provenienti da altre parti di città, e i commercianti sono espropriati dei loro diritti elementari e l’unica scelta che possono operare è quella di barricarsi in casa senza azzardarsi a mettere il naso fuori, o di abbassare velocemente le saracinesche dei loro esercizi, chè comportamenti diversi sarebbero a loro rischio e pericolo.

    Non vi sembra anacronistico che nel 2015 le partite di calcio, che notoriamente non appartengono alla categoria delle manifestazioni sportive ma afferiscono ad altri mondi nei quali si cavalca la violenza becera e teppista di cosiddetti tifosi per alimentare e gestire interessi economici monumentali (dei quali quegli stessi presunti tifosi, utili idioti, mai ne trarranno minimi benefici), vengano fatte disputare nel cuore della città?
    Poi ne vediamo gli effetti fino a Piazza di Spagna.

    Abbiamo lottato su questo problema a livello municipale, prima con la Giunta Giacomini, poi con quella Torquati dalla quale abbiamo sperato una inversione di rotta nella gestione del territorio e del suo complessivo degrado.

    Il tema specifico dello Stadio Olimpico e delle giornate di incontri calcistici a rischio, comunque contestualizzato nella generale situazione di degrado e di assenza di decoro (nell’accezione vasta dei due termini) dell’area di Ponte Milvio, è stato presentato come urgenza indifferibile al Prefetto Gabrielli in occasione degli incontri avuti in sede municipale.
    Promesse promesse e volti scuri, praticamente parole parole.

    Non c’è palesemente la volontà politica di trovare soluzioni strutturali e definitive a questo gravissimo problema.
    Nei confronti del quale, viceversa, si continuano ad operare sole ed inutili misure di cosiddetta sicurezza, mediante lo spiegamento di forze dell’ordine in tenuta antisommossa, autoblindo, elicotteri che volteggiano per tutta la giornata, con tutto ciò che ne consegue e del quale, speriamo di no, avremo cronaca nei notiziari della sera.
    Oltre tutto con quali ulteriori altissimi costi per la stessa collettività?

    Ma del resto, se pensiamo al fatto che la capitale d’Italia attualmente è “amministrata” da 2Prefetti2, considerando che la regola è quella dello “stato d’emergenza” perenne, quali altre misure possiamo sperare di vedere essere messe in campo?

    Paolo Salonia
    Portavoce del Comitato Abitare Ponte Milvio

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