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Imbrattare la memoria, sport preferito a Roma Nord

targa240.jpgImbrattare la memoria, sport preferito dei nottambuli di Roma Nord. Dopo le parole deliranti scritte ieri sul muro del giardino sulla Camilluccia dedicato a David Tobini a distanza di pochi giorni da quelle infamanti scritte sulla targa che lo ricorda, ecco che non contenti si accaniscono sui pannelli della ciclabile di Ponte Milvio in ricordo delle donne che hanno segnato la resistenza a Roma.

Inaugurati lo scorso 4 giugno, imbrattati con svastiche a fine settembre, ripuliti poco dopo dal XV Municipio, nei giorni scorsi sono stati nuovamente deturpati. Ancora svastiche.

A ripulirli questa volta sono stati i volontari di Retake Roma, in vista della “pedalata resistente” di sabato 7 novembre alla quale il movimento ha aderito.

svastiche.jpg“Ringraziamo i volontari di Retake Roma per aver ripulito i pannelli” dichiara Duccio Pedercini, presidente della sezione ANPI del XV Municipio intestata ai Martiri de La Storta. “Abbiamo deciso di dare un esempio ed un segnale forte, assieme a Legambiente e Toponomastica femminile, per dimostrare che anche nel nostro territorio quando le associazioni ed i cittadini si mettono in sinergia su progetti condivisibili per la tutela non solo della Memoria, ma anche dei beni comuni, si può costruire un senso comune di civismo e rispetto, rispolverando quegli ‘anticorpi’ di cui c’è evidentemente bisogno”.

Confermato quindi l’appuntamento per sabato 7 novembre alle 10 in via Capoprati, presso l’omonimo Parco Fluviale dove ha sede anche la locale sezione di Legambiente e da dove partirà la “pedalata resistente” sulle rive del Tevere alla scoperta delle targhe sulla ciclabile di Ponte Milvio dedicate al valore delle donne durante la Resistenza romana.

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2 COMMENTI

  1. Guardate che non viene imbrattata solo la “memoria”, viene imbrattato ogni singolo centimetro quadrato di superficie di questa città, sia esso di monumenti, treni, statue, parchi giochi o muri.

    Del resto il comune ha rinunciato da subito a perseguire questi vandali ed essi proseguono indisturbati nella loro opera distruttrice. In altri paesi (ma anche città italiane, basta vedere l’esempio di milano) questi miseri personaggetti che vivono nell’oscurità vengono prontamente individuati, denunciati e costretti a pagare il conto delle proprie malefatte.

    A Roma, dove tutto è concesso ovviamente no.

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