Home ATTUALITÀ Fra critiche e perplessità scatta l’orario invernale sulla Roma Nord

Fra critiche e perplessità scatta l’orario invernale sulla Roma Nord

orariotreni.jpgTorna da oggi, lunedì 14 settembre, l’orario invernale sulla Ferrovia Roma Nord con, “dieci corse in più a confronto con lo scorso anno”, si legge sul sito Muoversi a Roma dell’Agenzia per la Mobilità, ma anche con una riprogrammazione dell’orario extraurbano che sarà integrato da sette corse bus sulla direttrice Montebello-Viterbo e viceversa.

“Alcuni treni fuori dalla fascia di punta di studenti e pendolari arriveranno e partiranno da Montebello, mentre tutti i treni della tratta Roma-Civitacastellana estenderanno il percorso e arriveranno e partiranno da Catalano” si legge ancora sullo stesso sito che invita a prendere visione delle nuove tabelle orarie cliccando qui .

Perplesso il Comitato Pendolari

Prime perplessità da parte del Comitato Pendolari Ferrovia Roma Nord. Fabrizio Bonanni, leader del comitato, così si esprime su facebook di buon ora: “A proposito di nuovo orario e di vecchi disagi: forse complice il maltempo (ma poteva pure non esserci) tutti hanno capito che il nuovo orario ha molte falle. La prima è che hanno tolto la fermata a Prima Porta per l’extraurbano, ed è un errore grave. La seconda è che le corse urbane in più restano sulla carta (non avevamo dubbi): soppressioni e ritardi di fatto annullano questo potenziamento…e siamo solo alle 10 di mattina”.

Bonanni procede poi ad analizzare il nuovo orario in vigore evidenziando le prime criticità: “Prima Porta abolita come fermata extraurbana, troppa distanza tra treni extraurbani. Non è possibile aspettare fino a 4 ore tra un treno extraurbano e l’altro, soprattutto adesso che alcune fermate sono soppresse e ci sono punti di rottura di carico in cui si deve scendere dal treno per prenderne un’altro, rendendo di fatto il viaggio verso Viterbo o verso Roma una vera e propria odissea.”

“Stamattina fino alle ore 10 – conclude Bonanni – risultavano soppresse solo 2 corse sul sito Atac (7:40 e 8:10) mentre nella realtà ne sono saltate almeno una decina. Pensate domani cosa potrà accadere con l’inizio delle scuole e soprattutto da novembre quando saremo invasi dai pellegrini per il Giubileo!”

Ferrovia-spezzatino, verso lo smantellamento?

Ancora più critico invece Gianfranco Lelmi, blogger e grande esperto di ferrovie e in particolare della Roma Nord, che scrive a VignaClaraBlog.it le sue osservazioni, precisando che sono “personali e che potranno o meno essere condivise. Non si vuole insomma ricorrere ad aforismi o ad assiomi.”

La prima cosa che risalta agli occhi ed appare anacronistica, secondo Lelmi, “è l’utilizzo di bus in ben sette corse, nella tratta extra urbana. L’antropizzazione dell’uomo sulla natura, marcia inesorabile. L’utilizzo di mezzi altamente inquinanti come i bus appare inopportuno, cosa che un ambientalista serio non può che denegare.
Gli autobus delle 11,10 – 17,35 con partenza da Montebello, destinazione Catalano, e l’autobus delle ore 12,45 con partenza da Catalano e destinazione Viterbo sono inconcepibili. Per quanto concerne il viterbese, i bus in partenza da Viterbo alle 14,25 – 20,00 destinazione Catalano e delle ore 16,00 – 21,40 con partenza da Catalano e destinazione Montebello sono assolutamente eccepibili.”

“Una ferrovia – sostiene Lelmi – deve essere una ferrovia e non un misto di treni e corriere. Come affermano poi alcuni pendolari, non è improbabile che molte di queste corse effettuate su strada, come è successo in precedenza, finiscano nel nulla, cioè vengano soppresse.”

“L’orario previgente con scadenza 6 settembre 2015, come gli orari precedenti, avevano ben cinque treni che da Roma arrivavano fino a Viterbo e viceversa. Ora esiste uno “spezzatino” di percorrenze ove nessun treno raggiunge Viterbo direttamente. Come attuato dalle Ferrovie dello Stato, la prima fase dello smantellamento di una ferrovia consiste nel sopprimere le corse dirette, sostituire alcune percorrenze con corriere, sopprimere improvvisamente molte corse al fine di “defidelizzare” l’utenza, non controllare affatto l’evasione tariffaria.
In pratica – conclude Lelmi – si fa di tutto per sopprimere questa ferrovia, non sostituendo e spendendo un euro per il materiale rotabile, costringendo gli utenti e il personale dipendente a vedere con sollievo un suo smantellamento.”

Fabrizio Azzali

 

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