Home ARTE E CULTURA Globe Theatre, l’umana fragilità di Otello

Globe Theatre, l’umana fragilità di Otello

otello240.jpgDopo il meritato successo di “Molto rumore per nulla”, dal 3 al 20 settembre il Silvano Toti – Globe Theatre di Villa Borghese ospiterà la messinscena di “Otello”, la tragedia in cinque atti che William Shakespeare scrisse intorno al 1603 e che si profila come una sublime metafora dell’identità e della fragilità umana.

Un dramma intimo e psicologico, il raziocinio oscurato dalle emozioni, la parte animale che prende il sopravvento, una mente astuta e malvagia che sfrutta i sentimenti per indirizzare e determinare i destini altrui: “The Tragedy of Othello, the moor of Venice” è una delle opere più incisive e definitive di Shakespeare perché rappresenta con nitidezza il bene e il male, perché pennella con mano ferma e decisa il carattere inesorabile del fato.

Sul palco del Globe Theatre Maurizio Donadoni (che è stato un eccellente Riccardo III) vestirà i panni di Otello, un uomo sensibile che rispetta le gerarchie e la disciplina, mentre Maria Chiara Centorami interpreterà Desdemona, che per il Moro è la seduzione e il desiderio.

Al bravissimo Gianluigi Fogacci (Caliban ne “La Tempesta”, Bruto nel “Giulio Cesare” e Jacques in “Come vi piace”) spetterà il ruolo di Iago, la figura chiave di tutta la tragedia, il subdolo manipolatore che aziona e governa l’intero meccanismo che condurrà all’inevitabile finale.

Basta un dubbio, un sospetto e tutto cambia, tutto precipita. Quello che sembrava solido, si disgrega; quello che appariva aperto o ben indirizzato, diventa un destino cui non si può sfuggire, un destino inesorabile che nella rappresentazione firmata da Marco Carniti sarà “visualizzabile” anche per merito della scenografia che, dominata da una serie di cancelli, formerà simbolicamente un tunnel.

Infine è da ricordare che la traduzione italiana di questa tragedia è di Vittorio Gassman, che ogni sera, nelle mitiche repliche del 1956, alternava con Salvo Randone il ruolo del Moro e quello di Iago.

Giovanni Berti

Visita la nostra pagina di Facebook

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome