Home ATTUALITÀ Ostello della Gioventù sulla Trionfale fra dubbi e certezze

Ostello della Gioventù sulla Trionfale fra dubbi e certezze

nomadi240.jpgMa è così difficile realizzare un ostello della gioventù? Sì, se si tratta di farlo sulla Trionfale, all’interno del Parco Santa Maria della Pietà, a Monte Mario, nell’area dove un tempo sorgeva il manicomio più grande d’Europa. Ne sanno qualcosa le associazioni che da anni si battono per l’uso pubblico di quel complesso, oggi in stato di semi-abbandono.

Ma mercoledì 22 luglio è stato fatto un piccolo passo avanti. Il Consiglio comunale ha infatti approvato (20 favorevoli, 4 contrari, 2 astenuti) la delibera di iniziativa popolare per la valorizzazione dell’ex-manicomio, con all’interno – tra le altre cose – la realizzazione di un ostello della gioventù, presentata dall’associazione Ex-Lavanderia insieme al comitato Si può fare!

La delibera indica anche quanti (5) e quali (5-9-11-13-15) padiglioni andrebbero adibiti ad ostello, che poi sono gli stessi ristrutturati a tal fine per il Giubileo del 2000.

Tuttavia l’approvazione della delibera non è risolutiva, nel senso che la palla ora passa alla Regione Lazio che, in quanto proprietaria per la gestione e i termini di utilizzo dei padiglioni del Parco, dovrà approvare una legge regionale, anch’essa di iniziativa popolare, presentata sempre da Ex-Lavanderia e Si può fare!

Sull’approvazione del testo in Consiglio comunale, il presidente di Ex-Lavanderia Massimiliano Taggi afferma: “E’ un grande successo ma è solo un passo che serve a poterne fare altri. Significa che il Comune ha come obiettivo la realizzazione di un ostello, ma non vuol dire che quest’obiettivo sarà effettivamente realizzato. Le delibere sono solo parole scritte su carta, è il senso fondativo quello che conta. E in questo caso il senso è l’idea che passi la legge regionale, perchè la delibera in sè per sè non ha grande valore, anche se ci dà più forza in termini politici”.

Quali tempi prevedete per l’approvazione della legge regionale ? “Chi lo sa. Molto dipenderà anche dalla nostra forza nel portare avanti una campagna fatta per bene. Magari invece di cinque padiglioni ne faranno tre, ma è sempre meglio di uno”.

E i soldi ? “La legge regionale – spiega – non è una legge di spesa ma una proposta che dà gli strumenti per costruire una pianificazione gestionale corretta del S.ta Maria. Gestire bene una cosa non costa nulla, è gestirla male che costa. E gestirla bene significa intanto cominciare a stabilire di chi è. La gestione del proprio patrimonio da parte di un ente non è una scelta ma un compito istituzionale. Dopodichè – conclude Taggi – una serie di cose che si possono fare anche senza spese sono funzioni che permetterebbero di avere entrate fin da subito. Tipo un ostello: si potrebbe dare in gestione ad un soggetto economico e percepirne l’affitto. Stessa cosa per un teatro, ad esempio”.

L’ipotesi dell’ostello all’interno del S.ta Maria era tornata in auge alcuni mesi fa in concomitanza con l’annuncio del giubileo straordinario da parte di papa Francesco. In un’intervista rilascita ad aprile a Vignaclarablog.it (leggi qui) il presidente del XIV Municipio Valerio Barletta aveva affermato che il progetto avrebbe riguardato tre padiglioni, per un totale di 200 posti.

Ma era stato sempre Taggi a mostrarsi cauto. Un approccio realista che permane anche dopo il risultato di ieri.

“E’ abbastanza evidente che questa vicenda dell’ostello rischia di fallire clamorosamente. Una su tutte: non è ancora iniziato nulla del processo che dovrebbe portare alla sua realizzazione. Non si sanno neanche quali saranno i padiglioni effettivamente interessati. Voci accreditate indicavano l’11 e il 28, ma di ufficiale ancora non c’è nulla.
Ed è allarmante per una cosa che dovrebbe essere pronta a dicembre. Almeno lo svuotamento dei padiglioni doveva essere iniziato. E comunque il 28 a suo tempo era stato ristrutturato a mensa e non c’è nessuna possibilità che in tempi ragionevoli possa essere messo in condizione di ospitare alloggi. Quindi tutto si ridurrebbe al solo 11, il che vuol dire 50 posti letto: un contingente ridicolo rispetto ai bisogni del giubileo.”

“Oltretutto – continua Taggi – all’interno di quell’unico padiglione attualmente sono ospitate strutture e associazioni legate alla ASL RM E che non sembrano avere il benché minimo approccio psicologico di chi se ne sta per andare. Non dimentichiamo poi che la ASL nel 2002 smantellò i cinque padiglioni (400 posti) già predisposti ad ostello. La nostra sensazione è che di tutta questa cosa alla fine non se ne farà nulla, e purtroppo quando la Ex-Lavanderia fa previsioni di questo tipo, il più delle volte – drammaticamente – ci prende.”

Ma la questione ostello è solo una parte di un progetto molto più ampio. Un progetto che punta all’utilizzo pubblico dell’area e alla riduzione della sua funzione sanitaria.

“La vicenda dell’ostello era anche un’ipotesi per aprire ad un uso corretto, sano e pubblico del S.ta Maria della Pietà” incalza Taggi spiegando che “tutti gli elementi intorno dicono il contrario. Basti pensare alla scelta del Municipio XIV di trasferire i suoi uffici da una sede – il Santa Maria – servita dalla ferrovia FR3 ad un’altra – il Forte Trionfale – dove ci si arriva solo con l’autobus. La verità è che tutti a parole hanno sempre detto di non volere la sanitarizzazione completa di quest’area ma nei fatti questo è ciò verso cui si è sempre andati”. Almeno fino al voto in Consiglio di ieri.

Adesso è il momento di festeggiare. Il 28 luglio in piazza del Campidoglio è stata già annunciata una festa per celebrare quello che per la Ex-Lavanderia è comunque un momento storico. In attesa di riprendere la battaglia per l’approvazione della legge regionale e dare così il via alla realizzazione di quello che potrebbe diventare uno straordinario polo sociale e culturale a livello internazionale.

Valerio Di Marco

Visita la nostra pagina di Facebook

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome