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Proteste e proposte dei cittadini del XV al vicesindaco Nieri

nieri240.jpgUn confronto aperto, aspro ma schietto, quello che si è svolto nella giornata del 2 luglio, alle ore 18.30, presso l’aula consiliare del XV Municipio, tra il vice sindaco Luigi Nieri e i cittadini del territorio, alla presenza del presidente Daniele Torquati. Inizio puntuale, nonostante il balletto pomeridiano, tra le 12 e le 16, di un eventuale rimando dell’appuntamento, già annullato in altre due occasioni per impegni del vice sindaco.

Un dettaglio che in sede di confronto è stato notato in più occasioni.

Non siamo qui per prendere applausi“, parola dei rappresentanti delle istituzioni, ma il pericolo non ha sussistito, perché di battiti di mani non se ne sono visti, al contrario dei tanti interventi e delle tante problematiche portate avanti dai singoli su diversi argomenti, fino a tarda serata. Il leit-motiv degli interventi: degrado “generalizzato” e possibili soluzioni in quartieri che vengono solitamente indicati come appartenenti a una Roma benestante, ma che invece soffre di problematiche comuni a tutta la Capitale.

Particolarmente agguerriti i comitati di quartiere, cominciando da Tor di Quinto – Fleming, che ha rotto con il ghiaccio con argomenti ben noti agli abitanti del territorio, sul sottofondo dell’intervallo Rai: l’incuria nei parchi, i rifiuti al Fleming, ad esempio a via Città di Cascia, e sulle piste ciclabili (quella all’altezza dello stadio Olimpico e quella tra Ponte Milvio e Castel Giubileo, ad oggi ripulita), l’erba alta di Ponte Flaminio e a via Pareto.

“Abbiamo un problema di comunicazione con l’amministrazione” lamentando la mancata risoluzione di alcune segnalazioni nonché un’assenza del Servizio Giardini e dell’Ama sul territorio.

Si passa poi a La Giustiniana e ai problemi nella raccolta differenziata, nonché la creazione dell’isola ecologica, toccando in seguito anche la questione del Parco Colli d’Oro a Labaro e gli accessi al pubblico alla riserva dell’Insugherata dalla parte della Cassia (interviene però Torquati: “Guarda che c’è, l’abbiamo aperto.”)

Ce ne è anche per Ponte Milvio, dagli onnipresenti parcheggi che creano “tappi” di traffico – “siamo alla quarta fila di sosta” – il problema della sicurezza durante le partite di calcio e della movida “non controllata”, con critiche anche per l’ordinanza anti-alcool del sindaco Ignazio Marino, ormai in versione 2.0, di cui si critica “l’incompletezza dell’elenco delle strade” e la “mancanza di una forza dell’ordine che controlli”.

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Si parla anche dell’area archeologica del Mausoleo di Marco Nonio Macrino e di una concessione per un centro commerciale bocciata dai cittadini. Replica da parte di Torquati e stoccata dal vice sindaco Nieri: “Quindi la passata amministrazione non ha tenuto conto della volontà dei cittadini?”

Non può mancare la viabilità, non solo per i parcheggi, ma anche ad esempio per le situazioni durante i ritiri/partite delle squadre di calcio, che si fermano all’Hotel Parco dei Principi, intasando Corso Francia e dintorni. Oppure i topi al Parco Belloni o i cassonetti dimezzati dalle parti di Vigna Clara; si sa che il Municipio XV soffre di problemi con la raccolta differenziata, come spiega Torquati: “Siamo il Municipio che abbassa la percentuale di raccolta differenziata a Roma Capitale, con l’8% grazie a un Consorzio”.

Immancabile la questione del Palazzetto di Colli d’Oro a Labaro e il problema della sicurezza intorno al cantiere a cielo aperto.

Spazio anche per singoli temi, dal particolare – preservazione di archivi storici – a questioni di ampia importanza come la disabilità, l’assenza di centri e maggiori attenzioni nei confronti di questa problematica, portata avanti in tre interventi, di cui il più ampio da parte di Umberto Gialloreti, presidente della Consulta sulla disabilità del XV Municipio.
Risponde successivamente Daniele Torquati su quest’ultimo argomento, parlando soprattutto di un’attenzione concreta attraverso bandi che devono contenere anche specificità utili allo scopo.

Le critiche più grosse ai bilanci e alla mancanza di trasparenza sui singoli capitoli di spesa – per esempio il marciapiede di una certa zona -, dato che si avverte disparità tra i servizi sul territorio e le tasse pagate, invocando sempre il decentramento – altro leit-motiv nelle amministrazioni municipali di tutta Roma ultimamente, anche paragonandosi a città come Parigi, in cui un presidente di municipio ha maggiore libertà d’azione.

Occorre anche dire che complica notevolmente le cose tirare in ballo il non-bilancio del 2013, approvato a novembre dopo due settimane di emendamenti e con un buco di 8 miliardi più un altro, frutto dell’annullamento dei debiti del 2008.

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Reazioni forti, quando prende la parola il comitato di quartiere Karol Wojtyla per Valle Muricana, lamentando mancanze di servizi nel quartiere, di sicurezza e dell’interruzione del servizio delle TPL alle 22.30 di sera, dovuto – come ha in seguito risposto Torquati – a un ridimensionamento del servizio per problemi finanziari, da ripristinare gradualmente.

Il Municipio chiarisce le sue posizioni sulle isole ecologiche, per cui individua delle aree logisticamente adatte su cui poi è l’Ama a fare le valutazioni, nonché sull’effettivo controllo della movida e sulla “moda di dire che c’è una mancanza di trasparenza”, specie per questioni riguardanti la passata amministrazione, visto che quest’ultima ha “pubblicato i bilanci, riattivato i tavoli sui bisogni del sociale, i verbali delle commissioni sono pubblici da due mesi a questa parte”, ecc.ecc.
Si ricorda inoltre anche come il contratto dell’Ama sia scaduto da nove anni e che l’azienda si rinnovi su un piano industriale in 15 fasi, trovandoci al momento alla quinta.

Intervento finale del vicesindaco: riferimento all’amministrazione passata e alla necessità di un maggiore ascolto, con un po’ di cronistoria sulla storia del debito “che i romani si porteranno dietro per trent’anni” e sull’aiuto ricevuto da Roma per evitare il commissariamento, che però costa un “piano di rientri” (no, non c’entra Roma Capitale). Traduzione: 430 milioni che devono rientrare in due anni per rilanciare la città.

“Questo fa funzionare bene l’Atac?” Chiede il vicesindaco, retoricamente “No, non la fa funzionare bene”. E nemmeno Ama, come precisa poi, anche perché “Non è che parentopoli è passata così su queste aziende. Le ha messe in ginocchio.”

Questo è il punto di partenza per Nieri, cosciente che “l’assessore alle periferie si prende i fischi”, non gli applausi, a meno che non lavori bene come quando inaugura opere. C’è ottimismo e rispetto per i comitati “di qualunque colore e bandiera” e “grande ricchezza, da saper valorizzare, che non hanno tutte le città.” Non mancano ovviamente considerazioni sui palazzinari e i problemi passati. C’è chi risponde “Qui si sta facendo poesia, il piano regolatore è di 40 anni fa.” Risposta “Lei parla di una storia che ha vissuto male.”

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Confronti che si fanno man mano sempre più concitati e argomenti che vanno a sovrapporsi uno dopo l’altro: difficile rispondere a tutto, difficile tirar fuori soluzioni per ogni singolo punto, tirato fuori dai singoli in interventi a volte più lunghi dei cinque minuti concordati.

Certo, l’obiettivo del confronto non era questo, ma l’incontro sarà stato veramente utile per tastare con mano i problemi di un territorio? Difficile dirlo in questo momento, quando i problemi particolari sembrano inserirsi in un quadro generale molto difficile da districare. Certo, non è sbagliato guardare anche al quadro nazionale, chiedendo una legge che dia un’autonomia decisionale maggiore a una città metropolitana – Roma è tale solo da sei mesi – ma bisognerebbe anche chiedersi quanto è evidente che una questione così macro possa interferire con tutto l’apparato burocratico dietro al taglio dell’erba per un’area verde, quella di Colli d’Oro, affidata a un concessionario sparito nel nulla e che il Servizio Giardini ha dimenticato.

Il discorso ovviamente vale per il XV Municipio, come per la città tutta. Perché Roma è “tutta Roma”, come titola il piano di riqualificazione delle periferie. Alla faccia del cartello, a 400 metri dal Municipio, che riporta su fondo bianco la scritta “Roma” sbarrata di rosso: una metafora?

Flavia Sciolette

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