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AMA riorganizza i servizi di pulizia del territorio

ama240.jpgAvviata dall’Ama la riorganizzazione dei servizi di pulizia sul territorio. Lo ha annunciato l’AD dell’Azienda, Daniele Fortini, in una conferenza stampa congiunta con il sindaco Marino. In arrivo entro l’autunno nuovi 10mila cassonetti e telecamere per scoraggiare e individuare chi getta i rifiuti in strada o nei terreni dando origine così a discariche abusive.

Il primo step della riorganizzazione è rappresentato dal progetto “Spazzatrici di quartiere” che vede impegnati 125 mezzi sottoposti a revamping, con assegnazione a ciascun veicolo di itinerari e frequenze di servizio specifiche. Attualmente sono 1000 gli itinerari pianificati con oltre 850 servizi di pulizia e lavaggio a settimana.

Entro l’autunno prossimo, prima che abbia inizio il Giubileo straordinario, 10mila nuovi cestoni in più per i rifiuti saranno collocati soprattutto nelle periferie e nelle aree semicentrali. Sarà poi potenziato il servizio di raccolta dei rifiuti, pulizia e spazzamento in tutta la città. Già aperti 7 giorni su 7, “h24”, gli impianti e gli stabilimenti di proprietà dell’azienda.

Ama, in accordo con i municipi, è inoltre pronta a installare telecamere di videosorveglianza in punti sensibili per prevenire e scoraggiare il fenomeno delle discariche abusive.

Sanzioni anche per i comportamenti scorretti che ostacolano la raccolta dei rifiuti e peggiorano il decoro. Infatti nei primi 5 mesi dell’anno, gli agenti accertatori Ama hanno effettuato complessivamente 5.542 multe per infrazioni al Regolamento Comunale per la gestione dei rifiuti urbani: quasi il triplo delle sanzioni (2.190) rispetto al 2014.

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3 COMMENTI

  1. E’ senza vergogna sta gente, ottimi solo nello spremere soldi che obtorto collo la cittadinanza versa per avere un servizio indegno.

  2. Per ottenere la pulizia dei territori, da parte dell’AMA, dobbiamo ringraziare Papa Francesco che ha indetto un Giubileo straordinario. Vorrei far sapere al Presidente Fortini che noi la città la vorremmo pulita tutti i giorni dell’anno e con i cassonetti non debordanti di immondizia, visto che già paghiamo profumatamente i “presunti” servizi dell’Azienda municipalizzata.

  3. Questi son personaggi che andrebbero epurati seduta stante. Ama è una azienda totalmente inutile che spreme soldi ai romani e viene utilizzata solo per assunzioni clientelari. E’ roba da chiudere immediatamente.

    Dal Corriere di oggi:

    Franco Panzironi, amministratore delegato dell’Ama, l’azienda dei rifiuti, si trattava ancora meglio: 545.288 euro l’anno. Un compenso anche qui all’altezza dello sfacelo: fu lui a gonfiare gli organici già gonfi con altre 1.518 persone. Con procedure così discutibili (amici, cognati, cugini, signorine di coscia lunga) da finire dritto nell’inchiesta «Parentopoli» e uscendone con una condanna in primo grado a 5 anni e tre mesi. Era la «stagione delle cavallette», certo. Ma certe storiacce sarebbero stati possibili senza un clima favorevole di complicità, omertà e connivenze? Il sindacato che faceva assumere i raccomandati propri chiudendo un occhio su quelli altrui non ha nulla da dire? E se il sindacato è potente all’Atac, all’Ama è potentissimo. Tanto da aver costretto l’azienda a firmare un accordo integrativo pazzesco. Concedeva un premio di produzione (premio di produzione!) a chi si fosse presentato al lavoro almeno la metà (la metà!) delle giornate lavorative e non avesse collezionato più di cinque giorni (cinque giorni!) di sospensione per motivi disciplinari. Demenziale. In un’azienda allo sfascio, con un costo del servizio che sfiora gli 800 milioni annui. Una morosità alle stelle e una montagna di crediti inesigibili. Al punto di costringere il Comune ad accantonare a fondo rischi centinaia di milioni.Franco Panzironi, amministratore delegato dell’Ama, l’azienda dei rifiuti, si trattava ancora meglio: 545.288 euro l’anno. Un compenso anche qui all’altezza dello sfacelo: fu lui a gonfiare gli organici già gonfi con altre 1.518 persone. Con procedure così discutibili (amici, cognati, cugini, signorine di coscia lunga) da finire dritto nell’inchiesta «Parentopoli» e uscendone con una condanna in primo grado a 5 anni e tre mesi. Era la «stagione delle cavallette», certo. Ma certe storiacce sarebbero stati possibili senza un clima favorevole di complicità, omertà e connivenze? Il sindacato che faceva assumere i raccomandati propri chiudendo un occhio su quelli altrui non ha nulla da dire? E se il sindacato è potente all’Atac, all’Ama è potentissimo. Tanto da aver costretto l’azienda a firmare un accordo integrativo pazzesco. Concedeva un premio di produzione (premio di produzione!) a chi si fosse presentato al lavoro almeno la metà (la metà!) delle giornate lavorative e non avesse collezionato più di cinque giorni (cinque giorni!) di sospensione per motivi disciplinari. Demenziale. In un’azienda allo sfascio, con un costo del servizio che sfiora gli 800 milioni annui. Una morosità alle stelle e una montagna di crediti inesigibili. Al punto di costringere il Comune ad accantonare a fondo rischi centinaia di milioni.

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