Home ATTUALITÀ La Storta si ribella, “i profughi qui non li vogliamo”

La Storta si ribella, “i profughi qui non li vogliamo”

molette240.jpgCirca 400 persone hanno manifestato nella sera di martedì 5 maggio a Casale di San Nicola, a La Storta, contro la decisione di istituire un centro accoglienza per cento rifugiati nei locali di una ex scuola. Clima rovente, minacciate azioni eclatanti. Deciso da oggi un presidio permanente. I profughi? No pasarán.

A via del Casale di San Nicola, nell’estrema periferia di Roma Nord, si domandano cosa succederà nelle prossime settimane, quando arriveranno circa cento rifugiati politici che saranno accolti in un centro in via di allestimento nell’ex scuola Socrate. I residenti sono però chiari a riguardo, non ci tengono proprio a vivere in quella che hanno chiamato “terra di nessuno”, l’hanno ribadito più volte nell’assemblea tenutasi nella sera del 5 maggio nel centro sportivo Le Molette.

“Non abbiamo ancora un nostro comitato che ci rappresenti – sostiene una ragazza all’ingresso del centro sportivo – siamo dei privati cittadini che chiedono spiegazioni alle autorità, visto che qui circolano le voci più diverse ma nessuno dà conferme. Vogliamo essere messi al corrente di cosa succederà. Poi provvederemo per contro nostro, se ce ne sarà bisogno”.

molette1.jpg

Vero è, però, che alcuni partecipanti, pur recandosi all’incontro con questa intenzione, hanno dimostrato di aver già un’idea precisa gridata a gran voce: “Qui i profughi non ce li vogliamo, a casa nostra decidiamo noi! Non li accoglieremo!”. Frasi accompagnate da parole forti e accuse verso il Municipio e suoi rappresentanti che prendono la parola durante il dibattito. Sì, ma di quale Municipio stiamo parlando?

In questo confondersi di voci e dichiarazioni urlate ai microfoni la richiesta di chiarezza sembra perdersi per strada. Emerge, semmai, una palese misconoscenza degli abitanti de La Storta sugli aspetti amministrativi di questo spicchio di territorio. Via di Casale di San Nicola è una strada privata ad uso pubblico e si trova territorialmente ai margini del XV Municipio, ma appartiene da un punto di vista amministrativo al XIV Municipio. Lo sa il Presidente del XV Municipio come quello del XIV, Valerio Barletta, ieri assente ma rappresentato dal suo Assessore alle Politiche Sociali, Barbara Funari. Aspetto questo poco chiaro invece ai residenti, che in ogni modo si sono rivolti al primo dei due, Daniele Torquati, per avere risposte.

“Tengo a precisare che io sono qui perché mi avete chiamato a rispondere su una questione che non è di mia competenza, ma del XIV Municipio. Tuttavia, siccome non credo che sia importante fare una distinzione sulla responsabilità in una situazione d’emergenza come questa, mi farò carico di rappresentare le vostre perplessità al Prefetto”, risponde il Presidente del XV.

molette3.jpg

Ulteriore confusione è stata creata da un volantino che circola in questi giorni, diffuso sul territorio e fatto girare su facebook, dove si dice chiaramente che nel centro di accoglienza arriveranno anche dei Rom. Un fatto questo non confermato da nessuno e non rispondente a verità.

“Abbiamo scritto che qui arriveranno dei rom/profughi: così c’è stato detto da alcuni che abitano in zona”, conferma una ragazza che accoglie i partecipanti dell’assemblea. Sì ok, ma chi lo avrebbe detto di preciso? Nessuno lo sa. E come questa sono tante altre le voci che girano alimentate da lunghissimi accesi dibattiti sui social.

Animi accesi, visi tirati, ma c’è chi cerca di calmare le acque, per quanto può. “Tutto ha origine da un bando prefettizio per la gestione ed accoglienza dei richiedenti asilo politico a Roma – spiega una persona al microfono – sono state aperte le buste delle graduatorie e, per quanto riguarda il lotto 4 di Roma, riguardante il XIII, XIV e XV Municipio, sono risultate idonee tre location. Parliamo di un unico lotto nel quale ospitare su più centri di accoglienza 242 richiedenti asilo. Secondo quanto emerso uno dei centri potrebbe essere appunto l’ex scuola Socrate ma siamo ancora in una fase istruttoria”.

Ed è qui che i toni si surriscaldano, si grida alla corruzione, al business dei rifugiati, si cita Mafia Capitale, volano minacce di denunce. “Le amministrazioni locali ci stanno prendendo tutti in giro! – urla al megafono un partecipante – Abbiamo appena visto dei camion con dei materassi in direzione del Socrate! Perché dite che ancora è tutto da decidere se state già allestendo per i rifugiati?”.

molette2.jpg

“Qui da noi manca l’illuminazione nelle strade, le fogne necessitano di manutenzione, inoltre non siamo serviti dai mezzi pubblici…insomma, questa zona presenta tantissimi aspetti che dovrebbero scoraggiare l’integrazione. Noi ci siamo rimboccati le maniche, provvedendo di tasca nostra quando possibile. Ci domandiamo però come sia possibile che questa zona, allora, risulti destinazione d’uso per un centro d’accoglienza”, interviene un anziano signore.

“Abbiamo il diritto di essere informati come cittadini e contribuenti di questa zona, ma comprendiamo anche la situazione di emergenza umanitaria in cui si trovano queste persone – sostiene un altro partecipante – vogliamo solo ricevere una giusta informazione su cosa ci aspetta quando e se arriveranno. Siamo disposti anche ad aiutare l’amministrazione locale segnalando un’area alternativa in cui alloggiarli”.

Ma nonostante qualche approccio possibilista a passare è la linea del no secco. “Qui non arriverà nessun profugo”. Questo è il senso di una raccolta firme già in corso indirizzata al Prefetto. E per far capire che qui non si scherza passa anche la linea del presidio fisso. Un presidio per avvisare e ricordare che lì i profughi “no pasarán”.

Barbara Polidori

© riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

 

Visita la nostra pagina di Facebook

6 COMMENTI

  1. Avevo letto che i Presidenti dei Municipi interessati (XIV e XV) avevano partecipato ad una riunione in Prefettura sul problema.
    Volevo sapere se, in quella sede, avevano esternato la contrarietà – o perlomeno l’opportunità – dell’apertura di un centro di accoglienza a Casale San Nicola oppure, abbiano deciso di ” farsi carico di rappresentare le perplessità della cittadinanza al Prefetto” solo a seguito dell’assemblea di ieri, ?
    Cioè Barletta e Torquati sono d’accordo ad appoggiare i residenti nella protesta oppure no ? Questo al di la delle loro (limitate) competenze in materia di immigrazione e della loro influenza.

  2. il Presidente Torquati continua a ripetere che non interessa al XV municipio perche’ San Nicola e’ nel XIV ..La smette o no di continuare a prendere in giro i cittadino farfugliando barzellette? In Tema sicurezza spetta esclusivamente al XV.e oltretutto si sente soddifatto per come si e’ organizzata tale iniziativa..sue dichiarazioni ..rilasciate qualche giorno fa..o anche questo non e’ vero?.Basta continuare a ripetere che siete tutta un’altra storia i cittadini sono stufi di vedere il proprio territorio nel degrado totale ed essere abbandonati dalle istituzioni rappresentate dai falsi buonisti..Vergogna

  3. Il mio commento è il seguente: Gli abitanti della zona , devono tutelare i diritti di profughi. Accertarsi che tutti i contributi versati vadano a beneficio dei profughi, che
    le cooperative organizzatrici ed i loro rappresentanti non traggano alcun beneficio particolare . Un ultima segnalazione …ricordate che l’area di San Nicola
    è cominciata con una Cooperativa.. nel 1972 ….poi fallita!! Sarà la zona che non porta bene alle cooperative…!!! o sarà San Nicola protettore dei Rifugiati che rende giustizia!!!…Come sottolineava il Signor Buzzi nelle registrazioni dell’indagine di Roma Capitale il business dei profughi rende più della droga…ma a chi???
    Nel quotidiano il Giornale del 7 Maggio viene fatta una lucida analisi in merito alla tempestiva ristrutturazione della Scuola Socrate in anticipo rispetto alla data di
    assegnazione…erano ben informati…ma chi???
    Da qualche parte i profughi devono stare…importante è che non si lucri sulle loro disavventure !!!pino conti

  4. @Strix… so che si riferisce a me 🙂 e la battuta è anche carina, ma voglio precisare che ho scritto già che sono contrario a mettere i rifugiati in quel posto, quindi mi associo ai 400.

    Quando parlo di andare a messa mi riferivo ad un signore che testualmente scriveva “Non mi frega niente che questi siano in guerra tra di loro, si facciano una bella rivoluzione interna e non scassino le scatole a noi, altro che missioni di pace, a ramengo tutti e sempre.” – oppure “Datemi la mafia, la camorra, l’andragheta, la sacra corona, la banda della magliana, anche Carminati, almeno sono autoctoni, ma altri, no!” – e tanto altro.

    Essere contrari al campo rifugiati è una cosa, scrivere certe cose è altro ed oltretutto discredita anche chi non vuole quel campo per motivi più seri.

  5. Sono d’accordo completamente con Pino Conti, come ha detto Gabrielli il problema della sicurezza nella zona non può passare sull’accoglienza di 100 rifugiati. Li dovremo accogliere ma dovremo controllare e fare in modo che non si creino situazioni che possano sfociare in uno scontro anche perchè, sentiti alcuni discorsi durante l’assemblea e viste alcune persone presenti, dato uno sguardo ai presenti al presidio…….a me fanno più paura loro che i 100 profughi.

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome