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Martedì 31 marzo c’è Consiglio in XV

xv-municipio.jpgUltima seduta di marzo per i consiglieri del XV Municipio. Il Consiglio è stato infatti convocato per martedì 31 marzo alle 10, con chiusura lavori alle 14.30, per dibattere un nutrito ordine del giorno con sette argomenti a calendario. Ecco il dettaglio.

Si inizia con tre proposte di deliberazione

La prima riguarda la gestione economica 2014 del Municipio che verrà illustrata dal funzionario responsabile della stessa.

Con la seconda si dovrà esprimere un parere su una proposta avanzata in seno al Consiglio Comunale e riguardante delle modifiche e integrazioni al regolamento delle attività commerciali sulle aree pubbliche.

Anche con la terza il consiglio dovrà esprimere il suo parere sulla proposta elaborata dalla IX Commissione Capitolina Permanente in materia di approvazione del nuovo Regolamento per l’assegnazione di postazioni a favore di pittori, ritrattisti e caricaturisti.

A seguire due proposte di risoluzione

Con la prima il Consiglio dovrà decidere se far aderire il Municipio al progetto Action Aid “Nei panni dell’Altra”, “un percorso ludico-didattico contro gli stereotipi di genere indirizzato ad alunni della scuola secondaria inferiore”.

La seconda verterà invece sulla necessità di effettuare alcuni interventi di riorganizzazione della piazzetta di Tomba di Nerone.

La seduta si chiude con un ordine del giorno e una mozione

Il primo attiene al ripristino delle corse che sono state tagliate alle linee periferiche 036 e 024; la seconda verte sullo stato del Contratto Integrativo dei dipendenti del settore Educativo Scolastico del Comune di Roma.

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7 COMMENTI

  1. Visto che per l’ennesima volta si parla do orari tpl, se non e’ una presa in hiro!! E opportino rivedere gli orari dello 033.

  2. Il Consiglio del Municipio XV ha approvato la risoluzione di adesione al Progetto AcTion Aid “Nei panni dell’Altra” un percorso ludico didattico contro gli stereotipi di genere indirizzato ad alunni della scuola secondaria inferiore.
    Approvato nonostante che: non fosse stato allegato il progetto alla convocazione del consiglio e l’opposizione abbia chiesto un rinvio per poterlo leggere;
    La maggioranza di centrosinistra non lo abbia in alcun modo spiegato ma abbia portato fumose motivazioni con richiami alle battaglie femministe degli anni ’70 e, rasentando il ridicolo, sullo stereotipo del colore rosa per le bambine e l’azzurro per i maschietti che dovranno imparare a vestire “i panni dell’altra” o usare le magliette arcobaleno (Pica).
    Una pressappochezza sconcertante da parte di tutti, errori di congiuntivo compresi, ma che porteranno un progetto nelle scuole dei nostri figli e che nasconde, ma neanche troppo, la mano della lobby LGBT.
    Giù le mani dai nostri bambini!

  3. le ricostruzioni si devono fare bene!
    Il documento presentato dalla collega del PD è In commissione Scuola e in commissione delle Elette da 5 mesi è consultabile per tutti i consiglieri il progetto di actionaid,nessun consigliere del NCD e del Gruppo Misto lo ha mai studiato e tanto meno a pensato di partecipare alle commissioni,a differenza dei consiglieri di FdI, FI. M5 stelle e a quelli della maggioranza che hanno dato tutti il loro contributo..
    Non si parla mai di orientamenti sessuali quindi non capisco l’attacco amofobico e razzista della sig.ra Perina che non conosce il progetto!
    Ma se avesse ascoltato la proponente mentre illustrava la risoluzione forse avrebbe compreso le vere finalità dello stesso, ma era indaffarata a fare foto e chiacchierare con gli addetti stampa dei consiglieri del NCD.
    Di seguito vi allego il progetto, , affinche possiate visionarlo tutti e fare le vostre considerazioni in piena LIBERTA’ senza interpretazioni “bizzarre”.
    Il progetto si può condividere o meno ma non parla mai di orientamento sessuale.

    PROGETTO NEI PANNI DELL’ALTRA

    Vi siete mai chiesti quali immagini e significati associamo istintivamente alle parole “donna” e “uomo”? Soffermiamoci a pensare a quali ruoli ci aspettiamo che svolgano nella societa. e nella famiglia, se essi sono frutto di scelte libere o condizionate, agli stereotipi, impliciti ed espliciti, che limitano ancora il raggiungimento dell’uguaglianza di genere.
    Possiamo affermare ad alta voce che uomini e donne godano degli stessi diritti?
    Ancora oggi in tutto il mondo povertà e ingiustizie colpiscono le donne in modo
    sproporzionato a eausa di squilibri di potere e di pregiudizi che superano i confini geografici, dall’Europa al più piccolo villaggio dell’India. Le disuguaglianze di genere, infatti, non variano solamente in base al reddito; la parità tra donne e uomini resta un traguardo lontano per tutti i paesi, indipendentemente dal loro grado di ricchezza e sviluppo! “Nei panni dell’altra” è un percorso contro gli stereotipi di genere pensato da ActionAid per presentare questa tematica in maniera interattiva e stimolante ai ragazzi della fascia d’età che va dai 12 ai 15 anni. I destinatari principali sono .gli studenti degli ultimi due anni della scuola secondaria inferiore e del primo anno della scuola secondaria superiore, ma
    il kit si adatta perfettamente a laboratori di gruppo pensati per contesti anche differenti da quello scolastico (presso associazioni, centri culturali, biblioteche, eventi a tema, centri estivi, ecc.). proprio a quest’età che i ragazzi cominciano a formarsi come individui, a definire la propria personalità e a plasmare il modo di pensare che li renderà gli adulti di domani. Ci rivolgiamo ai nostri futuri politici, medici, insegnanti, manager, e genitori!
    Il percorso si sviluppa attraverso tre moduli, che vi accompagneranno passo dopo passo.
    Cosa intendiamo per disuguaglianza di genere? Andiamo a scoprirlo nel primo modulo attraverso la lettura di storie dal Nord e dal Sud del mondo che ci porteranno a riflettere
    insieme sugli stereotipi impliciti che ancora persistono … anche nella nostra quotidianità!
    Sperimentare attivamente e con occhio critico i ruoli che generalmente vengono attribuiti al genere maschile e femminile permetterà ai ragazzi di adottare una nuova prospettiva sull’argomento, mettendo in gioco anche il proprio modo di pensare.
    A questo punto i ragazzi avranno interiorizzato il concetto di genere e potranno applicare le conoscenze acquisite nel secondo modulo, dove intraprenderanno un viaggio per riscoprire il modo in cui i media hanno rappresentato, e continuano a rappresentare, l’immagine della donna dagli anni Sessanta ad oggi. Nell’era del digitale riteniamo sia di grande efficacia portare i ragazzi a schiacciare un metaforico tasto “pausa” per analizzare foto, video e messaggi pubblicitari che in maniera implicita e costante invadono la loro quotidianità.
    Si parla tanto di crisi, di spread, di inflazione … Ma i ragazzi lo sanno che l’economia non è fatta solo di soldi? Nel terzo modulo si affronterà, attraverso esempi concreti, un concetto troppo spesso sottovalutato: il valore economico del lavoro di cura e del tempo dedicato alla gestione della casa e della famiglia.
    Ogni modulo è indipendente dagli altri e può essere trattato singolarmente secondo il vostro interesse, l’attinenza con i programmi scolastici o a seconda delle richieste degli studenti. Noi consigliamo di dedicare del tempo a tutti e tre i moduli, in quanto ciascuno di essi affronta tematiche quanto mai attuali, ricche di spunti per ulteriori approfondimenti e collegamenti con discipline scolastiche quali cittadinanza e costituzione, storia, geografia, lingua italiana. Scoprirete che ogni modulo rappresenta un passo avanti nel percorso per conoscere gli stereotipi di genere … e per sconfiggerIi!
    I tre moduli potrebbero essere affrontati diluendoli in tre settimane a cavallo del 25 novembre. Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, o intorno all’8 marzo. Festa della donna. Motivo in più per spronare i ragazzi sarà sapere che in quelle date altre centinaia di giovani e adulti, di istituzioni e associazioni si staranno mobilitando per chiedere che i diritti delle donne siano garantiti in tutto il mondo! In ogni caso ogni momento da voi scelto sarà utile per sensibilizzare gli studenti su questo argomento.

    PERCHè UN PERCORSO CONTRO GLI STEREOTIPI
    Gli stereotipi di genere vivono in mezzo a noi. Si nutrono della nostra quotidianità,
    manifestandosi nella realtà che ci circonda: per strada, al lavoro, persino a scuola. Iniziare a parlarne significa ammettere che ci riguardano, che non sono un lontano problema che qualcun altro dovrebbe affrontare! Secondo le Nazioni Unite, proprio in Italia gli stereotipi di genere sono causa culturale de [[e disuguaglianze tra donne e uomini in tutti gli ambiti de[[a vita, sia pubblica che privata’: dalla violenza alla scarsa presenza di donne ai vertici aziendali, dal carico sproporzionato del lavoro di cura all’accesso alle cariche politiche.
    A livello internazionale è riconosciuto come agire sui fattori cullurali e sociali all’originedi tali discriminazioni sia fondamentale per la promozione dei diritti delle donne c dell’uguaglianza di genere. Crediamo che la scuOla sia attore protagonista di tale cambiamento, dal momento che porta sulle sue spalle il compito di formare i cittadini del futuro! Insieme a voi vogliamo contribuire a superare ogni stereotipo di genere attraverso un percorso didattico volto a sfidare i pregiudizi, promuovendo una visione differente delle relazioni di genere
    NOTA METODOLOGICA SUL PERCORSO
    Ad accompagnarvi nello sviluppo dei moduli avrete a disposizione diversi strumentididattici, sia cartacei che digitali:
    5 schede cartacee, una per ognuno dei 3 moduli, una per l’attività finale e una per le attività di collegamento tra moduli (facoltative ma caldamente consigliate). Ogni scheda riporta dettagli specifici sull’andamento dell’attività quali durata del modulo, obiettivi e metodologia didattica, che affiancheranno l’insegnante nel trattare argomenti che possono a volte rislùtare difficili da affrontare;
    storie dal Nord e dal Sud del mondo utili alle attività ludico-didattiche;
    infograflche per riportare i dati agli studenti in maniera semplice ed immediata;
    un CD con materiale video e fotograflco, presentazioni in Power Point per affrontare le diverse tematiche in classe, schede attività da stanlpare;
    questionario di valutazione flnale per studenti e insegnanti.
    Non sono inclusi alcuni materiali utili all’attività in classe che però risultano facilmente reperibili quali: una mappa del mondo; riviste e giornali (da procurarsi o far portare ai ragazzi); materiale di cancelleria per le attività di brainstorming collettivo (cartelloni, pennarelli colorati, post-it); materiale per ripresa video (smartphone, telecanlera, ecc.); materiali per scenografia e costumi per l’attività finale.
    Il laboratorio prevede moduli formativi basati su attività ludiche, momenti di riflessione collettiva e individuale, brevi sessioni di formazione frontale e la realizzazione di un elaborato creativo a fine percorso. Il gioco. la creatività e il confronto sono gli strumenti principali. in quanto ritenuti essenziali per l’espressione personale e l’apprendimento nella fascia di età a cui è rivolto il laboratorio. Altrettanto stimolante per studenti delle scuole medie è l’utilizzo di strumenti multimediali e lo sperimentarsi in performance teatrali, per cui proponiamo di scegliere la forma d’arte più in linea con l’indole e le preferenze della classe.
    METODOLOGIE
    Alcune delle metodologie educative utilizzate traggono ispirazione da quelle sperimentate e consolidate nei programmi che ActionAid porta avanti nel Sud del mondo e in progetti implementati in Italia: si tratta di metodologie partecipative volte non solo a sviluppare le proprie capacità personali, ma anche a favorire un’analisi collettiva della realtà di appartenenza e l’identificazione di soluzioni ai problemi della propria comunità.
    IMPORTANTE INDICAZIONI MINISTERIALI
    Il governo italiano riconosce alla scuola il ruolo di valorizzazione delle diversità attraverso l’istruzione, in particolare delle differenze di genere il 15 giugno 2011 il Dipartimento per le Pori Opportunità e il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerco (MIUR) hanno infatti firmato un Protocollo d’inteso per lo “promozione della cultura di genere nel mondo dell’Istruzione”.
    A seguito dell’accordo è stato introdotto nelle scuole italiane l’insegnamento “Cittadinanza e Costituzione”, che accowmpagna gli alunni in un percorso che attraverso cinque ambiti fondamentali: Famiglia, Lavoro e Pari Opportunità, Donne e Scienza, Spazio Pubblico e Gruppi Sociali, Linguaggio e Medio.
    Obiettivo dello nuovo disciplino è quello di far riflettere gli alunni sul carattere multietnico ed in trasformazione della nostro società partendo dalla famiglia, dai ruoli dei genitori e dei suoi componenti, con un accento particolare sul ruolo della donna all’interno del nucleo familiare e dello società stesso. Viene, inoltre, doto
    uno rilevanza significativo all’analisi dello modalità tramite cui i media contribuiscono allo crescita dello coscienza sociale e civile.
    Cordialmente
    Alessandro Pica Capogruppo SEL Municipio XV

  4. Aaah! Le è scattata subito la parola magica che tanto vi piace per attaccare chi non la pensa come voi, “omofobico” e cosa ha letto di omofobico nel mio commento? Se legge bene distribuisco trasversalmente le responsabilità di aver votato una risoluzione su un progetto fumoso, che solo ora leggo perchè non avete pubblicato una riga sul sito del municipi e che metà dei consiglieri non avevano visto, ma che non è emerso nel dibattito, bontà vostra. Questo è un progetto generico, troppo. Ma avete visionato il materiale didattico? Le presentazione in power point? I cd, i video e le fotografie? Chi sarà a svolgerli? Professionisti in cosa? NON CREDETE CHE LE PRIME PERSONE A DOVER ESSERE INFORMATE DETTAGLIATAMENTE SIANO LE FAMIGLIE??

  5. E poi per l’uso dell’appellativo “razzista” la invito a rileggersi lo Zingarelli, perchè credo sia decisamente arbitrario l’uso che ne fa rispetto a quanto ho scritto…

  6. Nell’intervento della Signora Perina non si ravvisa nulla di “omofobico”, sempre che questo termine possa significare qualcosa. La fobia è una paura angosciante nei confronti di qualcosa, in questo caso una paura irrazionale verso gli omosessuali. Beh nel DSM non esiste dunque non si sa di cosa stiamo parlando. Detto ciò, per far ottenere maggiori diritti alle donne (come se non ne avessero) ritenete sia necessario abolire il rosa e il celeste, truccare i bimbi maschi e fargli indossare la gonna ed evitare che le bimbe giochino con piattini e pentoline? Grazie anticipatamente per la risposta.

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