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BiciRoma non vuole la corsa di Miguel sulla ciclabile

Ccorsamig240.jpg‘è chi non è d’accordo sul percorso della corsa di Miguel, la gara dedicata al poeta-podista, uno di quei trentamila desaparecidos che scomparvero in Argentina negli anni bui della dittatura militare. In programma domenica 25 gennaio, il percorso prevede il passaggio sulla ciclabile di via Capoprati prima di giungere a Ponte Milvio.

Fausto Bonafaccia, presidente di BiciRoma – Associazione Due Ruote d’Italia onlus, trova infatti da ridire che domenica mattina la pista ciclabile di Via Capoprati venga occupata dai partecipanti a quella che lui chiama, minimizzandola forse troppo, “una gara podistica”.

E, in un comunicato, se la prende con l’amministrazione capitolina che a suo dire “fa proclami pro ciclabilità ma nei fatti fa tutto l’opposto” accusando il Campidoglio che, sostiene, “con queste scelte pare non ci pensi proprio a tutelare i ciclisti ed ora dopo l’invasione della ciclabile di Via Capoprati da parte di auto, moto, furgoni, pullman, stand di mercatini, permette anche quella dei podisti”.

“Ci fossero piste alternative si potrebbe anche soprassedere se per una volta una ciclabile diviene teatro di un evento sportivo, ma ci domandiamo perchè si è scelto e permesso di passere sull’unica pista ciclabile romana quando c’è il Lungotevere dove sono passati sempre?” si chiede Bonafaccia che, a nostro avviso, questa volta sta ingigantendo un po’ troppo la questione.

La pista ciclabile non è un feudo dei ciclisti e la corsa di Miguel non è una gara qualunque e non è solo una gara. E’ un evento che prende il nome dal poeta e maratoneta desaparecido Miguel Benancio Sanchez e dà lo spunto ai partecipanti e non di ricordare quanto la libertà sia il bene più grande dell’uomo.
Un evento per il quale se Bonafaccia e i ciclisti rinunciano a un paio d’ore di ciclabile non è poi un sacrificio così grande rispetto a quello fatto da Miguel.

Claudio Cafasso

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4 COMMENTI

  1. Va bene… ma l’obiezione, in linea di principio mi pare corretta. Con lo stesso ragionamento ci si potrebbe domandare perché non si è chiuso tutto il Lungotevere al traffico automobilistico. Neanche quello è “un feudo degli automobilisti“, no?

  2. se Bonafaccia pensa di farsi pubblicità a lui e alla sua associazione andando contro la corsa di Miguel ha sbagliato di grosso, è una cosa troppo importante, figuriamoci se stanno a sentire biciroma ! e poi una cosa è bloccare si e no mille metri di ciclabile quando poi da ponte milvio a castel giubileo ci sono altri 10 km di pista tutta libera, e una cosa è bloccare lungotevere che significa bloccare traffico e mezzi pubblici.

  3. a parte che quella è una pista “ciclo-pedonale” mi sembra ridicolo polemizzare sulla chiusura al transito ciclistico della pista per un’oretta circa.

  4. penso che Fausto Bonafaccia faceva un figurone a stare zitto e mostrarsi solidale con i runner, chi ha un ruolo istituzionale e istiga queste contese tra sportivi di altre specialità dovrebbe cambiare mestiere, anzi non accedere mai ad una posizione del genere.

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