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Smog a Roma, chiudere la Fascia Verde serve veramente?

foto240.jpgIl 2015 è appena iniziato e il blocco della circolazione nella “fascia verde” per i veicoli più inquinanti è già stato applicato tre volte: 9, 13 e 15 gennaio. Provvedimenti sulla cui utilità i cittadini nutrono numerosi dubbi e così abbiamo provato a verificare se il blocco-auto serve davvero a rendere l’aria più respirabile.

Il divieto di circolazione nella fascia verde scatta quando nell’atmosfera persiste una concentrazione elevata di inquinanti; ovvio pertanto che impedire ai veicoli a benzina e diesel Euro 0, 1 o 2 di circolare dovrebbe abbattere simili valori.

In realtà, da quanto è possibile osservare, questo provvedimento intanto non sembra diminuire il flusso del traffico cittadino; inoltre in circolazione restano anche i mezzi pubblici che spesso, a causa della vecchiaia e della scarsa manutenzione a cui vengono sottoposti, risultano essere tra i più inquinanti.

I dati sull’inquinamento allora siamo andati a cercarli su “romariapulita.it” un sito del Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio che utilizza i dati dell’ARPA-LAZIO (Centro Regionale sulla qualità dell’aria); il sito mette a disposizione degli utenti i dati giornalieri sulla qualità dell’aria.

E’ sufficiente cliccare sulla pianta di Roma, sul simbolo che indica dove è posizionata la centralina, per scoprire quali sono i dati giornalieri.

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Ieri, domenica 19 gennaio, i valori registrati dalla centralina di Corso Francia, erano tutti al di sotto dei valori-limite; ovvio, la domenica i veicoli circolanti sono pochi. E nei giorni passati? Siamo andati allora a controllare le giornate in cui è stato disposto il blocco della circolazione nella fascia verde.

Il 9 gennaio su tredici centraline ben 9, per il PM10, hanno registrato un superamento dei valori-limite; il valore più alto quello di Corso Francia con un 73 (a fronte di un limite di 50)
Il 13 gennaio la situazione non cambia e a Roma Nord si registra ancora uno sfondamento, 61 su 50, anche se questa volta il record è della centralina posizionata su Via Tiburtina.

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Controllando i valori del mese di gennaio si scopre che la situazione resta per lo più invariata con la eccezione dei giorni festivi e il sabato quando i veicoli in circolazione sono molti di meno; per tutti gli altri giorni, blocco o non blocco, il PM10 è oltre il limite.

Ma che cosa è il PM10? Ce lo dice sempre “romariapulita”: “Particolato formato da particelle con diametro minore di 10 µm, è una polvere inalabile, ovvero in grado di penetrare nel tratto respiratorio superiore (naso, faringe e laringe)”; il sito ci spiega nel dettaglio anche quali sono i rischi per la salute: disturbi di vario genere sia all’apparato respiratorio che a quello cardiovascolare oltre a scatenare attacchi di asma. Ovvio che i più esposti sono i bambini, gli anziani e le donne in stato di gravidanza.

Se poi gli effetti sono maggiori in relazione alla concentrazione si deve concludere che per chi abita nei pressi dei luoghi dove il superamento si registra con maggiore frequenza il rischio sia molto più elevato.

Da quanto letto su “romariapulita” ci verrebbe da dire, dal momento che non siamo degli esperti, che il blocco della circolazione nella fascia verde serve a poco o a niente: si resta però in trepida attesa di smentita.

Francesco Gargaglia

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5 COMMENTI

  1. Aggiungerei anche un’ altra considerazione:
    ma quanti sono i veicoli che nelle giornate in cui vige il blocco nella fascia verde per quelli piu inquinanti continuano a circolare tranquillamente??

    Con questo non voglio dire che mi metterei dietro la marmitta di una euro 6 a rspirare l’aria di fiori di campo che ne esce.

    Ma quando arrivano ciclabili serie!

  2. inoltre va considerato che continuano ad abbattere alberi di alto fusto anche il parcheggio dovè il rivelatore aveva degli alberi che son stati levati e o morti e mai sostituiti! cosa che avevano promesso prima di fare il pup dato che li c’erano 8 pini domestici bellissimi

  3. Nessuno dice che le PM10 sono particelle che vengono prodotte anche dai motori di auto e moto… ma non solo. Producono PM10 gli impianti di riscaldamento, le attività industriali, e.. la natura: la polvere portata dal vento, ad esempio.

  4. SorChisciotte, non è tanto chi le produce il problema, ma dove ricadono gli inquinanti e in particolare la frazione respirabile PM10. C’è un fenomeno chiamato dispersione atmosferica che fa si che a parità di inquinanti immessi può esserci una diversa concentrazione al suolo e nelle zone abitate di questi inquinanti. Le centraline servono a determinanare tale concentrazione dipendente fortemente dalle condizioni meteo. Evidentemente lo scarico delle auto provoca una concentrazione oltre i limiti consentiti mentre spesso gli inquinanti industriali emessi anche a maggiore quota sono maggiormente dispersi in atmosferica.

    Ora per rispondere al quesito posto dall’articolo, è chiaro che il blocco nella fascia verde non è la soluzione, ma ignorarne la necessità in vista del superamento dei limiti sarebbe ancora peggiore. E’ la soluzione “tampone” per rispettare la legge e mettersi in salvo la “coscienza”, ma in realtà dovrebbe essere il primo elemento per riflettere e mettere in campo un piano di mobilità sostenibile. Ma quando si parla di “cambiamenti radicali” soprattutto sulla mobilità romana inesorabilmente si innesca un terremoto di resistenze e opposisizioni.

  5. considerate anche che, almeno il sottoscritto, poiché i mezzi pubblici sono pressoché inesistenti, oltre che inquinanti, quando vige il blocco della auto più vecchie sono costretto a prendere un altra auto: ovvero non uso una vecchia auto a benzina di cilindrata 800 cc, (che passa comunque i test di scarico) e prendo un auto diesel 3500 cc… non so ma credo che inquini parecchio di più anche se è euro 3…

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