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    Ieri i Pooh e oggi il “puah!”

    lente-roma240.jpgGli editoriali di VCB – Se i Pooh intonavano – roba di trent’anni fa – il refrain di “Chi salverà la musica?” senza peraltro avere risposte, dobbiamo per lo meno sperare che al nostro grido di appello quanto mai banale ma realista “chi salverà Roma?”, qualcuno possa dare una risposta in tempi brevi.

    Commissariare pare la soluzione alle viste, i presupposti non mancano mentre aumentano gli integralisti alla Gino Bartali, quelli del “tutto sbagliato, tutto da rifare”.

    Scorrono le ore mentre e si snocciolano nomi, fatti, abitudini e coincidenze più o meno fortuite, come quelle legate a una foto che sbarca sul tavolo di qualche magistrato non appena s’è dichiarato “io questa persona non la conosco”, per poi notare invece gli “sconosciuti” di turno a braccetto nell’istantanea.

    Viene da pensare che neanche Nerone fece tanti sconquassi, che poi a conoscer bene la storia è risaputo che l’imperatore Lucio Domizio Enobarbo incendiò Roma per ricostruirla e non per annientarla.

    Per salvare il salvabile si ripropongono stavolta Alfio (“Arfio”) Marchini, i pentastellati (che comunque appaiono leggermente spuntati rispetto all’ultima volta) e Salvini, verde desnudo che predica bene anche se non l’abbiamo mai visto razzolare.

    Magari spunterà qualche candidatura a sorpresa mentre sulle caselle email s’insinuano a centinaia i comunicati stampa (spesso scritti con i piedi) di “onorevoli” pronti a salvare la patria e di gente pronta a buttarsi in politica “ma non per guadagnarci, solo per ridare dignità alla storia della città”.

    E sui social network si perde il conto dei post con la didascalia più ansiosa che mai e la frase a effetto “ecco quello che non vogliono farvi vedere”.

    Peccato, pensavamo che dai Pooh si potesse passare magari ai Beatles e ai Rolling Stones, o almeno a uno stornellatore romano. Invece s’è passati al “puah!”.

    Massimiliano Morelli

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