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    Giù nel nulla, prima del silenzio

    riflessioni230.jpgGli editoriali di VCB – Pare tutto assurdo, perché poi ti metti a pensare a quando eri ragazzo e a quante scemate hai fatto. Pare tutto assurdo perché pensi ai tuoi figli e dici “sono fortunato”. I due suicidi di oggi – un poco più che trentenne a Tomba di Nerone, un ventottenne a Talenti – nell’arco della giornata lasciano appena il tempo d’una sbirciata della notizia di “nera” vivisezionata dal web… ma poi a casa la sera si pensa e si ripensa a quanto possa essere violenta una morte come il suicidio.

    Un lancio nel vuoto, il tempo d’un amen, poi il silenzio, assordante come non mai e specie in questi due casi, scoperti entrambi all’alba di mercoledì 12 novembre. Che succede? Perché ci si toglie la vita a trentaquattro e a ventotto anni? Qualsiasi motivazione non trova un senso di propositività alla cosa.

    Morire così, fracassandosi al suolo, ha un non so che di particolarmente assurdo, pare neanche ci sia la premeditazione che si può avere nello strangolarsi, nello spararsi un colpo di pistola, nel tagliarsi le vene. Buttarsi giù, nel vuoto, è veloce e repentino. E’ l’attimo del ci sei-non ci sei più e adesso qualcuno proverà a spiegarci quali motivazioni possano spingere una persona, un ragazzo, a lanciarsi nel nulla fino a schiantarsi sull’asfalto.

    E magari giudicheranno pure con un “no, non ci si deve ammazzare perché c’è gente che sta male davvero, e fa del tutto, quella gente, per restare aggrappata alla vita”.

    Non giudichiamo, non giudicheremo. E presumibilmente domani già avremo altri pensieri per la testa e a quei due ragazzi nessuno dedicherà un pensiero, se non i parenti e gli amici più stretti. Ma stasera non possiamo far finta di nulla. E pur non conoscendo i loro timori, proveremo a parlarne con la nostra coscienza.

    Massimiliano Morelli

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    7 COMMENTI

    1. “Che succede? Perché…?”: sono domande che non mi faccio, perché so quanta solitudine e quanto dolore possa nascondersi dietro ai sorrisi delle persone più insospettabili.
      Il suicidio – anche quello di persone giovani – non lo trovo “assurdo”. E’ il gesto, vigliacco e coraggioso insieme, di chi non riesce più a sopportare paure, stanchezze e speranze sempre disilluse.
      Ci vuole tanta forza per vivere e non tutti e non sempre riescono a trovarla nei figli, nel coniuge, in un amico, nella fede.

      “Non giudichiamo”, sì. E, magari, cerchiamo di superare la scusa della nostra perenne mancanza di tempo per stare con chi, forse, ha soltanto bisogno di non sentirsi solo; cerchiamo di vincere i nostri pudori e, senza darlo per scontato, diciamolo quel “mi manchi” o quel “ti voglio bene” che potrebbe essere una boccata d’ossigeno per chi se lo sente dire: presenze, frasi…che potrebbero far decidere a qualcuno che “oggi c’è”, di volerci “essere ancora” domani.

    2. Straordinario editoriale di Massimiliano Morelli.
      Mi associo totalmente a lui quando dice “nessuno ha il diritto di giudicare”. Nessuno.
      Proprio stasera mi ha chiamato un amico dicendomi che alcuni giorni fa aveva cercato di telefonarmi perchè “stava male” ed aveva bisogno di parlare con qualcuno, ma io ho ricordato che non avevo risposto, in quanto stavo lavorando …
      Oggi sono ancora più sicuro che la prossima volta mi fermerò a rispondere.
      Perchè, come ha detto spes, nessuno deve essere lasciato solo.
      G.Mori

    3. La verità è che quando accadono queste tragedie tutti ci interroghiamo, ci rammarichiamo di non aver ascoltato…questo dura un minuto scarso e poi ce ne dimentichiamo. E quando abbiamo bisogno noi di qualcuno si fanno tutti indietro. La gente non vuol sentire tragedie perché le tragedie destabilizzano e questo fa paura. Sui social network i tuoi contatti ti vogliono cretino e felice:se posti i tuoi dolori e le tue paure nessuno ti si fila. È così. Domani di questi due ragazzi, a dispetto dei buoni propositi, non si vorrà più ricordare nessuno.

    4. La morte è sempre sconvolgente, quando si tratta di giovani lo è ancora di più, ma quando si tratta di suicidio non trovi nemmeno le parole adatte per commentare una tale tragedia. Non trovi parole, perché non ce ne sono! Di fronte ad un gesto così estremo, specie se compiuto da un giovane, non si può che restare in silenzio e compatire. Sì, compatire, patire con quel ragazzo che chissà quanto ha sofferto per arrivare a non voler più vivere…………………..Che tristezza, che sofferenza, che vuoto, quanto dolore…………………..Se anche domani noi non ci ricorderemo più di questi tragici episodi, i genitori, i parenti, gli amici di questi due ragazzi continueranno a soffrire, a sentirne la mancanza e, soprattutto, a chiedersi il perché di qusta morte voluta…………..e forse non troveranno mai la risposta.

    5. io sono una madre di tre figli e come tale non riesco ad accettare certe notizie, per quanto mi riguarda faccio l’impossibile per stargli sempre vicino, infatti mi sono sempre rifiutata di lavorare tutto il giorno, proprio perchè all’uscita della scuola ci devo essere sempre io (salvo impedimenti dovuti alla salute) rinunciando anche alla mia carriera essendo una professionista, ho limitato molto le possibilità di crescita lavorativa, però anche se adesso visto il periodo difficile che stiamo passando un pò tutti,e se avessi dedicato più tempo al mio lavoro, sicuramente oggi potrei dare un aiuto economico più consistente alla famiglia, ma non mi pento della scelta fatta perchè con quello che si sente dei giovani di oggi io posso sinceramente essere soddisfatta dei miei figli e sono sicura che la mia presenza costante è stata fondamentale, infatti io non credo nell’importanza della qualità della presenza ma è la costante presenza che fa creare un rapporto confidenziale con i propri figli, iniziando la giornata portandoli a scuola andando a riprenderli, facendo con loro i compiti,seguirli nello sport e nelle amicizie e così via.
      insomma per me le famiglie dovrebbero tornare ad essere come quelle di una volta che magari il padre era il solo a lavorare ma la presenza della madre era costante, infatti i bambini hanno bisogno di certezze, di abitudini, così possono crescere sicuri, aperti e tranquilli, cosa che purtroppo in questa era di persone che corrono e rincorrono solo interessi superficiali e materiali i giovani più sensibili non riescono a essere sereni……

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