Home AMBIENTE Insugherata, aspettando l’accesso alla Francigena dalla Cassia

Insugherata, aspettando l’accesso alla Francigena dalla Cassia

francigenaEravamo presenti il 23 Luglio a Castel S. Angelo quando venne presentato da Francesco Rutelli, presidente dell’Associazione Priorità-Cultura, il progetto per la realizzazione dell’ultima tappa della “Francigena” attraverso la Riserva dell’Insugherata; un progetto del costo di 100mila euro interamente finanziato dalla Fondazione Baroni Onlus.

La soddisfazione dei presenti era palpabile perché i lavori avrebbero preso il via il 1 settembre e si sarebbero conclusi a fine dicembre; per il 2015 la Riserva dell’Insugherata avrebbe avuto il suo sentiero con tabellonistica e un’area accoglienza con tavoli e panche realizzati con il legno dei pini donati al Vaticano.
Ad occuparsene l’associazione Silvicoltura-Agricoltura-Paesaggio.

In questi giorni siamo andati a verificare lo stato dei lavori all’ingresso di Via Cassia 1081 accertando però che ancora non sono iniziati e che il famigerato cancello la domenica viene chiuso.
Ad indicare l’ingresso della tappa della Francigena un adesivo bianco-rosso apposto su di un segnale stradale (un passaggio pedonale che non esiste) al civico 1081 della Cassia (altezza del GRA).

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Abbiamo contattato RomaNatura. Antonella Giacomini, responsabile dell’ufficio stampa, ci ha spiegato che il ritardo è dovuto alla difficoltà di rintracciare i proprietari (o i loro eredi) dei terreni su cui passerà il tracciato.
Un ritardo che si spera di recuperare in corso d’opera così da rispettare la tempistica e inaugurare il nuovo sentiero ad inizio 2015.

Noi ci siamo spinti lungo quello che dovrebbe essere il sentiero seguendo la traccia preesistente e siamo arrivati al Fosso dell’Acqua Traversa sporco più che mai.

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La traccia finisce nel fosso dove evidentemente la corrente ha sradicato e abbattuto numerosi alberi; tra i rami montagne di rifiuti e di detriti di ogni genere comprese ossa e mascelle di bovini. Una segno evidente che fa ipotizzare come in zona si smaltivano le carcasse del bestiame gettandole nel fosso.

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La cosa incredibile è che il fosso, sebbene nasca poco distante (al di là del GRA), è già in condizioni miserevoli.

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Dal momento che il Fosso dell’Acqua Traversa costeggia il tracciato per un lungo tratto, fino alla confluenza con il Fosso dell’Insugherata, sarebbe sicuramente indicata una ispezione dell’ARPA per accertare le ragioni per cui uno degli elementi fondamentali della Riserva è in questo stato. Una ragione di più la presenza, in un immediato futuro, della tappa La Storta-Trionfale della Via Francigena.

Francesco Gargaglia

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