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Roma Nord a rischio discarica (di nuovo)

no-discarica.jpgSi riapre il toto discarica. E di nuovo i riflettori si accendono ai confini di Roma Nord. Uno dei due progetti presentati alla Regione Lazio per la realizzazione di siti di smaltimento dei rifiuti, infatti, interessa il comune di Magliano Romano. È stata infatti richiesta la riclassificazione di una discarica per inerti al fine di ospitare anche rifiuti speciali non pericolosi. E cresce (di nuovo) il timore di una mega discarica a Roma Nord.

Gestire “rifiuti speciali non pericolosi”

Questo è quanto prevede il progetto depositato il 29 luglio 2014 alla Regione Lazio dalla Idea 4 s.r.l., società che gestisce una discarica per “inerti” a Magliano Romano. Una proposta per la riclassificazione della discarica di inerti già esistente a discarica per “rifiuti speciali non pericolosi”. Che è equiparata a tutti gli effetti a una discarica per rifiuti urbani.

Attualmente in località Monte della Grandine esiste già un impianto di 66.000 metri quadrati, situato in un’ex cava per l’estrazione di blocchetti di tufo, dove vengono smaltiti i rifiuti inerti, rifiuti cioè provenienti dal settore dell’edilizia, dalla demolizione, dalle costruzioni e demolizioni edili.

Tuttavia, nella richiesta di riclassificazione presentata dalla Idea 4 s.r.l. sarebbero incluse tipologie di rifiuti decisamente più inquinanti rispetto agli inerti finora smaltiti dalla stessa società: si tratterebbe di rifiuti derivanti da lavorazione industriale, commerciale, artigianale, ospedaliera e da attività di recupero e di smaltimento rifiuti, ma anche di rifiuti prodotti da trattamenti chimici, cuoio conciato contenente cromo, rifiuti contenente solfuri, rifiuti contenenti zolfo prodotti dalla desolforizzazione del petrolio, rifiuti prodotti da reazione a base di calcio nella produzione di diossido di titanio, rifiuti combustibili e rifiuti derivanti dalla pulizia delle fognatura.

Allarme a Magliano e comuni limitrofi

Le proteste dei cittadini di Magliano Romano e dei paesi limitrofi non sono tardate ad arrivare. L’istanza di riclassificazione, infatti, ha destato non poca preoccupazione negli abitanti della zona che hanno istituito un Comitato per dire No alla Discarica.

Sono tante e forti le preoccupazioni manifestate. Il timore, infatti, è che dietro questa “riclassificazione” si celi il tentativo (l’ennesimo) di realizzare una discarica per rifiuti solidi urbani.

Per noi la paura più grande è quella dei rifiuti solidi urbani – ci confessa il Presidente del Comitato No Discarica di Magliano Romano, Angelo Laugeni – Roma è un’eterna emergenza. Noi non ci vorremmo trovare nella condizione che Roma va in emergenza e il commissario straordinario ai rifiuti prende la mappatura delle discariche, vede che Magliano ha tutte le caratteristiche per poter ricevere gli RSU e ci arriva una valanga di rifiuti addosso“.

Nonostante infatti la Idea 4 s.r.l abbia tenuto a precisare la “ferma e assoluta esclusione dei rifiuti urbani”, nell’istanza presentata alla Regione Lazio si possono leggere i codici relativi agli RSU. E questo fa accrescere le paure degli abitanti della zona.

10mila firme per il NO

Nel mese di settembre in tanti, cittadini di Magliano Romano ma anche di Rignano Flaminio, Morlupo, Formello, Riano, hanno firmato (e continuano a farlo) in occasione delle raccolte spontanee di firme contro la discarica. Finora ne sono state raggiunte 10.000.

C’è un presidio fisso alla Stazione di Magliano, h24, giorno e notte. Poi ci sono banchetti per le firme anche al centro del paese e nei paesi limitrofi come Formello, Sant’Oreste, Rignano Flaminio – ha spiegato a Vignaclarablog.it Angelo Laugeni – Vorremmo che i cittadini fossero consapevoli del perché stanno firmando, per questo preferiamo una raccolta firme di persona“.

Il sindaco di Fiano Romano, Ottorino Ferilli, ha indetto in via straordinaria una Conferenza dei Sindaci dell’area Tiberina, Flaminia e Cassia, durante la quale sono stati ascoltati il sindaco di Magliano Romano, l’ad di Idea 4 s.r.l. Riccardo Bellucci e Francesco Mancini del Comitato No Discarica di Magliano Romano.

Dopo un lungo e acceso confronto tra le parti, è stato formulato e condiviso all’unanimità un documento che attesta il volere di “acquisire ulteriori elementi attraverso la nomina di un esperto, al fine di scongiurare, se possibile, le preoccupazioni delle rispettive comunità in merito alla tutela dell’ambiente e del territorio”.

Perchè NO

Già, perché i punti su cui riflettere sono diversi. Innanzitutto la vicinanza al Parco di Veio e al Parco Valle del Treja, unici polmoni verdi rimasti nella zona. E a essere vicine alla discarica sono anche le prime abitazioni di Magliano Romano a soli 350 metri, la scuola a 820 metri e la piazza del paese a 850 metri come si legge nella stessa relazione tecnica presentata dalla società alla Regione Lazio.

All’avvelenamento dell’aria e al problema della viabilità si aggiunge inoltre la situazione idrogeologica di Magliano Romano molto delicata e complessa a causa della presenza del Vulcano di Sabatino e dello spessore fortemente variabile dei tufi che ospitano l’acquifero dei paesi della zona.

C’è poi il pericolo che la gestione del ciclo dei rifiuti, un’enorme risorsa economico-commerciale, possa allettare le aziende private e la Pubblica Amministrazione, soprattutto in un piccolo comune come quello di Magliano Romano.
E nel progetto di riclassificazione della società Idea 4 s.r.l. sono presenti, infatti, “rifiuti pregiati”, quelli più costosi che potrebbero fare gola a chi continua a credere (o a far finta di credere) che la soluzione al problema dei rifiuti sia da ricercare ancora nelle discariche.

Temono una nuova Malagrotta

I cittadini dei comuni a nord di Roma e di Roma nord sono spaventati, temono che questa “riclassificazione” sia il primo passo verso la trasformazione di Magliano Romano in una nuova Malagrotta.

Nel sito della discarica un buco è già pronto per essere riempito. La strada è stata asfaltata. I campi intorno sono estesi e pronti ad accogliere un’eventuale espansione del sito (capacità autorizzata residua 826.000 mc). Che si stia già preparando la trasformazione?

Daniela Buongiorno

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