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    I copia-incolla dei blasonati

    ctrl-c-ctrl-v.jpgLeggi una notizia su una testata blasonata, anzi blasonatissima, al punto d’esser considerata l’eccellenza, l’unica italiana che ai tempi della guerra fredda poteva sbarcare nell’ex Cccp. La leggi, riguarda l’inaugurazione di una parrocchia all’Olgiata dopo trenta anni di attesa e dici «ma io questa l’ho già letta da qualche altra parte».

    Già, l’hai letta con dovizia di particolari su VignaClaraBlog.it e l’hai letta perfino un paio di giorni prima rispetto al pezzo-scoop dell’aristocratico giornale di via Solferino.

    «Ma no, dai… ti pare che quelli del supermegagalattico quotidiano più letto in Italia abbiano abusato del “copia e incolla” per un articolo del genere?». «Certo che si!» sussurriamo in maniera signorile, puntando giustamente il dito verso i “copiaeincollatori” di turno.

    Noi, piccoli e neri come Calimero, abbiamo per lo meno territorialità e riusciamo a essere sul pezzo prima, molto prima di chi poi, preso da enfasi e gattopardesca voglia di ostentare, grifferà il “suo” articolo con un “riproduzione riservata” che strappa un sorriso amaro, tipo quello della Mangano.

    Perché se in Italia non si leggono i giornali la colpa è anche di chi si diverte a far quel taglia e cuci abusando della Rete, che per forza di cose arriva prima della carta stampata.

    Roba da nuovo millennio e da redattori che, magari perché lavorano per un soldo di cacio e senza controllo, trovano la scusa per arrabbattarsi solo con due tasti: “Ctrl e C” e “Ctrl e V”.

    Massimiliano Morelli

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