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Parco Capoprati, domenica si è discusso di ciclabili

bici.jpgDomenica 21 settembre all’interno del Parco Capoprati, a pochi passi dal Ponte della Musica, si è tenuto un incontro dal titolo “Ciclabile Tevere Nord e fiume, tra potenziale e abbandono” a cui hanno partecipato numerosi cittadini, rappresentati delle associazioni ciclistiche e di quartiere e Legambiente.

Al tavolo del moderatore Massimo DiStefano e, accanto a lui, l’Assessore capitolino ai Lavori Pubblici Paolo Masini, il Commissario dell’Ente Parco di Veio Giacomo Sandri, il Presidente del XV Municipio Daniele Torquati con il vicepresidente Alessandro Cozza e il presidente della Commissione Ambiente Marcello Ribera, la Consigliera regionale Cristina Avenali e il Presidente della FIAB Roma Ruota Libera, Beatrice Galli.

L’intento dell’incontro era quello di discutere delle condizioni e potenzialità delle ciclabili a Nord di Roma e nel territorio del XV Municipio.

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Il Parco Capoprati, gestito da tantissimi anni da Legambiente, si trova in via Capoprati (lungotevere Maresciallo Diaz) a poche centinaia di metri da Ponte Duca d’Aosta. Si tratta di un luogo che per la sua invidiabile posizione avrebbe notevoli potenzialità ma che la scarsità di fondi e il disinteresse delle istituzioni costringe ad una condizione piuttosto dimessa. Posizionato tra la ciclabile e il Tevere oltre ad iniziative a favore dei bambini nei mesi estivi offre anche un servizio di noleggio bici.

L’incontro ha messo subito in evidenza come Roma, in fatto di ciclabili, continui ad essere il fanalino di coda delle capitali europee; poche piste e per giunta con scarsissima manutenzione.

Quella che dovrebbe essere il fiore all’occhiello della Capitale, la ciclabile che dal centro di Roma arriva fino a Labaro e Castel Giubileo, è invece la pista che presenta forse maggiori problematiche anche a causa dello stato di totale abbandono in cui versano le sponde del Tevere.

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Netto l’intervento del Presidente dell’Associazione Saxa-Rubra che oltre ad evidenziare come la pista, arrivata a Labaro, praticamente “finisca nel nulla”, ha parlato anche della totale assenza di servizi (aree sosta, panchine, un posto ristoro) e di come un progetto che voleva creare un parco giochi su terreni della RAI sia miseramente naufragato a causa di uno “sfratto”.

I terreni lungo la ciclabile in totale stato di abbandono costituiscono tra l’altro un vero e prorio “rebus”; di proprietà della RAI (e pertanto, è bene sottolinearlo, dei cittadini), sono del tutto inutilizzati se non per un gregge di pecore che periodicamente ci va a brucare l’erba.

Altrettanto importante infine l’intervento di Beatrice Galli che ha messo in evidenza come il mondo della bici, in Italia, movimenti interessi economici pari a 2 miliardi di Euro e quindi la necessità di portare a termine una “rete nazionale di ciclovie” (oggi 3.000 km attrezzati su di un totale di 18.000) con una rete di alberghi (Albergabici) particolarmente attenti alle esigenze dei cicloturisti.

Francesco Gargaglia

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