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Tiberina, Mandolesi (PD): “Chi chiede la chiusura del River usa il buon senso”

campo nomadi river

Ilaria Mandolesi, segretaria del circolo PD Labaro – Prima Porta, interviene con una nota nel vivace dibattito sviluppatosi in questi giorni sulle nostre pagine sul tema “allarme sicurezza sulla Tiberina”. Che fare del campo nomadi di via Tenuta Piccirilli, chiuderlo o non chiuderlo? Ecco il suo parere.

“In questi anni il PD di Labaro e Prima Porta ha affrontato con grande attenzione il rapporto tra il villaggio della solidarietà River e il quartiere. La struttura nasce in un quadro di emergenza come soluzione provvisoria per favorire l’integrazione delle persone ospitate. Il sito scelto non è mai stato adatto agli obiettivi che l’amministrazione si è data: il River si trova in un area parzialmente antropizzata, a rischio esondazione del Tevere, carente di servizi e non conforme dal punto di vista urbanistico.

Sono soprattutto le basse densità del tessuto urbano esistente a rappresentare l’ostacolo più grande, rendendo impossibile processi di integrazione in una comunità numericamente inferiore e priva di servizi pubblici.

Qui il secondo aspetto. Gli insediamenti sorti spontaneamente lungo l’asse della Tiberina fin all’ex borgo agricolo di Sant’Isidoro sono tutt’ora privi delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria.

La rete fognaria deve essere completata, la rete idrica (presente solo lungo la Via Tiberina)va estesa ai tessuti, la rete del gas è assente e il collegamento con prima porta attraverso la linea 020 esclude proprio i cittadini di Tenuta Piccirilli perché non è stata ancora realizzata la fermata.
La presenza del campo ha azzerato il valore del patrimonio immobiliare privato e acceso numerosi conflitti con i residenti. Sono aumentati i furti e le violazioni di domicilio. Il tratto urbano della Tiberina vede alternarsi prostitute a discariche a cielo aperto.

C’è un ruolo pubblico che va esercitato in termini di garanzia delle condizioni minime di sicurezza, di recupero degli insediamenti, di bonifica delle discariche, di mitigazione dei conflitti. In passato, il circolo PD di Prima Porta, in collaborazione con associazioni sul territorio, ha promosso iniziative didattiche rivolte soprattutto ai bambini, volte all’inclusione degli abitanti del River con i residenti del quartiere; nel contempo, sotto il profilo della sicurezza , organizzava periodici incontri con i cittadini, il Prefetto e il Presidente della commissione sicurezza della Regione Lazio.

Oggi, il River è una struttura troppo grande per il contesto nel quale si inserisce che, in ogni caso, non può garantire alcuna forma di integrazione. Chi ricorda la sua provvisorietà e richiama le istituzioni ad un dovere per una chiusura lenta e programmata usa semplicemente il buon senso. Chi ha responsabilità di governo è chiamato invece a governare i conflitti in atto e mettere in campo politiche attive capaci di migliorare la qualità della vita dei residenti.

Sono problemi complessi che vanno al di là delle competenze del nostro Municipio. Bene ha fatto il Presidente del Consiglio Gina Chirizzi a chiedere ancora una volta un autorevole intervento del Sindaco e del Prefetto. Su questo ci aspettiamo una forte collaborazione da parte di tutte le forze politiche del Municipio.”

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