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Cassia, non si può morire per una radice

vcn240.jpgIl grande viale alberato che dall’incrocio con via Oriolo Romano porta a Corso Francia è tristemente noto a Roma Nord per gli incidenti stradali, numerosi e spesso con un esito fatale. Stiamo parlando ovviamente della Cassia Nuova, quell’ampio stradone dove auto e moto sfrecciano a velocità pazzesca.

Insieme alla velocità, sicuramente la prima causa di incidente, a rendere poco sicuro quel tratto di strada è anche lo stato dell’asfalto deformato dalle radici dei pini.

Il pino domestico, un albero che può raggiungere l’altezza di 20-30 metri e che predilige i terreni freschi e sabbiosi, ha un apparato radicale “fascicolato” ovvero ampio ma poco profondo e quando viene usato per le alberature stradali deve essere posizionato ad almeno 5-6 metri dall’asfalto.

Non è il caso della Cassia Nuova; l’asfalto, specie nel tratto in discesa che dirige verso Corso di Francia, è talmente deformato da costringere auto e scooter a rallentare o a camminare al centro della corsia con la conseguenza che chi va di fretta effettua spesso pericolosissimi sorpassi. E il rischio incidente è sempre dietro l’angolo.

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Per ridurre la pericolosità della strada sono state fatte numerose proposte (autovelox, dossi, guard-rail centrale, rotatorie al posto dei semafori) ma resta il fatto che il primo lavoro da fare forse è la riasfaltatura oltre alla costruzione di marciapiedi laterali. Due misure improcrastinabili se si vogliono evitare altri incidenti nei quali, come già accaduto, ci può scappare il morto.

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Ma c’è dell’altro. Nella nostra ispezione ci siamo accorti che la base di alcuni pini sembrerebbe marcia: l’assenza di una cunetta può forse creare un pericoloso ristagno d’acqua ma le ragioni potrebbero anche essere altre.

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Se è vero che ogni volta che a Roma viene abbattuto un albero di grande fusto si scatena il finimondo è altrettanto vero che la sicurezza e l’incolumità dei cittadini devono essere una priorità (come dimenticare che un anno fa a Roma Nord un pino ha ucciso un motociclista di appena 40 anni?).

Da parte degli agronomi del Servizio Giardini si rende pertanto necessaria, e in tempi rapidi, una ispezione a tutti i “pinus pinea” di Via Cassia Nuova.
Una misura precauzionale per evitare altre tragedie.

Francesco Gargaglia

© riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

 

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22 COMMENTI

  1. IL servizio giardini di fatto non esiste piu’, ridotto come è a poche decine di unità per l’intera città. Non ci sono i soldi per la manutenzione, non ci sono i soldi per le opere, non ci sono soldi per la pulizia, ma ci sono per mantenere rom e affini. L’italiano pagante serve ormai solo a foraggiare i numerosissimi parassiti da cui è affetto il nostro paese.

  2. Tempo fa un mio amico ha provvide a verniciare i pali della luce posti sul lato destro in direzione Roma al fine di segnalare il punto più critico in cui le radici si infiltrano sotto il manto stradale.

    Oramai siamo destinati al fai da te ….

    Invito Simone a procurarsi una vanga e un piccone; oltre a essere utile per un orticello (non si sa mai, per il futuro), alla bisogna potranno essere utilizzati dai leader politici del municipio, presenti e passati, per fare il lavoro.

  3. E’ pericolosissimo per ciclisti e moto, siamo costretti a marciare quasi in mezzo alla carreggiata, con rischi per tutti. Dall’altro lato non c’è neanche il guard rail, e basta niente per fare un volo di 10 metri. E’ vera follia

  4. Come già scritto in un precedente commento, sono assolutamente d’accordo che uno dei primi interventi è quello dei marciapiedi laterali, che permetterebbe:
    – la percorribilità dei pedoni in sicurezza (più di una volta capita ora di vedere i pedoni a bordo strada !)
    – l’accesso facilitato al parco dell’inviolatella appena aperto (sia da via fabbroni che da via oriolo romano)
    – l’aumento della distanza tra i Pini e il manto stradale, ( forse non arrivando ai 5-6 metri indicati da francesco, ma sicuramente migliorando la situazione)
    – il possibile ridimensionamento ad 1 corsia per carreggiata con incremento della sicurezza.

    La mia domanda è : chi è l’istituzione che sarebbe preposta per questo tipo di intervento?
    E’ il municipio XV o il comune?

  5. Questo articolo mi è davvero sembrato un qualcosa “d’importante”, ringrazio tanto l’amico Carlo Maria per l’avermi citato come “pittore” segnalando uno dei tanti pericoli della Cassia quanto ringrazio tutti coloro che hanno partecipato a questo commento che mi sembra molto ma molto utile. La vita siamo abituati a viverla e non al perderla cosa che troppo spesso, per cause prevedibili invece succede ma allo stesso modo, la strada siamo abituati a “per-correrla” e non al …rifletterla.
    Un sincero grazie a questo Blog di Roma Nord perchè riesce, lasciando in secondordine gli infiniti “duelli” politici offre, a coloro che riescono a capirlo, proprio la riflessione… …e non è da tutti.

    P.S. Attualmente ci sono troppi alberelli nati ai bordi del nominato tratto di strada che vengono “rasati” dai camion più alti, finchè non ce ne sarà uno (ancora più alto) che non raserà fogliame o rametti ma “spezzerà” un qualcosa di grande o troppo grande, come potrebbe essere un’altra giovane vita.

  6. quanta ignoranza , chi ha scritto questo articolo e chi pensa che si deve AMMAZZARE un albero secolare per colpa delle radici è veramente carente di cultura fitologica.
    Non sarà mai sufficiente spiegarlo per farlo capire, le radici dei pini quando si inalzano è perchè l’albero è morto . è una reazione della pianta. all’angolo con via fabbroni sono stati rimossi negli ultimi anni 4 pini domestici romani secolari, siccome come al solito non è stata piantumata nessun altra pianta ne è stato levato il troncone, le radici dopo poco tempo hanno incominciato ad alzarsi. quindi la causa è di chi uccide con ignoranza questi alberi. se poi alsfaltassero bene con uno strato spesso e non sottile per risparmiare queste cose non succederebbero , il marciapiede su via cassia nuova è ESSENZIALE e non dimentichiamoci che li si corre troppo e sempre tutti i giorni va preso qualche provvedimento come stringere la carreggiata o creare delle rotonde altrimenti si parlerà sempre e solo delle stesse cose.

  7. Gentile Bea, ci consideri pure ignoranti ma non assassini.
    Da nessuna parte abbiamo scritto che i pini vanno abbattuti, è una sua interpretazione del tutto personale. Ci siamo invece sempre battuti e continueremo a farlo per la messa in sicurezza della strada tramite la realizzazione di marciapiedi, la riasfaltatura e una diversa disciplina di traffico del “discesone”.
    Cordialmente,
    La Redazione

  8. ma mai per la ri piantumazione ne avete protestato quando hanno ammazzato tutti quei pini secolari. comunque appena adesso qualcuno ha fatto esplodere due macchine a vigna clara in via antonio de viti de marco si è bloccata la cassia e son intervenuti dopo più di 20 minuti i pompieri ora anche alcuni alberi bruciati e molte macchine rovinate

  9. Notizia scioccante quella di Via de Viti De Marco, dell’informatissima Bea (già si sa che si tratta di un fatto doloso?), ma non capisco cosa c’entri con il problema degli icidenti sulla Cassia .
    A questo proposito devo smentirla e le suggerisco di assumere informazioni con esperti: le radici dei pini non affiorano dopo l’abbattimento, ma sono una caratteristica di questi alberi di alto fusto.

  10. Cara Rosanna capisco la sua superbia non conoscendomi ma ho studiato botanica e lavoro nel settore “piante” da piu di 30 anni. ovviamente come era sottointeso i pini romani domestici hanno radici estese in orizzontale ma quando ammazzati una volta morti le radici si inarcano ed alzano il manto stradale è una reazione della pianta. Per quanto riguarda l’incidente di stamattina ovviamente è doloso, ho più volte fatto presente che ci sono una coppia di ragazzi rumeni uno biondo ed uno castano che si aggirano nel quartiere e dormono all’interno dei campi coltivati abusivamente in via fabbroni all’interno dell’Inviolatella Borghese.

  11. per favore scrivendo questi articoli fate in modo che la gente approvi la rimozione e l’abbattimento degli alberi, la colpa non è delle radici e dei pini vivi ma di chi fa il manto stradale male e mancano i marciapiedi cmq ho chiesto ad un vivaista e mi ha confermato ciò che dice la signora bea per quanto riguarda le radici in effetti oggi passando ho notato che all’inizio di via cassia nuova proprio in questi giorni hanno rimosso altri pini secolari e hanno lasciato il troncone negli ultimi 3 anni ne hanno levato piu di 6 e nessuno ha provveduto a rimetterli. ora fomentiamo anche l’odio per gli alberi dopodichè è la fine, chi fa gli incidenti su via cassia nuova è perchè li si corre troppo anche io ho rischiato mille volte, il semaforo in via fabbroni è troppo poco i dossi e le rotonde sarebbero un ottima soluzione oltre all’allargamento dei marciapiede e a stringere la carreggiata.

  12. già che ci siamo faccio presente un’altro aspetto:
    quando si scende da via pareto, la visuale risulta parecchio limitata , soprattutto delle auto che scendono dalla cassia.
    teoricamente tutti dovremmo rispettare il codice, rallentare alla luce gialla del semaforo, evitando pericolose lotterie “passo o non passo?”…ma dati i tanti incidenti a quell’incrocio, mi chiedo se non sia il caso di sollecitare un abbassamento della siepe…

  13. Parlate di Via Cassia ?
    Fatevi un giro in Bici su via Flaminia nuova da Corso Francia al Camping.

    Su entrambi i lati della strada le radici alzate hanno provocato avallamenti pericolosissimi. Percorre la strada su due ruota equivale a fare moto-cross, e di notte se ci si azzarda ad andare sul ciglio della carreggiata si rischia la vita.
    Nessun Marciapiede per i pedoni e neanche luci.
    Stessa cosa per le uscite laterali della Flaminia.
    La velocità e le scorrettezze sono all’ordine del giorno, cosi come i frontali e non osate percorrerla dopo una forte pioggia perchè è certo che rami di pino caduti e foglie rendono la strada un campo minato.

    Colpa: la solita manutenzione scarsa a fronte di un budget ancora più scarso.

    A Bologna ho visto cartelli con su scritto: questa strada è mantenuta pulita da coloro che ci abitano perchè è un bene comune. Forse un preludio a quello che ci aspetta.

    Esprimo solo opinioni personali.

  14. Si continua a chiedere i dossi che non sono possibili sulle strade pubbliche. Andate a leggere il Codice stradale, che i patentati dovrebbero conoscere.
    Occorre un intervento programmato bene ma urgente.

  15. fabio invece la siepe è giusta cosi perchè almeno fa porre attenzione.
    Giuseppe hai perfettamente ragione anche via flaminia nuova ha lo stesso problema ed anche li hanno tolto negli ultimi due anni piu di 8 pini secolari.

  16. scusate se mi ripeto, ma ho paura che sia sfuggita la domanda….

    chi è l’istituzione che sarebbe preposta per interventi (quali ad esempio i marciapiedi)?
    E’ il municipio XV o il comune?

  17. fabio perchè sono anni che nessuno cura quella siepe. ora pare che in questi giorni debbano potare gli alberi di fronte vediamo quanti ne ammazzano!

  18. E’ vero che ci vorrebbe personale comunale per pulire tutte le strade di Roma Nord, (tutte quelle di Roma) e che servono i marciapiedi e le pensiline per gli autobus…che non sono in tutte le strade (vd.via della Giustiniana), ma una volta pulito e messe in sicurezza le strade e fatti i marciapiedi….. bisogna manutenerli, altrimenti sono soldi buttati!!!!

  19. Gentili Signori
    Una soluzione al problema delle radici dei pini marittimi c’è ed è la sola oggi che può risolvere il problema e si chiama Biostrasse http://www.biostrasse.eu Il manto stradale si deforma perchè la radice per dare vita alla pianta ha bisogno di acqua e di aria e l’asfalto che è impermeabile le sottrae gli elementi vitali. Ma se utilizziamo la tecnologia Biostrasse che è drenante e si aggiunge un particolare tessuto non tessuto, la radice non soffre e non ha più bisogno di sollevare l’asfalto per vivere.
    Un cordiale saluto
    Biostrasse Srl

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