Home ATTUALITÀ XV Municipio, Paccione (PD): “Sicurezza, serve cambio di passo del Campidoglio”

XV Municipio, Paccione (PD): “Sicurezza, serve cambio di passo del Campidoglio”

marco-paccione.jpg“I recenti fatti di cronaca ed il montare del malcontento da parte di molti cittadini romani, devono spingere l’amministrazione Capitolina ed il Sindaco verso un cambio di passo sui temi della Sicurezza e del degrado”. Lo dichiara il Capogruppo PD del XV Municipio, Marco Paccione.

“Con l’arrivo della stagione della movida è necessario che si affrontino queste problematiche in maniera complessiva ed organica, non limitandosi a misure come l’ordinanza anti-alcool o a controlli spot, che da sole risultano insufficienti e non affrontano temi cruciali che vanno dalla micro-criminalità all’abusivismo, passando per lo spaccio di droga e per i parcheggiatori abusivi.”

“Le recenti dichiarazioni di Marino – sostiene Paccione – vanno nella giusta direzione e spero si traducano prima possibile in azioni concrete come l’aumento degli uomini e dei mezzi della Polizia Locale nelle ore notturne, presidi fissi anti spaccio ed anti degrado, tavoli periodici sulla sicurezza con i Municipi e la richiesta forte al Governo di un aumento delle unità e dei mezzi delle Forze dell’Ordine presenti in città e l’accelerazione sul Piano Sicurezza del Viminale.”

“Le criticità che emergono in alcune zone della città impongono di ragionare su misure che coinvolgano e ascoltino i cittadini, e che permettano a questi di segnalare in tempo reale fenomeno di criminalità e micro criminalità direttamente da telefonino o tablet oppure – conclude Paccione – valutare un ingente piano telecamere che coinvolga la città e le zone della movida e non lasci da sole le amministrazioni municipali interessate.”

Visita la nostra pagina di Facebook

11 COMMENTI

  1. Ma cosa succede all’improvviso nel XV Municipio?

    Prima il Vice-Presidente Cozza, ora il Capogruppo PD Paccione si accorgono che esiste un problema movida, degrado, sicurezza?

    Ma siamo solamente al 1 luglio, che fretta c’è?

    Abbiamo ancora tempo per pensarci!

    Tranquilli….e poi questa storia del coinvolgimento dei cittadini e dell’ascolto nei loro confronti…ma dove vogliamo arrivare con questi suggerimenti rivoluzionari e turbativi della quiete degli amministratori???!!!…..

    Paolo Salonia

  2. Giusta posizione Paccione, che io condivido.
    Peccato però che S.Vitale abbia immediatamente smentito il Sindaco:
    http://www.romatoday.it/politica/sicurezza-sindaco-marino-contro-questura.html
    Allora ai più maliziosi, e io sono malizioso, potrebbe venire in mente che si tratta solo di uno scontro politico, come avvenuto già per la vicenda “allarme TBC – HIV” tra il Sindaco del PD e il Ministro dell’Interno del NCD.
    Non fateci pagare le vostre rotture interne, per favore.
    G.Mori – FDI ROMA XV

  3. Il problema cui Paccione fa riferimento è più che legittimo e non è solo sul XV° Municipio o della nostra città, è un problema nazionale; le forze dell’ordine fanno quanto è loro possibile ma sono numericamente insufficienti per un solido controllo del territorio che coagula sempre più “extracomunitari di ogni dove” perchè qui sanno che (molto probabilmente) non passeranno neanche una notte in “guardina” commettendo reati per i quali nei loro paesi d’origine “butterebbero via le chiavi”. E’ un problema nazionale ed istituzionale dove ogni semplice cittadino che tiene alla propria terra deve essere in grado di filmare senza dover avere paura di venir denunciato il giorno dopo per questioni di privacy.

  4. Vorrei ricordare ad Alessandro Luccardi che la movida di Ponte Milvio è “animata” da tanti “bravi ragazzi” romani, spesso figli della nostra migliore borghesia.
    Vorrei anche ricordargli che i locali di somministrazione di bevande, anche alcoliche e anche dopo le ore consentite, sono gestiti da persone anche loro solitamente romane, comunque italiane.

    Vorrei, infine, ricordargli che, allo stato delle indagini, il povero ragazzo napoletano è morto in seguito ad un colpo di pistola sparato da un romano.

    Così, tanto per un po’ di chiarezza.

    Paolo Salonia

    Paolo Salonia

  5. alessandro luccardi caro, quelli che fanno il gioco del dare il pugno ai passanti in giro per trastevere sono tutti ragazzini italiani…contare fino a dieci prima di aprire la bocca e dargli fiato????

  6. Credo si stesse parlando di sicurezza ed anche fra ragazzi della “miglior” borghesia romana capita di trovare viziati delinquenti ed assassini (ne ho conosciuti vari esempi in sessant’anni) ..percheggiatori (od altro) a parte. Grazie delle delucidazioni “caro” Paolo, nulla di personale.

  7. @Paolo la mia attenzione per i temi da te citati è continua dall’inizio della consigliatura. Basta guardare, i comunicati di quasi un anno fa, su questa testata, oltre ai documenti da me portati in consiglio. Lo stesso vale. sui temi di Ponte Milvio, per il Vice Presidente Cozza. Ritengo, come ho dichiarato varie volte, che sicurezza e degrado vadano affrontate non con interventi spot fatti il 1 luglio, ma con analisi, confronto ed interventi organici e continuativi a 360 gradi.

    Marco Paccione
    Capogruppo PD Municipio XV

  8. Caro Paccione, i suoi “comunicati di un anno fa” o i “documenti portati in Consiglio” sono e rimangono carta straccia e parole al vento – appunto “spot” come lei stesso li definisce – finchè non vengono concretizzati da azioni concrete…..
    p.s. ci accontentiamo di 180 gradi….non si “allarghi a 360….

  9. @Paccione
    Non metto in dubbio l’attenzione, per carità.
    Ma l’azione dov’è?

    Il Comitato Abitare Ponte Milvio sta portando avanti questa battaglia sul degrado, la sicurezza, la movida nell’area di piazzale Ponte Milvio fin dai tempi della Giunta Giacomini e ancora con questa, dalla quale non si avvertono segnali di cambiamento.
    Nei fatti concreti, non nelle dichiarazioni o nei proclami.

    Tanto per citare un solo caso, l’interrogazione civica dell’8 aprile scorso, rimasta scandalosamente ignorata.

    La nostra proposta è arcinota: processo partecipativo (con TUTTI i soggetti interessati presenti) e approccio sistemico e complessivo a tutte le emergenze.
    Che è qualcosa di diverso dalla convocazione su VCB di un’assemblea “pubblica” sui temi urgenti, il 25 giugno.
    Tra l’altro per comunicare una strategia già da noi bocciata esplicitamente, nella quale il disagio dei cittadini è stato ritenuto “il male minore”.

    Non le pare?

    Paolo Salonia

  10. Paccione vive in Via Gradoli, ma nessuno del Comitato lo ha mai visto né sentito; mai.

    Si deve ritenere che via sia un nesso tra la sua mancata partecipazione al Comitato (e la conseguente mancata sensibilizzazione ai noti problemi di degrado nella via), in una Italietta dove la logica premiale segue percorsi del tutto opposti a quelli dei paesi civili, e il premio della presidenza del gruppo politico cui appartiene …

    Sorprende comunque il risveglio del tutto tardivo.
    Se fosse passato dalle parole ai fatti saremmo stati tutti felici, ma forse è chiedergli troppo per le sue forze.

    Povera italietta.

    Da quassù mi fa tenerezza.

    La mia solidarietà e i miei più sinceri saluti a Paolo e al Comitato di Ponte Milvio

  11. Anche se tardivamente, spot o non spot, fate, agite, su via Gradoli, suonate la sveglia al Campidoglio per quanto di sua competenza. E’ necessario un segnale
    politico chiaro, forte e immediato. Oltre all’irrisolto nodo strutturale dell’abusivismo residenziale in cantine e magazzini, segnalo inquitanti segnali di risveglio di vecchi e nuovi personaggi della via che, profittando dell’assenza dell’Amministrazione, sono tornati in auge e dettano legge per proprio conto o su
    mandato degli antichi capi-bastone: nuove minacce ai membri del Comitato, atti di danneggiamento verso beni dei medesimi, continui e ripetuti atti di vandalismo e manomissione sui sistemi di chiusura della via(sbarra, cancello carraio, cancelletto pedonale). Non possiamo, non dobbiamo, non vogliamo
    aspettare oltre: il credito concesso alla nuova amministrazione (direi già vecchia, anzi nata vecchia) sta per scadere. Se a breve, diciamo entro l’estate, non verranno presi gli opportuni provvedimenti ed emessi gli atti necessari a restituire la legalità e a garantire la sicurezza e la salute pubblica, il Comitato si vedrà costretto (anche per par condicio) a tornare al II° piano dell’edificio C di via Golametto, 12 – 00195 Roma.

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome