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Ancora proteste sulla ciclabile di Ponte Milvio, “una giungla in città”

Percorso obesità: Centro per la cura dell’obesità

pista240a.jpgAncora proteste sulla situazione inaccettabile della pista ciclabile di Ponte Milvio dove oltre a seri problemi di sicurezza per i ciclisti si aggiunge lo stato di abbandono del verde che ha fagocitato la pista. A scendere in campo sono Demetrio Ragudo Rafanan e Francesco Petrucci, il primo portavoce della comunità’ Filippina in bici e il secondo coordinatore dell’associazione “Non Solo XX Onlus”.

“Arriva il giorno di riposo e ti animi di buoni propositi, un bel giro in bicicletta ci vuole propio, arrivi nella pista ciclabile e ti domandi? Sono in mezzo ad una giungla o a Roma? E’ ciò che si presenta alla vista dei ciclisti volenterosi che armati di volontà per una mobilità alternativa o semplicemente per evadere dallo stress della quotidianità” affermano in una nota sostenendo “inaccettabile che si incentivi l’uso dei mezzi alternativi e poi non si pensi alla salvaguardia dei percorsi”.

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“Vedere ogni giorno il sindaco della citta’ che ostenta il suo andare in bici non è di sicuro piacevole ,di certo non vedrà mai lo scempio che i comuni cittadini a due ruote affrontano o meglio trovano nei percorsi della ciclabile specialmente nel tratto pista che porta fino al Ponte della Musica ,come escrementi ,sterpaglia, materiale di risulta mini discariche”.

“Riteniamo – aggiungono – che gli spot di questi giorni circa un intervento di pulizia siano cosa vera , il mezzo a due ruote é piacevole ed economicamente alternativo fa bene alla salute, ma si pensi seriamente ad un sistema di sorveglianza e manutenzione costante. O dovrà essere il popolo delle due ruote a rimboccarsi le maniche?”

“Facciamo dunque appello al Presidente del XV Municipio e dei Municipi d’interesse – concludono Rafanan e Petrucci – affinchè si faccia portavoce a chi siede nello scranno piu’ alto della città, qualcosa di potenzialmente funzionale come la pista ciclabile deve diventare risorsa. No all’abbandono, si alla vivibilità” .

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