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La città dei matti ha compiuto 100 anni. Il suo futuro? Si può fare

centenario240.jpg100 anni e non sentirli. Sulla Trionfale, si è chiusa sabato 31 maggio, al Parco Santa Maria della Pietà, la tre giorni dedicata al centenario dell’omonimo ospedale psichiatrico sorto in quell’area nel 1914 e ribattezzato dai romani la città dei matti.

Una celebrazione ricca di iniziative, strabordante di allegria ma sobria e calibrata allo stesso tempo, tra concerti, proiezioni cinematografiche, spettacoli teatrali itineranti, sedute di yoga, stand gastronomici con prodotti tipici, maratone di lettura ed esposizioni d’artigianato.

E la risposta del pubblico non è stata da meno, con il Parco preso letteralmente d’assalto dagli abitanti del quartiere, ma non solo, che si sono lasciati coinvolgere dalla splendida atmosfera che per tre giorni ha invaso il verde perimetro dell’area.
Un plauso va dunque all’organizzazione e in particolare all’ASL Roma E e al XIV Municipio.

Per chi infatti questa realtà la conosceva già si è trattato di un’occasione per riscoprirla in una veste insolita, mentre per i “novizi” non è stato comunque difficile orientarsi grazie all’info-point posto all’entrata. Per tutti, solo l’imbarazzo della scelta tra le decine di iniziative previste a tutte le ore del giorno, dalla mattina fino a sera inoltrata.
Un omaggio al Parco degno della sua storia e del suo significato.

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La “città dei matti”, costruita su terreni prima incolti e disabitati, si affermò fin da subito come un punto di aggregazione urbano, allorché un intero quartiere gli sorse attorno, con la costruzione di abitazioni popolari per i dipendenti e le loro famiglie, linee tram, bus, treno, attività commerciali e scuole.

Allo stesso tempo, però, questa struttura era un enorme strumento di segregazione e annullamento della persona ai danni di coloro che vi erano internati, a volte per motivi futili e pretestuosi addotti dalle stesse famiglie di origine, che scambiavano per pazzia ogni minimo segno di anomalia tipicamente adolescenziale.

Il Santa Maria della Pietà visse un primo momento celebrativo nel 1963, in occasione del cinquantenario presieduto dall’allora presidente della repubblica Antonio Segni e da alcuni delegati della Santa Sede.

Nel 1999 venne definitivamente chiuso, sulla spinta rivoluzionaria innescata a partire dagli anni settanta dal pensiero e dall’opera di Franco Basaglia per una diversa e moderna concezione della malattia mentale.
Da allora è diventato uno spazio urbano aperto ai cittadini che funge da sede di erogazione di servizi pubblici senza tuttavia esprimere ancora appieno le sue potenzialità come patrimonio da valorizzare e rendere fruibile alla cittadinanza.

La kermesse che si è chiusa ieri ha avuto inizio giovedì 29 presso la Sala Basaglia del padiglione 26, con la cerimonia di apertura seguita dal convegno “Manicomi in Italia: una storia del ‘900”.

A seguire, le altre iniziative in programma, tra le quali alcune molto utili e interessanti come i consigli nutrizionali “personalizzati” elargiti gratuitamente dal personale del Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione della ASL RM E.

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Molto ricca anche la rassegna film a tema in programma al Museo Laboratorio della Mente, tra i quali abbiamo particolarmente apprezzato “Antonio+Silvana=2”, divertentissima commedia d’amore ambientata nei vicoli di Trastevere con protagonisti due disabili psichici e dove l’argomento del disagio mentale viene affrontato in un’ottica originale e per niente incline ai facili luoghi comuni.

Da segnalare anche il coro “JuniOrchestra” dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, che ha intonato alcuni grandi successi pop e rock del passato, da “Michelle” dei Beatles ad “Azzurro” di Celentano.

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Insomma, è stata una festa per tutti i gusti e per tutte le età; la festa della gente, la festa di un quartiere, di un intero quadrante di Roma Nord e della sua storia.

E chi vuole contribuire a far sì che resti sempre tale anche adesso che le celebrazioni per il centenario si sono chiuse si dia da fare per l’utilizzo pubblico, sociale e culturale dell’area: si può fare. Perché vietare il Parco ai cittadini, questo no, questo invece non si può fare.

Valerio Di Marco

riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

 

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