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    L’sms ipocrita che t’invita alla battaglia

    antonio_la_trippa.jpgAdesso che impera il 2.0, anche la propaganda elettorale s’è fatta tecnologica fra sms, cinguettii e “mi piace”. Noi continuiamo a preferire la schietta politica di Antonio La Trippa. Quel “monarchico” di Totò invitava al voto in maniera leale, mancata abitudine moderna di certi politici “esperti di comunicazione”.

    Diventano tutti più buoni, neanche stessimo a Natale, quando l’ipocrisia regna su tutto e si riescono a fare scambi d’auguri con chiunque, pure con chi non si sopporta, tipo la vicina che non t’aspetta mai per prendere l’ascensore insieme o il giornalaio che sospetti dia sempre a te il giornale già sfogliato proprio da lui.

    Ecco, sotto elezioni pare di stare all’inizio di dicembre: c’è il politico che non ti ha mai considerato che manda l’sms scrivendoti di “proseguire insieme la battaglia”; quello che quando vuole – e hai voglia a cercarlo per dirgli che il quartiere ha problemi gravi da risolvere – ti trova sempre e ti riempie la casella di posta elettronica con l’inutile newsletter (infarcita d’orrori d’ortografia, fra le altre cose); quello che ti invita a cliccare il “mi piace” di turno alle pendici della sua foto su Facebook, quella della missione vissuta in Africa con gli zulù e perfino quello che cinguetta su twitter.

    In stile mammaRai pronta con lo spot del “di tutto e di più”, politici e politicanti, il più delle volte nani e ballerine, si ricordano che esisti proprio quando s’avvicina la domenica di passione della tornata elettorale, soldi spesi a vanvera per qualcosa che al popolino magari neanche interessa.

    Uno pontifica in radio, un altro in tv, e c’è pure quello che ti invita a cena, e qui va pure aggiunto che l’abitudine sta riprendendo, con buona pace di ristoratori costretti a far prezzi buoni e a cucinar bene, perché “poi è tutta pubblicità gratuita” quando arrivano sconosciuti alla corte dell’onorevole o aspirante tale; e poi ancora t’accorgi che altri mestieranti della politica riesci a trovarli perfino a qualche agility dog pronti a dimostrare che amano i cani.

    “Ah!”… quanti voti si prende uno che “ama” gli animali da quelli che per un cane evitano pure di far vacanze che hanno paura a lasciarlo solo? E perché? Non v’è mai capitato di osservarli a bordo campo di qualche partita di pallone fra ragazzini – bell’imbusti impomatati che glielo leggi in faccia che frega nulla, a loro, di quei 22 in campo – ovviamente pronti a sentenziare nel puro spirito veltroniano che “sono stati bravi i blu, ma anche i verdi sono stati all’altezza degli avversari”?

    Così si procede fra gente schierata che oggi odia Berlusconi, schifa il Pd “che non è più il comunismo di una volta” e bistratta i grillini “che quelli sono più estremisti di quelli di destra e sinistra”.

    Peccato, potevamo viverla meglio questa pluralità d’intenti tutta italiana, dove per ogni cento elettori c’è sempre un Batman di turno pronto a fregarli.

    Massimiliano Morelli

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