Home ARTE E CULTURA Carlotta Mazzoncini: no agli strafalcioni “piuttosto che” agli errori

Carlotta Mazzoncini: no agli strafalcioni “piuttosto che” agli errori

carlotta120.jpg“Sono incavolata nera!”, racconta scherzosa. Carlotta Mazzoncini, 26 anni, attrice e scrittrice, ce l’ha a morte con chi storpia l’italiano, soprattutto con chi si fa sconti per sentirsi “smart”. Il suo video-sfogo sull’uso errato del “piuttosto che” ha fatto il giro del Web, raggiunto milioni di cliccate, fino a farla volare sul palco della trasmissione “La prova dell’otto” di Caterina Guzzanti. E’ nata e vive a Roma Nord ma che spesso le sta stretta, e così scappa via in bicicletta.

Carlotta è un vero talento comico, ironica, brillante e dalla risata coinvolgente. Appassionata della lingua italiana e del “parlar bene”, fin da quando la nonna con il suo perfetto toscano le correggeva la dizione, si è laureata in Lettere e Filosofia.

È la classica ragazza della porta accanto, viso acqua e sapone, gentile e senza grilli per la testa, ma in TV si trasforma in una stizzita, ed esilarante, professoressa d’italiano… VignaClaraBlog.it è andata a conoscerla.

Da Youtube a MTV

“È nato tutto molto scherzosamente. – ci racconta Carlotta – Mentre ero casa di un’amica, vidi il video di una ragazza che diceva ‘Se avessi soldi andrei a teatro piuttosto che al cinema piuttosto che in un locale…’ Non ci ho visto più, così abbiamo fatto quel video casalingo.”

Un video messo per gioco su Youtube e che ha raggiunto milioni di visualizzazioni, fino a colpire l’attenzione de La Repubblica. “Non ci potevo credere. La mia faccia da spiritata era in prima pagina, e su Facebook avevo circa 180 richieste di amicizia!”

“Poi un giorno mi è arrivato un messaggio su Facebook da Caterina Guzzanti. Credevo fosse uno scherzo…ti pare che contatta proprio me e su Facebook? Pensavo, tanto che ero tentata di risponderle -Sì, e io sono il lupo mangia frutta -. Per fortuna non l’ho fatto! Non solo era proprio lei, ma abbracciava la mia causa e voleva darmi fiducia. È stata un’esperienza importante e ho avuto la fortuna di lavorare con persone meravigliose. A Caterina sono molto grata, perché mi ha preso a scatola chiusa, in fondo potevo anche essere una matta.”

Così, quasi per caso, si è ritrovata in prima serata su MTV a interpretare un ruolo cucito apposta per lei: “Carlotta della Crusca, paladina della lingua Italiana”, una professoressa d’italiano dall’aria bon ton e un po’ isterica che bacchetta chi, soprattutto nel linguaggio parlato, fa errori gravi ma ormai talmente comuni da sembrare accettati e permessi.

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Colpa della televisione?

Secondo Carlotta in parte sì. “Grazie a quest’esperienza ho imparato a comunicare col pubblico, cioè ad evitare parole inusuali, perché la comicità è fatta di un linguaggio sfrondato. Non bisogna però neanche esagerare, infatti uno degli errori che si fa oggi è pensare che una cosa in televisione debba essere semplificata tantissimo”.

“Per esempio – aggiunge – Simona Ventura che in televisione dice ‘ci vediamo settimana prossima!’ è una cosa che mi fa incavolare. Perché poi, di conseguenza, uno pensa – se lo dice lei, vuol dire che si può dire -. Un tempo la televisione era un mezzo attraverso il quale tu riuscivi a imparare tante cose, adesso è un mezzo con il quale tu riesci a disimparare”.

Gli errori insopportabili

Come avrete capito, “settimana prossima” lo odia. Poi c’è il “piuttosto che” usato per elencare una serie di cose, ossia come congiunzione. “Errore che fanno anche persone con ruoli di rilievo nella società. Il mio medico, ad esempio, oggi mi spiegava -questo virus puoi essertelo preso con un bacio, piuttosto che con un bicchiere sporco, piuttosto che mangiando un alimento – Capisci che ti confonde. Giuro, non ci torno più!”

Ma l’elenco degli strafalcioni è lungo. Ci sono gli aggettivi imbarazzanti come “il tappeto simpatico”, l’abuso dei connettivi fraseologici come “fondamentalmente, cioè, oddio, forse”, tipicamente romani, o di “assolutamente” usato come l’inglese “Absolutely!”.

Senza dimenticare “Sono a studio”. “Ma che vuol dire sono a studio? – s’infervora Carlotta – Perché voler eliminare una particella così piccola? Se tu dovessi dire precipitevolissimevolmente per ogni cosa, ti concederei di dire precipitevol. Ma per gli articoli non ha senso. È pigrizia. È un modo di fare, un vezzo linguistico, perché pensano di risultare “smart” se levano un pezzo di frase, di stare a passo coi tempi. Ma per piacere!”

E il congiuntivo? chiediamo noi. “Quella è una battaglia persa in partenza, sarebbe più semplice inventare una nuova lingua”.

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Sognando Roma in bicicletta

Vive da sempre a Roma Nord, ma da qualche anno la sente stretta: “Ci sono tanti locali, ma nessun posto che dia spazio alla cultura. E poi, mi dispiace dirlo, ma sembra un piccolo paese, si è persa la curiosità o la voglia di andare al vedere cosa c’è al di là.”

Carlotta ama girare in bicicletta, partecipa alle iniziative della Critical Mass e vorrebbe delle piste ciclabili perfettamente organizzate come quelle dei paesi del Nord.

“Un’esperienza che consiglio è Berlino-Copenaghen in bicicletta. So che sarebbe difficile, ma mi piacerebbe poter girare per Roma senza il rischio di essere ammazzata. Qui la gente odia chi va in bicicletta, ti guardano in cagnesco, come se stessi intralciando il loro percorso per fare qualcosa di fricchettone.”

Sul futuro non si sbottona molto “Scrivo e riscrivo, ma non posso anticipare nulla. Sicuramente vorrei continuare a fare la comica!”. Noi ci auguriamo di vederla nuovamente e al più presto sul piccolo schermo.

Giulia Vincenzi

riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

 

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