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L’inviolatella nuovamente violentata

violentata.jpgSono passati appena tre mesi dall’ultima passeggiata organizzata dai Comitati Cittadini all’interno dell’Inviolatella Borghese. Era il 20 ottobre del 2013 è l’area verde si presentava in splendida forma. Niente a che vedere con quello che abbiamo constatato in questi giorni. Ancora una nuova violenza a danno della natura.

L’area compresa tra la via Cassia Nuova e i terreni del Centro per la Ricerca e Sperimentazione in Agricoltura sembra ora una discarica. Sporcizia, rifiuti e un senso generale di abbandono contraddistinguono l’intera zona che da almeno 12 anni i Comitati chiedono venga messa a disposizione della collettività.

Siamo all’interno di quella grande area, circa 30 ettari, a sinistra di Via dell’Inviolatella Borghese, una strada consortile su cui si avventurano solo in pochi.

Tutto il terrapieno al di sotto della Cassia Nuova è ricolmo di rifiuti grazie anche ad una rete sfondata mai rimessa in ordine; sulla Cassia, ogni 20-30 metri, è stato creato un sentiero dal quale si sversano rifiuti di ogni genere che poi scivolano lungo la scarpata o restano impigliati tra i rovi.

Uno spettacolo tristissimo dal momento che ci troviamo all’interno di un eccezionale territorio salvato con estrema fatica e sacrifici dalle grinfie di palazzinari senza scrupoli.
Oltre ai rifiuti abbiamo trovato anche materassi, vecchi divani e le carcasse di frigoriferi e congelatori.

Percorrendo il sentiero che attraversa la piana, nel piccolo manufatto di cemento privo di porta, abbiamo individuato un pozzo aperto; profondo almeno dieci metri, ripieno di acqua, e privo di ogni copertura.

Una situazione di obiettivo pericolo che abbiamo già segnalato sia al Comando della Polizia Locale di Via Caprilli che al Pronto Intervento dell’ACEA (all’interno dell’area verde insiste una grossa struttura di proprietà dell’azienda).

Nella piana superiore abbiamo notato alberi spezzati o piegati dal vento che nessuno si prende la briga di raddrizzare.

Per finire abbiamo anche individuato la presenza di numerose baracche all’interno di un valloncello nei pressi del vivaio Horti di Veio; la presenza di senza tetto non ci ha affatto meravigliati dal momento che quello stesso luogo in passato è stato occupato più volte da sbandati o gruppi di nomadi.
Più li sfratti e più tornano; l’area è stata numerose volte pulita e bonificata ma oggi è tornata ad essere una discarica a cielo aperto.

Lo sconcio di questo territorio, tra gli ultimi lembi di campagna romana all’interno del GRA, ci è sembrato l’ennesimo affronto ai cittadini che da un decennio aspettano che l’area venga ufficialmente aperta.
E la grande quantità di detriti e rifiuti rischia di cancellare con un colpo di spugna l’opera di pulizia compiuta dall’Ente Parco di Veio che attraverso una lunga e faticosa bonifica ha ripulito costantemente l’area.

Non bisogna neppure dimenticare che questi numerosi interventi di pulizia e l’installazione di un impianto con telecamera di sorveglianza sono stati pagati con i soldi dei contribuenti. Soldi che, qualora il parco fosse stato aperto anni fa, potevano essere utilizzati per migliorarne la fruibilità.

La gravissima situazione che abbiamo riscontrato richiede l’adozione di misure urgenti non più dilazionabili; chi ha l’onere di governare il territorio deve recuperare le necessarie risorse per fermare questo scempio che si protrae oramai da anni, da tanti, troppi anni.

Francesco Gargaglia

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4 COMMENTI

  1. Il Comitato RH ha provveduto a segnalare ai vertici dell’Ente Parco di Veio e al Servizio di Vigilanza la situazione che si è venuta a creare all’interno dell’Inviolatella nella speranza di un qualche intervento che possa riportare l’area ad uno stato di normalità e prima che sia troppo tardi. La grave situazione di degrado segnalata è inoltre una ulteriore ragione per destinare il manufatto sequestrato alla mafia e che si trova su Via dell’invilatella B. all’Ente affinchè ne faccia una stazione per i guardiaparco. In ogni caso il Comitato continuerà a vigilare e segnalare a chi governa il territorio e alla Stampa qualsiasi situazione di illegalità.
    Comitato Robin Hood.

  2. ma sono anni che hanno fatto i lavori oramai perchè il parco è chiuso? non avevano stanziato milioni per fare i lavori? ci sono le panche perche non hanno piu fatto l’ingresso da via fabbroni? a chi si può scrivere?

  3. hanno installato quel bellissimo “percorso fitness” prima ancora di sapere se avrebbero mai potuto aprire il parco, gli unici che usufruiscono dei tavoli da pic-nic e della panchine sono gli “sbandoni” e i senza fissa dimora….per noi contribuenti rimane off-limits. Non ci interessano le scuse sulle competenze e le questione burocratiche, lo avete sistemato con i nostri soldi adesso vogliamo usarlo!

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