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Salvatore e la sua villetta al Fleming

salvatore120.jpgSalvatore ha un’età indefinibile, un passato misterioso che fonde verità e finzione con sagaci arrovellamenti storici e sociali, vive a Via Gosio, ai piedi di Collina Fleming, ed è uno dei pochi barboni di zona che non solo non dà fastidio, ma anche che viene aiutato dall’intero vicinato. Tanto da potersi permettere una specie di “villetta” dietro al McDonald di Corso Francia, uno strano ammasso di cartoni, materassi e sedie come a costruire un fortino.

Salvatore, sempre ammesso che questo sia il suo nome, è mezzo russo e mezzo pellerossa, ma anche di discendenza cinese e Tudor. Parenti “sabaudi” (e tiene a specificarlo, non Torinesi) ma è nato in Africa dalla parte ebraica.

Cita Marchionne e le lotte dell’IRA di Belfast, Stalin e il Papa. Parla della storia d’Italia come se fosse una leggenda e confonde spesso la geografia.

Ma è lucido, e dietro quella barba da millenario saggio ha una faccia sporca solo del lerciume che ha accumulato: sotto è candido.

La notizia, se la vogliamo cercare, è che esattamente nello spazio che intercorre tra l’inversione di marcia su Corso Francia e Via Gosio sorge un vero e proprio “appartamentino” a cielo aperto. C’è una dispensa, dei libri, un letto coperto da cartoni e teloni.

Decisi come eravamo a fare un articolo su questa situazione, che potrebbe essere scambiata, ma non lo è, con una manifestazione del degrado urbano, Salvatore rappresenta invece un unico caso (e piuttosto curioso) di “quartiere che vai, barbone che trovi”: si vedono buste di Harrods (il famoso negozio Londinese), succhi di marca e persino una sedia di design.

Sintomatico di un quartiere benestante la cui cosa che vale di meno è un ricordo di un viaggio nel Regno Unito o una sedia di alto arredamento che verrà rimpiazzata. “Almeno è comoda” scherza Salvatore.

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Salvatore saluta tutti, e tutti contraccambiano: dai ragazzini con la sciarpa della Roma ad una signora che gli regala un sacchetto di arance. Due signori a passeggio gli lasciano una busta di kiwi. Altri un caffè, anzi due, visto che oggi ha ospiti (noi di VCB).

Salvatore ha la parlantina veloce, sembra lucido quando confonde città e date e forse “ci marcia” anche un po’ sopra. Russo-mussulmano, poi un padre con un gemello giapponese, di nazionalità Israeliana ovviamente.

Secondo una lunga e sconclusionata chiacchierata, Salvatore nasce da qualche parte nel mondo da una famiglia complicatissima e viene naturalizzato italiano a Catania.

Da bambino si trasferisce con una parte della famiglia a Torino dove finisce le scuole e trova un impiego alla Fiat. Viene licenziato, torna quindi in Sicilia e diventa autotrasportatore ma lì la sua vita cambia: si rende conto che il padrone della sua cooperativa guadagna illecitamente.

E lui non ci sta. Stanco di vedere come furbetti abili e non riescono a farsi rimborsare le spese, decide di non voler più sentire parlare di tasse, Stato, documenti e qualsiasi altra cosa. Parte, all’avventura, grazie ad un amico suo tedesco che abitava a Roma.

E qui inizia la sua avventura sulla strada.
Quando dice “Prima stavo ai Parioli…ma lì non stavo bene“, portandosi una mano alla lunga barba, sembra proprio una persona “normale” che decide di cambiare quartiere (tralasciando il motivo per cui non stava bene ai Parioli: “per via delle Torri Gemelle appena cadute“).

Si fa dare una residenza alla Caritas, che critica ferocemente in atteggiamenti apostolari e organizzazione, e riceve a volte anche aiuti da parte dei volontari di S.Egidio con cui scambia i suoi bizzarri racconti.

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Ha tutto, senza elettricità: mangia regolarmente, dorme asciutto e al caldo, quasi suscita invidia. Legge, discute (a modo suo) degli avvenimenti di politica interna con chi ha voglia di parlare. Ci confessa che lavorando in fabbrica si era ammalato di un male brutto e che iniziando a vivere così, sia guarito.

Forse essere un senzatetto non è così orrendo, forse è una scelta anche etica.
Dice che campo sulle spalle degli altri, e faccio bene, guarda qua quanta roba la gente butta o spende pur di farsi una risata!” chiosa beffardo.

Gli domandiamo come si rapporta alle sempre più numerose aggressioni da parte di estremisti ai senzatetto e ci risponde sagace: “bene, tutto apposto, li ignoro. Se loro mi provocano faccio il saluto romano e sono così scemi da credere che un barbone stia dalla loro parte!

Lo salutiamo e gli auguriamo buona fortuna, che a gente come lui a quanto pare non manca perchè se l’è scelta tra le pieghe della società, come quelle fenditure misteriose di un divano dove cascano le monetine e chissà se le rivedrai più.

David Colangeli

© riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

 

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5 COMMENTI

  1. secondo me dovrebbe stare in qualche centro ben accudito e non li, diciamo la verità non fa di certo piacere a nessuno ed causa di sporcizia e degrado senza raccontarci favole

  2. Ho conosciuto Salvatore qualche Natale fà,quando dimorava tra i binari della stazione di Vigna Clara a via Tuscia. Aveva piu bisogno di parlare che del panettone che gli avevo portato. Mi sembrò da subito un tipo molto schivo; gli parlai del mondo esterno e fu particolarmente colpito della morte di Gianni Agnelli. Fu la chiave per entrare nel suo mondo!!!
    Salvatore non mollareeeeee

  3. Sono qui con una signora di Via Gosio, l’ennesima persona che viene a segnalare questo problema. Ormai ho una lista interminabile di persone che sono venute da noi.
    Dopo la prima “villetta”, come simpaticamente l’autore dell’articolo volle definirla, ormai si è creato un vero e proprio insediamento di persone.
    Mi si riferisce che un gruppo di persone vivono nella parta alta, all’altezza dello svincolo.
    Come prevedevo, ed avevo lealmente segnalato a voi, in forma privata, queste forme comunicative e informative di occupazioni tollerate di aree pubbliche e di degrado creano un fenomeno di emulazione in quanto passa il messaggio che queste situazioni non sono solo tollerate, ma anche alimentate.
    Per questa ragione, alla luce di quanto detto, con l’ausilio dei cittadini, effettueremo un esposto ai VV.UU. e per conoscenza al N.A.E. al fine di rimuovere questi insediamenti e il degrado e ripristinare la legalità e la sicurezza pubblica.

    G.Mori
    Sportello del Cittadino in XV Municipio

  4. Mi dispiace per Salvatore ma è inaccetabile che la zona si trasformi in una favela. Le persone in difficoltà vanno aiutate, ma non possiamo permettere simili situazioni.

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