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Via Cassia Antica, basta un secchio di vernice

secchio.JPGIl grave incidente avvenuto nella sera di lunedì 13 gennaio in via Cassia Antica angolo via Cortina d’Ampezzo riporta prepotentemente alla ribalta la necessità di disciplinare quell’incrocio da troppo tempo dimenticato. Alla confluenza tra le due strade esiste un concreto problema di viabilità e sicurezza. In tanti, in troppi si sono espressi sul tema ma ancora nessuno ci ha messo mano. Eppure gli incidenti, lievi o gravi, sono all’ordine del giorno.

Dopo l’apertura della galleria Giovanni XXIII, avvenuta ormai ben nove anni fa, e dopo lo sviluppo dell’area commerciale e della riapertura di via Cassia Antica al doppio senso di marcia, è improcrastinabile pianificare una soluzione definitiva ed intelligente.

Si è parlato spesso di una rotatoria. Si dice che non c’è lo spazio per farla oppure che non ci sono i fondi per realizzarla. Ma non è questa l’unica soluzione e in attesa che si trovi quella giusta un’altra ce n’è, di immediata realizzazione: invertire gli stop.

Siamo consapevoli che solo all’idea si ribelleranno i nostri lettori di via Cortina D’Ampezzo ma è innegabile il fatto che via Cassia Antica, strada definita di “grande viabilità” dal Comune (tant’è che la manutenzione e la disciplina è a carico del Campidoglio e non del XV Municipio) non può e non deve cedere il passo ad una strada che da anni, dopo l’apertura della Galleria, è diventata una strada da traffico locale.

Non è detto che questo stop sia stata la causa del grave incidente di ieri sera, ma ciò non toglie che lo stesso sia possibile fonte di altri incidenti, come già ce ne sono stati nel passato recente.

Gli scettici provino a scendere da via Cassia Nuova in direzione Piazza Giochi Delfici e provino a rispettare lo stop. Impossibile vedere chi viene dalla propria destra e mentre lo fai, girando la testa, impossibile vedere chi ti viene di fronte. Tenti di impegnarlo e il rischio di incidente è serio.

Questo stop, che una volta serviva ad agevolare l’uscita da via Cortina d’Ampezzo quando era l’unico collegamento fra la zona del Trionfale e Pineta Sacchetti con la parte bassa di Roma Nord, vocazione terminata con l’apertura della Galleria Giovanni XXIII, va invertito. Subito. In modo meno improvvisato e più strutturato di come quando ci si provò, con  esiti infelici, il 16 dicembre 2011 (leggi qui) ma comunque subito.

Se ne faccia carico un consigliere o un gruppo politico del XV Municipio, se ne faccia carico la commissione mobilità, se ne faccia carico l’assessore al traffico e mobilità. Basta la volontà politica, un atto del Consiglio o della Giunta, una successiva determinazione dirigenziale del Dipartimento capitolino e un secchio di vernice.
Prima che ci scappi il morto.

Claudio Cafasso

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26 COMMENTI

  1. Che qualcuno se ne faccia carico veramente!!!! Basta un po di vernice…lo stop per tutti o il il piccolo triangolo all inizio di via cortina si puo allargare e trasformare in una piccola rotatoria!!! Si faccia qualcosa ma non questo che c ‘e ora!!!!

  2. La soluzione “rotatoria” non solo è praticabile ma esiste (da anni) un progetto dettagliatissimo e esaustivo anche degli aspetti patrimoniali ed urbanistici.
    Il problema dello Stop (che, anche a mio parere, sarebbe più logico installarlo su Via Cortina) deriva dal fatto che: se c’è un obbligo di precedenza (STOP) per chi da Via Cortina si dirige verso Piazza Giochi Delfici, ce ne dovrebbe essere uno speculare per chi da Piazza Giochi deve imboccare Via Cortina.
    Ma siccome la carreggiata in quel punto è stretta, si creerebbe una fila composta sia di auto che devono dirigersi verso Via Cortina (che a quel punto si dovrebbero fermare allo STOP) che di quelle che devono proseguire verso la Cassia.
    E’ già stata fatta una sperimentazione ma non funziona.
    Per mettere in sicurezza l’incrocio, oltre alla rotatoria, l’unico strumento è un semaforo, con tutti gli effetti sulla viabilità che comporta..

  3. Passo due volte al giorno in quel punto da tanti anni ma non ricordo proprio la sperimentazione signor Perina. Concordo con le cose che lei dice tranne una, quando dice che in quel punto la strada è stretta e quindi mettendo uno stop si creerebbe una fila unica di chi deve girare a sinistra per salire su via Cortina e di chi deve andare dritto. Guardi che lo spazio c’è e come, in quel punto la strada si allarga un po’ e già oggi non si crea nessuna fila. Il problema caso mai è all’uscita dal CTS con tutti gli indisciplinati che devono per forza tagliare il traffico quando non è possibile farlo. Per me va bene pure il semaforo basta che si faccia qualcosa.

  4. Fatto sta che di incidenti continuano ad essercene troppi ogni anno… Sono convinto che la rotatoria potrebbe non essere troppo piccola con giusti e moderati espropri e l’abbattimento di pochissimi alberi sul perimetro dell’incroio si potrebbe creare una circolazione molto più sicura ed adeguata alla situazione costringendo TUTTI a moderare la velocità senza doversi necessariamente fermare ad un semaforo “disturbatore”… Di spazio inutilizzato, in quel punto, ce n’è molto di più di quanto se ne possa vedere ad occhio nudo o …”svogliato”. Rivolgendomi al nuovo Presidente del XV° Municipio Sig. Daniele Torquati che dalla sua elezione ha dimostrato di voler fare e saper fare moltissime cose, faccio presente che non si tratterebbe di espropriazioni ed abbattimenti di edifici come quelle eseguite dal fascismo ai fori imperiali ma molto, molto di meno, salvaguardando l’importante sicurezza stradale prima che, come giustamente ha scritto il Sig. Claudio Cafasso, ci scappi il morto.

  5. La soluzione non può essere l’inversione degli STOP. Ha ragione Marco, bisognerebbe allora poi metterne uno anche di fronte… Certo, uns emaforo risolverebbe tutto, ma con che conseguenze x il traffico?!

  6. Le soluzioni, anche d’emergenza, prospettate mi sembrano ragionevoli e sarebbe davvero auspicabile la realizzazione della rotatoria che, però, temo non abbia spazi sufficienti per i raggi di curvatura necessari ad un traffico scorrevole.

  7. una della mie segnalazioni risale a ottore 2013……ma nessuno si è sognato d i controllare
    speravo nella nuova dirigenza politica, ma a quanto pare copiano esattamente quello che facevano i precedenti eletti! Territrio viabilità zero!!!!

  8. @ Daniela: la sperimentazione di cui sopra è durata circa 10 giorni (ci sono ancora tracce della vernice dello Stop in fondo a Via Cortina che la Polizia Municipale, dopo averne valutato gli effetti, ha “rimosso” ripristinando lo stop attuale.)
    Consideri che nello spazio della carreggiata che si dovrebbe “dividere” all’altezza di Sgaravatti ci passano anche il 446 (che, quindi, si dovrebbe fermare allo Stop) e il 222 e 224 che, invece, proseguono sulla Cassia….mi sembra una soluzione poco efficace.
    Il problema entrata/uscita dal CTS andrebbe “disciplinato” con il divieto, in uscita dal Supermercato, di attraversamento perpendicolare della Cassia (e quindi di obbligo di svolta a destra), utilizzando l’altro ingresso che è appena più agevole.
    Rotatoria: oltre al taglio di 3 platani – soluzione dolorosa ma giustificabile – non si dovrebbe “espropriare” nulla ma, come da contatti intercorsi tempo addietro, si tratterebbe di “cessioni bonarie” di piccole porzioni di suolo da parte di Sgaravatti e Acqua Marcia che si erano rese disponibili.
    Marco Perina
    p.s. @ Cassandro ecc.le “espropriazioni” e “abbattimenti” di 80 anni fa, anche se a suo parere discutibili, sono l’ultimo esempio di sviluppo Urbanistico che Roma ha vissuto prima dell’avvento del sistema selvaggio dei “palazzinari”. Fori Imperiali, Foro Italico, edilizia popolare “a misura d’uomo” come la Garbatella o Donna Olimpia, l’ EUR, opere pubbliche come la Farnesina o la Città Universitaria, sono, opinabili esteticamente, ma indiscutibilmente un segno – forse l’ultimo – di uno sviluppo armonico e moderno della Città.

  9. Gentile Pippo, il ragazzo di 21 anni vittima dell’incidente è stato ricoverato in codice rosso e ora si trova in prognosi riservata ma non sarebbe in pericolo di vita grazie all’immediato intervento di alcuni cittadini che nel prestare le prime cure avrebbero impedito una grave emorragia usando un laccio emostatico. Così ci comunica l’Ufficio Stampa del Comando della Polizia di Roma Capitale al quale abbiamo chiesto informazioni.
    Auguri a lui e buona giornata a lei e agli altri lettori.
    La Redazione

  10. Sig. Perina l’edilizia del ventennio fu bella e rivoluzionaria; basterebbe leggere “Fascismo di pietra” di Emilio Gentile per rendersene conto (altro che esteticamente opinabile). L’edilizia popolare di allora ancora oggi suscita meraviglia per aver creato case e complessi fatti per “viverci”. Niente a che vedere con i palazzoni in stile sovietico come “il chilometro lanciato” di Corviale nato da farneticanti concetti ispirati a Le Corbusier! Quanto ai famosi “sventramenti” furono assai meno di quello che si racconta e si trattava in genere di catapecchie; alla fine dell’800 a Parigi furono abbattute decine di migliaia di vecchie abitazioni per realizzare il sistema fognario, provvedimento che scongiurò le epidemie di colera. Ma per tornare alla questione dell’incrocio sulla Cassia le faccio presente che già esiste il divieto, per chi esce dal centro commerciale, di tagliare la Via Cassia ed è rappresentato dalla RIGA CONTINUA (sempre che gli automobilisti ne conoscano il significato….). In tutti i commenti che ho letto non c’è neppure un accenno, al solito, al fatto di rispettare il CdS, che dovrebbe essere la cosa più importante per avere sicurezza. Auguri al ragazzo vittima dell’incidente.

  11. @ Strix: l’ “esteticamente opinabile” aveva solo il significato di “..può piacere o meno…” (e il Razionalismo in architettura a me piace….) Condivido appieno la Sua analisi.
    Ha ragione per quanto riguarda il rispetto del CdS ma, purtroppo, …..siamo a Roma e finché non si affrontano i problemi in modo radicale (tipo cordolo, spartitraffico, presenza dei vigili ecc..) le cattive abitudini e la mancanza di senso civico, sono difficili da “estirpare”…
    Mi associo agli auguri al ragazzo.
    Marco Perina

  12. Io credo che una soluzione – anche se non definitiva e risolutoria – potrebbe essere intanto CHIUDERE l’attuale accesso al CTS e imporre di usare l’altro, quello piú a monte, dove c’é anche l’ingresso del Tuodì

  13. Anche se leggo questo post solo ora vorrei dire la mia.
    In riferimento a quanto sostenuto dal Signor Cafasso sull’agevolazione all’uscita di Via Cortina d’Ampezzo, non sono affatto d’accordo.
    Via Cortina, proprio con l’apertura della Galleria Giovanni XXIII è diventata una sorta di ‘tangenziale’ fra l’uscita della galleria e Via Cassia, tanto che in diverse ore del giorno ci sono rallentamenti e code. Io la percorro quotidianamente e molto spesso mi trovo in coda. Non si tratta di strada con traffico locale. E’ un dato di fatto che il traffico di questa stretta strada dopo l’apertura è SICURAMENTE aumentato.
    Detto questo concordo con il fatto che dovrebbe essere VIETATO E FATTO RISPETTARE (magari con videocamere) l’attraversamento della Cassia per entrare/uscire CTS a coloro che provengono o vanno a Via Cortina e che a mio avviso è il problema più grosso della viabilità di quell’incrocio.
    Buona giornata.

  14. Da oltre 20 anni uso via Cortina 2 volte al giorno: alle 8 salgo dalla Cassia e alle 19.30 scendo e tutti questi rallentamenti e code cara Orietta a parte qualche caso sporadico non ne vedo mai da quando è stata aperta la galleria. Prima era un inferno ma ora non più. Come si fa a dire che e è diventata una tangenziale, mi sembra proprio un’esagerazione. Invece è verissimo che quello stop è pericoloso ! Quando mi trovo in direzione per salire e quindi posso andare dritta senza fermarmi io li vedo quei poveracci di fronte a me che si sguerciano per guardare a destra e non vedono niente anche per colpa dell’albero e non sanno se passare o no e nel momento che partono si trovano davanti a loro all’improvviso una macchina. Da utente di via Cortina dico che è giusto invertire lo stop. Sono i residenti a pensarla al contrario, o sbaglio ?

  15. io sono residente e sono d’accordo, anche se non credo sia risolutivo. Per altro lo stop in fondo a via Cortina in anni antecedenti c’è sempre stato.

  16. Concordo, lo stop alla base di via Cortina c’era ed anche in senso contrario, a salire chi veniva sulla Cassia da piazza Giuochi Delfici doveva dare la precedenza a chi scendeva verso piazza, parlo degli anni in cui la Cassia era a doppio senso la Galleria Giovanni XXIII non esisteva ed il traffico era fortissimo. Era comunque più sicuro di adesso! Scendendo dalla Cassia c’è un albero sulla destra che impedisce di vedere chi arriva, è veramente pericoloso!!

  17. Li’ ci vuole un semaforo, per la rotatoria non so se possa esser fattibile dato l’esiguo spazio…piuttosto su Corso di Francia all’altezza dell’incrocio con via di Vigna Stelluti, sarebbe necessaria

  18. bè allora pure un deterrente di qualche tipo per chi viene da via V.Pareto e gira impropriamente verso piazza Giochi Delfici.

  19. Negli anni 90 lo stop era invertito rispetto alla situazione attuale e la cosa funzionava decisamente meglio, dopotutto è evidente che chi viene da via cortina VEDE le macchine sotto e può fermarsi, mentre per chi viene da via Cassia ciò è molto più complicato.

  20. (una settimana fa ho rischiato un incidente in quanto, dopo essermi fermato allo stop senza vedere nessuno sono partito ed è spuntata da via cortina una smart a velocità sostenuta che si è fatta largo a colpi di clacson..se non era per il clacson per me quell’auto non esisteva)

  21. GRAVE INCIDENTE DAVANTI AL “CTS” – 13 GENNAIO 2014

    Mi chiamo Roberto MASTRONARDI e sono il papà di GUGLIELMO Mastronardi, il motociclista investito il 13 gennaio u.s. alle ore 18.10 in viale Cortina d’Ampezzo all’altezza del supermercato “CTS”.

    Abbiamo ottenuto una copia del verbale dell’incidente redatto dai vigili urbani del 15° gruppo Cassia e, verificato che dei molti testimoni presenti al fatto solamente in due hanno reso formale dichiarazione, come ho già chiesto con volantino affisso in loco l’indomani del sinistro, prego chiunque abbia assistito all’incidente di contattarmi al numero di cellulare 3319899532 e/o all’indirizzo di posta elettronica r.mastron@virgilio.it.

  22. Egregio Signor Mastronardi, mi chiamo Fabrizio Mozzillo. Leggo solo oggi la sua richiesta di notizie in merito all’incidente stradale occorso a suo figlio. Mi auguro che il ragazzo stia bene. Mi ricordo di aver assistito al sinistro e sono disponibile a fornirLe le informazioni in mio possesso. Può contattarmi al seguente numero di cellulare: 3409850611. Buona giornata

  23. quanti commenti CIVILI di cittadini che invece di recriminare formulano proposte per cercare di risolvere un problema! Non sempre su questo blog ho trovato questo tipo di partecipazione,forse stiamo migliorando!

    Concordo che quell’incrocio è pericolosissimo, ma davvero credo che il problema vada risolto con l’area del centro commerciale. Io non lo frequento, anche se mi farebbe comodo, proprio per la pericolosità di quel tratto, e come me altre persone che conosco. Quindi è interesse anche del centro trovare una soluzione offrendo proposte o spazi per migliorare l’accesso e la viabilità.

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