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Lettori – Valle Muricana, ridateci quel piccolo giardino

via-saronno.jpg“Abito in zona Valle Muricana. Da pochi anni è stato realizzato un piccolo giardino pubblico in via Valle Muricana 179 angolo via Saronno. Ma ora il piccolo spazio verde versa in stato di abbandono e di degrado, è pieno di rifiuti di ogni genere. Lo stesso dicasi per i marciapiedi in prossimità del giardinetto.” Così ci scrive un nostro lettore con l’obiettivo di mettere in luce questa situazione di degrado in una periferia romana di per sé già abbandonata.

“Questo spazio che potrebbe essere utilizzato da bambini e anziani è alla mercé di vandali che oltre a deturparlo hanno anche rubato la fontanella e i cestini per i rifiuti” aggiunge il nostro lettore spiegando che “l’unico cestino rimasto è pieno di immondizia che nessuno provvede a rimuovere sebbene gli operatori dell’AMA passino regolarmente a svuotare i cassonetti che si trovano nelle immediate vicinanze”.

“Mi auguro vivamente che le istituzioni provvedano a rimuovere tutta questa immondizia e a ridarci il nostro piccolo giardino” conclude speranzoso.

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17 COMMENTI

  1. SEMPLICE chi usa er giardino o deve mantene pulito , siccome li nun c’e’ mai nessuno , i vecchietti se so creati n posto vicino a recinzione proprio li ndo stanno li secchioni fregandosene de quer giardino bellino , poi ricordo a quelli de via SARONNO ca strada loro e’ chiusa (privata ) er giardino e’ a uso e consumo loro ve fa male a schiena a puli ogni tanto , a mia nun e’ na presa n’giro e’ n’affermazione fattibile se dice cosi no, forse dato che e’ piccoletto facevi prima a pulillo piuttosto che scrive , a prossima vorta to pulisco IO .
    Er paradosso che qui er costruttore Romano c’ha messo quattro panchine e c’e n’quartiere co 11.000 persone che stanno aspetta a prima panchina da sti ………………………………….mettetece voi l’aggettivo che piu’ ve piace .

    Ma nun sara’ che semo diventati troppo comodi , me dicono che n’america davanti casa loro ognuno deve puli senza chiede gnete a pubblica amministrazione , anzi si nun pulisci te sanziona pure .

    Consiglio RIMBOCCATEVE le maniche.

  2. Confermo che la situazione è quella e che già diverse segnalazioni sono state fatte dal sottoscritto sia alla Polizia Municipale che direttamente al presidente del Municipio XV, l’ultima proprio stamani ad una pattuglia che era in zona. Per ora l’unico intervento che ricordo è stato effettuato tramite il nucleo dei PICS (Polizia Municipale) tempo fa.
    Probabilmente il tutto deriva da in rimpallo di responsabilità tra la pubblica amministrazione che non ha in carico l’area ed il costruttore che si è defilato o per qualche contenzioso non ha terminato l’iter previsto. Se come è probabile quell’area e quelle opere sono state realizzate a scorporo degli oneri di urbanizzazione o a completamento degli standard urbanistici siamo di fronte a uno dei tanti casi di sperpero di denaro pubblico e di disprezzo del bene comune che invece di esser valorizzato viene reso inutilizzabile per lo scopo per cui è stato creato sottraendo risorse di tutti noi. Mi auguro davvero che questa nuova amministrazione che ha dato prova di molta buona volontà riesca a risolvere anche questo problema.

  3. Il problema che avevamo iniziato ad affrontare nella passata consiliatura è curioso e allo stesso tempo imbarazzante. L’amministrazione non garantisce la manutenzione di questo piccolo giardino perchè non iscritto al catasto del verde. Di fatto il giardino nasce su un’area che nel prg è identificata come città da ristrutturare (colore rosa). Parliamo di tessuti periferici dove è possibile completare il tessuto edilizio esistente e doveroso realizzare i servizi ai cittadini. Non è verde!
    Se si procede come dicono gli uffici – ottusamente – con una variante non se ne esce più, parliamo di una rigidità legata ad un modo di operare che andava bene quando era vigente il piano regolatore antecedente a quello del 2008 basato per intero su rigide su zonizzazioni. Sarebbe – oggi – più utile affermare il principio che si iscrivono a manutenzione (quindi nel catasto del verde) tutte i giardini e spiegare ai tecnici dell’assessorato comunale all’ambiente che si devono dare una svegliata!

    M. TOLLI

  4. Bene, ora sarebbe giusto portare a compimento ed ad una normale gestione l’area così finalmente si potrà utilizzare anche reinstallando la fontanella che pare sia stata tolta per evitare che arrivino all’adiacente condominio le bollette per il consumo dell’acqua!!!! Certo i tecnici avranno le loro responsabilità ma anche chi è stato eletto per rappresentarci deve metterci del suo, oramai sono diversi anni che la situazione si trascina in questo modo.

  5. e bravo il nostro Tolli che subito ci da una spiegazione tecnico-burocratica su la causa di tale scempio,dimenticando però di citare l’autore di tale piano regolatore che non imponendo nulla ai costruttori ha creato queste situazioni.Riguardo al giardino sono pienamente d’accordo con il Garzone sarebbe ora di far nostro il motto che dice “non guardiamo cio che possono fare gli altri per noi ma ciò che possiamo fare noi per loro” questo faciliterebbe la convivenza e risolverebbe parecchi pratici problemi.Per quel che riguarda gli uffici competenti se non si sveglia l’assessore a tutti i livelli possono continuare a dormire tranquilli.

  6. Caro rocco, il mio intento è quello di mettere a disposizione alcune conoscenze con il fine di aiutare chi oggi è chiamato a svolgere funzioni di governo. Indagare sulle cause e orientare gli uffici alla soluzione è una pratica che la politica e molti comitati, troppo impegnati a urlare e confondere, stanno dimenticando. Il punto è che si studia sempre meno. Nel caso specifico il piano non c’entra e sbagli a buttarla in caciara. Il problema sta al dipartimento ambiente e lì, su iniziativa del municipio, va costruita la soluzione.
    Poi ognuno decide in che modo dare il suo contributo.

    Buone cose

    M. Tolli

  7. Mi trovo d’accordo con Marco Tolli (a dimostrazione che le cose giuste non hanno colore).
    Nella passata legislatura mi sono scontrato, come Marco sa, con la burocrazia del dipartimento Ambiente che non voleva sentire ragioni per acquisire quest’area verde…. dopo due anni di tentativi è finita la legislatura e salvo qualche intervento spot per bonificare un’area di fatto abbandonata non sono riuscito a fare.
    Quindi la soluzione che dice Marco è l’unica… o cambia la visione del Dipartimento Ambiente o facciamo prima ad autogestirlo…

  8. caro marco il mio scopo non è buttarla in caciara come dici ma cercare di trovare,con i mezzi a disposizione,una soluzione.prima di addossare colpe a qualcuno.Sono abituato a sentire tutte le versioni per poter dare un giudizio possibilmente obiettivo.Nel caso specifico tu stesso dici che l’area interessata non è verde pubblico quindi il giardino è un semplice orpello del costruttore per vender meglio gli edifici circostanti,si dovrebbe considerare giardino condominiale la cui manutenzione spetta ai condomini e non a carico dell’amministrazione.Riguardo a cio che dici sulla politica urlata potrei trovarmi d’accordo se non includessi i comitati ed in particolar modo il nostro che ha un nome se non lo sai ed è regolarmente iscritto nell’albo dei comitati riconosciuti dal nostro municipio,ha un nome si chiama Karol Wojtila.In questi anni il nostro scopo è stato e sarà sempre quello di migliorare la condizione del territorio che cerchiamo di rappresentare nel rispetto della trasparenza e della legalità lontano da logiche di partito ma nell’interesse dei bisogni reali della cittadinanza.Gli atti regolarmente protocollati presso gli uffici competenti lo stanno a dimostrare.Aver denunciato inadeguatezze nell’esecuzione dei lavori pubblici o inefficienze da parte dei nostri amministratori a tutti i livelli nel controllare il rispetto delle regole non dovrebbe esser considerato caciara ma una buona pratica di cittadinanza attiva;a meno che,tu non pensi che risolvendo un problema privato fideizzi meglio il tuo elettorato,cosa legittima per un politico,ma non usando risorse pubbliche a danno della collettività.

  9. Rocco, quello è un giardino pubblico, realizzato con fondi pubblici (a scomputo degli oneri concessori) e deve essere manutenuto da Roma Capitale come avviene per Villa Borghese (questo è lo spirito che serve per affrontare i temi della periferia). E’ sorto su un area di un programma integrato che deve prevedere anche gli standard. Ripeto: la ragione che tiene in stato di abbandono quel giardino è imbarazzante.

    ben vengano tutte le iniziative di tutela e di autogoverno del territorio comprese le giornate ecologiche (sono un fan di Retake Rome!!!), utili a sensibilizzare cittadini e amministrazioni. Però non è la regola: la manutenzione della città (tutta) è un diritto dei cittadini e un dovere delle amministrazioni.

    con affetto

    marco

  10. scusa Marco non c’è polemica ma vorrei capire.L’area come tu stesso hai affermato non era adibita specificatamente a giardino ma si è convenuto,vista la necessità,di crearne uno,Ora l’area avendo un vizio di forma non può essere acquisita a patrimonio dall’assessorato all’ambiente che giustamente per non incorrere in un atto formalmente non legale vuole chiarimenti.Da quel che ho capito un accordo bipartisan,visto le risposte precedenti,tramite uno scomputo degli oneri concessori, ha deciso di realizzarne comunque uno.Tutto questo è cercare di risolvere,secondo le tue parole,i problemi della periferia romana.Ho l’impressione che questa sia la logica macchiavellica del fine che giustifica i mezzi che ha creato e crea tanto danno al nostro sistema paese.Il politico crea la regola che il più delle volte è volutamente non chiara in modo tale che la sua interpretazione possa facilmente essere interpretata a fini personali dimenticando la sua valenza universale.Dico questo perché quest’episodio può esser preso ad esempio su come viene gestito il territorio ed in particolare nel nostro piccolo il nostro,Valle Muricana.Un territorio che ha subito senza nessuna consultazione popolare un piano di autorecupero affidato a consorzi dove non è prevista ad oggi la realizzazione di nessuna area giochi o giardino.Dove con il rimpallo di responsabilità un opera cosidetta pubblica come quella di via Solbiate è malgrado un interrogazione al municipio ancora in mano private,un altra il centro anziani di via Pomponesco tuttora chiusa in attesa di trovare i fondi per gli arredi(!),dove la richiesta di un’area giochi nel comparto C6 giace da due anni nei cassetti dell’amministrazione municipale trovando nel frattempo compagnia con un progetto scuola prontamente depositato da abili mani malgrado l’indecenza del piano siano già previsti terreni adibiti allo scopo.Ma tu stesso hai citato la regola del diritto dei cittadini e del dovere dell’amministrazione vorrei che tutto questo riguardasse anche noi cittadini di Valle Muricana.Non siamo la luna,siamo Via di Valle Muricana,Roma,Municipio xv.Rocco Fragassi comitato di quartiere Karol Wojtyla-Valle Muricana.

  11. Sul sito del comune trovi tutto. In partcolare il nuovo piano (2008) e le norme tecniche di attuazione. Qui invece una sintesi:

    http://www.urbanistica.comune.roma.it/uo-complex-print.html

    Tutto il perimetro rosa (buona parte di prima porta e labaro), salvo altre particolari destinazioni (ambiti per compensazioni, art. 11 ecc) è di fatto area di ristrutturazione urbanistica. Attraverso il completamento del tessuto edilizio (pochi lotti vuoti) e attraverso procedure di riordino, di sostituzione edilizia, demolizione e ricostruzione è possibile liberare aree e risorse per fare i servizi pubblici e privati in aree totalmente compromesse e carenti di standard.

    Si può procedere con il piano (competenza attribuita ai municipi) o con singoli interventio di completamento vincolati ad un contributo straordinario. In questo caso il privato (credo sia immobildream) ha pagato parte del contributo (oltre ai relativi oneri) realizzando un giardino. Il tutto in accordo con il comune.

    strumenti più vecchi (vedi zone O) prevedono procedure più rigide. Il privato cede l’area per lo standard con atto d’obbligo, il comune finanzia l’opera e la realizza. Credo di poter dire che non abbia prodotto grandi risultati!

    per farla breve cerco di dire che in quelle aree rosa si possono fare case, negozi, parchi, scuole ecc. La questione che pone il dip.to ambiente è dopo la realizzazione dell’opera si va la variante urbanistica e si trasforma l’area interessata con una destinazione compatibile al servizio realizzato. Riperto: una odiosa burocrazia. Iscrivano subito il giardino al catasto del verde e facciano la manutenzione!!

    M. Tolli

  12. Fate ritornare pure via Saronno Pubblica come era una volta invece di lottare per un giardinetto messo li per impreziosire i palazzi fatti!!! Facile dare le colpe senza però parlare di soluzioni concrete!!!

  13. Grazie a M.Tolli per le esaurienti ed articolate delucidazioni che mi confermano come a causa di qualche “distratto” ufficio pubblico un operatore privato ha potuto realizzare un opera a scomputo in accordo con la pubblica amministrazione senza che una variante ne prevedesse la destinazione concordata!!! Questo ad esclusivo vantaggio del privato che così ha trasferito parte del suo rischio d’impresa derivante dall’incertezza dei tempi della burocrazia direttamente sulla collettività, si sa il tempo è denaro e le attese costano così noi cittadini invece di trarre i benefici derivanti dalla disponibilità di un nuovo piccolo giardino ci sobbarcheremo anche gli oneri derivanti dalla doverosa riqualificazione di quell’area che nel frattempo si è degradata perché senza manutenzione e cura le piante muoiono, le recinzioni si rovinano, le fontanelle spariscono!!! Grazie davvero di cuore a chi con “grande competenza” è riuscito a fare questo capolavoro ma ora chi ne ha la possibilità e la buona volontà faccia il possibile per trovare una soluzione definitiva in tempi rapidi visto che già sono passati quattro anni.

    P.S.: via Saronno è una via privata ad esclusivo uso dei residenti.

  14. Oh mo che ve sete mpreziositi co sti scambi curturali ce rimane er giardino da puli’ che famo o pulimo oppure aspettamo che ce vie’ quarcun’artro a fallo e visto che sete tutti ecologisti damose appuntamento li ve do na mano pure io .
    Lasciate er telecomando , er telefonino , portateve li guanti e tanta bona volonta a ME NUN ME PESA E A VOI.
    SI POI PENSATE CHE L’AMERICANI SO SCEMI CHE OBBLIGANO se dice cosi nooooo i proprietari o li frontisti a pulisse davanti casa loro e murtandoli si nun lo fanno .
    A rearta e’ che stamo a diventa portroni o furbetti dipende da li punti de vista .
    Comunque io so n’volontario pronto a puli..

    Le chiacchiere se le porta er venti a sa societa’ mancano li FATTI , a sostanza e come duice Tania cercate da riapri sta strada anche perche me pare che so stati usati i sordi de tutti pe riasfarta er primo tratto de sta strada PRIVATA , cercao de esse CRISTIANI non solo co la forma.

  15. Qualcuno oggi è passato a svuotare il cestino, grazie.

    PS: già più di una volta quest’azione è stata fatta dai semplici cittadini che si sono rimboccati le maniche senza problemi.

  16. E continuano a ribadire che via Saronno è privata!! Ma chi c’è nato sa bene che via Saronno una volta era pubblica!!! Ma che voi parlare qui sanno solo dare giudizi tecnici che na povera popolana come me manco capisce!! datece le soluzioni concrete che a parole semo tutti bravi come semo bravi a candidasse per qualche conoscenza!!!! Rimboccatevi le maniche mettetevi i guanti e andate a pulì quello che voi avete accettato!! Visto che c’è state venite pure a via lomazzo a finì i lavori !

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