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Déjà vu all’Inviolatella, tornano le baracche

inviolatella-borghese.jpgLo sapevamo che sarebbero tornati ed era solo questione di tempo; quando, all’interno dell’Inviolatella, abbiamo visto sul sentiero gli avanzi di cibo, le scatolette e bottiglie vuote siamo andati a colpo sicuro. Nel valloncello sotto il vivaio l’abbiamo scovata tra la vegetazione, questa volta un po’ più in profondità per rimanere nascosta alla vista. La solita baracca di senzatetto, come quelle già demolite due volte lo scorso anno prima a dei ragazzi romeni poi, ad ottobre, a una famiglia rom proveniente dal campo nomadi di Via del Baiardo.

Oggi non sappiamo chi sono gli inquilini che abitano quella baracca formata da un ammasso di teli di nailon e detriti e circondata da cumuli di rifiuti; abbiamo anche scovato una “zona servizi”. Un sentierino che porta ad una piccola radura dove fare i bisogni.

Ci dispiace per questa gente ma una baracca in un parco è un elemento fortemente inquinante che molto difficilmente si riesce a bonificare a causa della grande quantità di rifiuti; neppure le pale meccaniche riescono a pulire in mezzo alla vegetazione.
E così legno, plastica, ferro e una grande quantità di tessuti (tutto materiale pescato nei cassonetti) rimane per decenni (forse secoli) all’interno di una siepe o di un bosco.
E ahimè stiamo parlando dell’Inviolatella Borghese, uno degli ultimi lembi di campagna romana, all’interno del GRA, sopravvissuto all’edificazione.

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Non ci stancheremo mai di ripeterlo e i fatti ogni volta ci danno ragione; dove non c’è possibilità di frequentazione da parte dei cittadini ogni area verde si trasforma in un probabile accampamento. E’ capitato al Pineto, all’Insugherata, a Monte Mario, al Parco Volusia e ora all’Inviolatella Borghese.

Che cosa accadrà in futuro è difficile dirlo; prima che la macchina burocratica si metta in moto ci vorrà del tempo e prima che vengano scovati i fondi per procedere allo sgombero e alla rimozione dei rifiuti passeranno settimane se non mesi.
Nel frattempo quella porzione di Inviolatella, satura di rifiuti organici, di detriti e di materiali di ogni tipo continuerà la sua odissea di “terra di nessuno” nonostante faccia parte di un area sottoposta a stringenti vincoli.
Ma rimane aperto anche un altro interrogativo: chi mai deve vigilare su quei terreni di proprietà del Comune di Roma e compresi all’interno del parco di Veio?

Francesco Gargaglia

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1 commento

  1. APRISSERO IL PARCO! FACESSERO I VARI INGRESSI COME IN VIA FABBRONI, UNISSERO ATTRAVERSO IL SOTTOPASSAGGIO SOTTO IL PONTE IL PARCO DI VILLA LAUCHLI DOVE C’è IL LAGHETTI DI VIGNA CLARA A QUESTO, METTESSERO ‘ILLUMINAZIONE.

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